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Lamezia Terme - La conclusione delle indagini preliminari consiste nella decisione che il Pubblico Ministero adotta sulla base di ciò che è emerso dalle indagini preliminari, e si può concretizzare o nella richiesta di archiviazione, che conclude il procedimento una volta accertata l'infondatezza della notizia di reato oppure il determinarsi per l'inizio del processo vero e proprio e quindi per il cosiddetto esercizio dell'azione penale che potrà portare alla celebrazione dell'udienza preliminare per i reati che destano maggiore allarme sociale con una pena superiore ai cinque anni di reclusione.

Della conclusione delle indagini preliminari si è parlato nella seconda lezione del corso di difensore d'ufficio organizzato della scuola territoriale della Camera penale dal tema: "Conclusione delle indagini preliminari, richiesta di archiviazione, richiesta di rinvio a giudizio e decreto di citazione diretta a giudizio" con la docenza di Aldo Ferraro, avvocato penalista e l'organizzazione di Francesco Pagliuso, responsabile della scuola territoriale e avvocato penalista. L'avvocato Aldo Ferraro, 37 anni, penalista, proviene dallo studio di Messina del professore di procedura penale, Dario Grosso, attualmente docente all'Università Federico II di Napoli.

Intervista all’avvocato Aldo Ferraro

In alternativa all'udienza preliminare si potrà emettere il decreto di citazione diretta a giudizio?

"Si potrà condurre l'imputato direttamente al processo per i reati meno gravi, per i quali è prevista una pena non superiore ai quattro anni. C'è questa alternativa che si pone davanti al pubblico ministero".

Richiesta di archiviazione, udienza preliminare o processo vero e proprio. In quali casi?

"L'udienza preliminare per i reati più gravi, omicidio, associazione mafiosa, per i quali è prevista una pena superiore a quattro anni, è prevista la celebrazione dell'udienza preliminare. All'esito dell'udienza preliminare il giudice potrà decidere se rinviare a giudizio e quindi c'è l'inizio del processo vero e proprio".

Per i reati meno gravi con una pena inferiore ai quattro anni?

"Si va direttamente al processo".

In quali casi?

"Nei casi di resistenza a pubblico ufficiale, diffamazione, ingiuria, per i reati meno gravi come pena rispetto al procedimento di archiviazione il pubblico ministero chiede al gip (giudice per le indagini preliminari) di archiviare il procedimento".

E cosa accade?

"E' previsto che chi ha sporto la denuncia, che la persona offesa venga avvisata di questa richiesta di archiviazione, e può proporre opposizione nel termine di dieci giorni dalla notifica dell'avviso dalla proposizione dell'opposizione e si instaura un'udienza camerale".

Cioè?

"Ci sarà un udienza davanti al gip che dovrà verificare le ragioni della persona offesa e le ragioni del pubblico ministero che chiede l'archiviazione del procedimento, e sentire il difensore dell'indagato".

All'esito di questa udienza?

"Il gip potrà decidere se archiviare il procedimento o se invece è necessario disporre ulteriori atti investigativi onerando il pubblico ministero di compierli. Oppure al contrario se disporre la formulazione coatta dell'imputazione".

Cioè?

"Imporre al pubblico ministero di procedere, e quindi lo stesso pm che aveva chiesto di archiviare il procedimento, se il gip si convince che la notizia reale è fondata, può ordinare a esercitare l'azione penale e quindi portare l'imputato a giudizio".

E nel caso dell'esercizio dell'azione penale?

"Se invece il pm non intende chiedere l'archiviazione, ma intende procedere, in questo caso dovrà innanzitutto notificare il cosiddetto avviso di conclusione delle indagini preliminari così consentendo all'indagato che per la prima volta può scoprire di essere stato indagato di conoscere tutti gli atti di indagine che sono stati compiuti al pm e affrontare una linea difensiva".

E dalla notifica di avviso di conclusione indagine?

"L'indagato ha una serie di facoltà tra cui chiedere di essere sottoposto a interrogatorio, produrre le manovre difensive, produrre anche gli esiti dell'attività di investigazione difensive".

Cioè?

"Può con il suo difensore compiere degli atti di investigazione difensiva, sentire delle persone informate sui fatti, acquisire della documentazione".

Stile Stati Uniti?

"Difatti è un’innovazione che è stata introdotta nel nostro sistema normativo. E decorsi i venti giorni dalla notifica di conclusione delle indagini il pubblico ministero potrà chiedere il rinvio a giudizio, quindi chiedere al giudice dell'udienza preliminare, di disporre il rinvio a giudizio, all'esito dell'udienza preliminare, oppure potrà emettere il decreto di citazione diretta a giudizio, quindi potrà emettere l'atto che segna l'inizio del processo".

Tratterete nel corso della lezione le linee essenziali dell'udienza preliminare soprattutto quelli che sono i profili di maggiore interesse per i futuri difensori d'ufficio?

"Si come la possibilità di essere nominato e l'avvicendamento nella nomina del difensore d'ufficio".

Cioè?

"I difensori d'ufficio possono trovarsi proiettati direttamente in un’udienza preliminare senza conoscere il fascicolo".

Hanno speciali diritti in questi casi?

"Hanno diritto, visto l'avviso di conclusione delle indagini, che segna la cosiddetta discovery, cioè il processo diventa pubblico e l'interessato ha diritto a visionare il contenuto del fascicolo".

Da quel momento in poi il fascicolo sarà sempre pubblico?

"Si, e il difensore che verrà nominato per l'udienza preliminare potrà accedere al fascicolo, farsi le copie degli atti e quindi approntare una linea difensiva. Nella lezione sono stati affrontati anche le argomentazioni su altri profili rappresentati dal fatto che in questa udienza possono essere richiesti i riti alternativi, i giudizi abbreviati e il patteggiamento".

Maria Arcieri

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