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Lamezia Terme - È venuto a mancare all’età di 52 anni, Giannantonio Ruberto, operatore televisivo di diverse emittenti locali.

Il ricordo del cugino

“Nei miei ricordi di bambino, due immagini sulle tue spalle a fare voli acrobatici, perché eri ‘grande’ in tutti i sensi e ci facevi volare in alto; e poi con la telecamera sulle spalle, pronto a immortalare i momenti più belli.  Chissà cosa avresti ripreso con la tua telecamera di questi giorni, di queste ore, mentre è in corso una pandemia che consegnerà alla storia questi primissimi mesi del 2020. Mentre lavoravi, soffrivi tantissimo il caldo, anche in pieno inverno: chissà quante maglie e camicie avresti sudato per documentare questi giorni di emergenza. I ricordi di cugino si fermano qui. Il resto ce lo diremo io e te, continuando a dialogare e a scherzare come abbiamo fatto fino al nostro ultimo incontro un mese fa". Lo ricorda così il cugino Salvatore D'Elia.

"Gianni Antonio Ruberto - prosegue - ha fatto della sua passione, la telecamera, la sua vita. Un fatto per nulla scontato in un mondo, quello dell’informazione e della comunicazione, in cui il precariato e le incertezze costringono tanti a ripiegare su altre professioni o ad abbandonare tutto.  Gianni Antonio ha conosciuto in prima persona l’avvento del mondo delle televisioni private in Calabria, operando in numerose emittenti televisive lametine e regionali: dalla collaborazione con numerose esperienze editoriali calabresi, a cominciare da Vuellesette, di cui ha fatto parte del “gruppo storico” di operatori, e poi a Roma, a La7, negli anni di esordio della rete.  Quindi il rientro in Calabria, la libera professione, i progetti, la caparbietà e la volontà di tentare e ritentare per realizzare quella che Gianni Antonio sentiva, più che come una professione, una missione: raccontare attraverso le immagini, far restare immortale con il potere di una telecamera la vita e le storie delle persone. Cameramen e giornalisti lametini e calabresi, tanti amici in queste ore ti stanno ricordando come un pezzo della storia di questa professione a Lamezia. Un “pezzo di storia” non nella straordinarietà delle cose o nei grandi successi professionali raggiunti, ma nell’umiltà e nel sorriso che ti hanno sempre contraddistinto. Tratti che in questo lavoro non dovrebbero mai mancare, se vogliamo imparare, con una penna o una telecamera, a catturare le poche grandi cose che non passano, nel fluire inarrestabile dell’informazione: i valori, i sentimenti, le storie delle persone. Mi faccio voce di tanti colleghi che mi hanno contattato in queste ore e che ringrazio sin da ora: grazie Gianni Antonio. Per quello che rappresenti per tutti coloro che ancora credono in questa professione, per quanti continuano ad amare il proprio lavoro nonostante tutto.  La tua vita, breve ma piena, è stata una “lezione” di umiltà, di sorriso, di professionalità. Che tutti i tuoi colleghi lametini e calabresi porteranno con loro".

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