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Lamezia Terme -  Anche a Lamezia ristoratori e baristi si sono mossi per esprimere contrarietà al nuovo Dcpm emanato dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Un disappunto pacifico, hanno tenuto a sottolineare gli organizzatori della protesta che con slogan e cartelli, hanno attirato l'attenzione sul "malessere" di una categoria fra le più "colpite" dalla misure antiCovid. "Ci atteniamo alle regole e alle disposizioni governative - ha sottolineato uno dei baristi che hanno aderito a questa forma di protesta - ma lasciamo le nostre attività con le luci accese, augurandoci che questo segnale così come accade in tante città italiane, venga percepito dal Governo"."Dopo aver investito tanti soldi per attrezzare i nostri locali a seguito delle indicazioni fornite nei mesi scorsi, ci troviamo punto e a capo". Ha rimarca un altro promotore dell'iniziativa. "Non vorremmo - gli ha fatto eco un collega - che questo nuovo Decreto sia l'anticamera di un nuovo lockdown subito dopo il 24 novembre. Ce lo dicessro apertamente e fin da ora. Comprendiamo il momento critico, nessuno lo nasconde, ma bisogna salvaguardare anche il lavoro che già da noi è scarso". Insomma, una serata all'insegna di rimostranze senza eccessi, ma nella consapevolezza di dover far sentire la voce anche da Lamezia. Una forma di protesta che secondo quanto raccolto, si potrebbe estendere a livello regionale con baristi e ristoratori che si sarebbero già dati appuntamento presso la Camera di commercio di Catanzaro per mercoledì mattina.

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In una nota diramata questo pomeriggio avevano spiegato che "Conseguentemente alla promulgazione dell’ultimo DPCM, emanato dal Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, le categorie ad oggi più colpite sono le attività di ristorazione, bar, gelaterie e pasticcerie. L’impatto che alcune scelte hanno su queste categorie e le loro filiere, è devastante per l’intero paese con conseguenze inevitabili. Consapevoli di questo, nasce a Lamezia Terme il Movimento spontaneo dei ristoratori e baristi del territorio lametino che manterrà aperti i propri locali , a partire dalle ore 18.00 di Lunedì 26 ottobre 2020, senza effettuare nessun servizio di ristorazione, ma  lasciando soltanto le luci dei locali accese,  nella speranza che vengano realmente presi in considerazione e ascoltati dai “poteri forti”. Ogni lavoratore del settore fisserà davanti alla porta del proprio locale uno slogan con incisa la frase: Non “Serviamo” per decreto".  "Invitiamo - precisano - la stampa nazionale e locale,  a dare il proprio contributo affinchè venga dato un sostegno concreto, a tante famiglie, e attività che non vedono ad oggi una via d’uscita". 

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