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Lamezia Terme – L’istituto della confisca, tra sanzione penale e misura di sicurezza, questo il titolo della sesta lezione della Scuola Territoriale della Camera Penale svoltosi nell’Aula Penale “G. Garofalo” al palazzo di Giustizia del Tribunale di Lamezia Terme. Ad esporre la lezione è stato l’avvocato Mario Murone, mentre a introdurla l’avvocato Francesco Pagliuso. Presenti anche gli avvocati Gianfranco Agapito e Aurelio Manfredi.

L’avvocato Pagliuso introduce l’incontro spiegando le funzionalità del corso, già iniziato, e il relativo prosieguo: “A questo corso parteciperanno gli avvocati con esperienza quinquennale comprovata ed esperienza penalistica con almeno 10 udienze fatte in un anno, il corso consentirà di acquisire dei crediti formativi; il nostro tribunale è uno dei pochi che consente di espletare il corso di difensore d’ufficio”, conclude l’avvocato, segretario della Camera penale del foro di Lamezia Terme.

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L’avvocato Mario Murone, docente di diritto penale presso l’università Magna Graecia di Catanzaro, inizia a spiegare l’istituto della confisca, facendo riferimento a recenti sentenze della Corte di Cassazione a sezioni unite e pone l’accento sul rapporto tra confisca e sanzione o confisca e misure di sicurezza. “La confisca è una misura di sicurezza rapportata alla pericolosità di un soggetto ed è regolata dalla legge in vigore al tempo della sua applicazione. Se la legge del tempo in cui deve eseguirsi la misura di sicurezza è diversa, si applica la legge in vigore al tempo della esecuzione per quanto stabilito dall’articolo 200 del codice penale.

Deve essere posto in evidenza la pericolosità del soggetto e, la confisca, va effettuata avuto riguardo ai proventi degli usurai e al diritto al risarcimento della persona offesa (usurata). Nel caso di condanna, il giudice può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto a norma dell’articolo 240 codice penale; che tale violazione può determinare reati in materia fiscale. In evidenza l’articolo 322 ter del codice penale il quale dispone che  il giudice, con la sentenza di condanna, determina le somme di denaro o anche individua i beni sottoposti a confisca in quanto costituenti il profitto o il prezzo del reato ovvero in quanto di valore corrispondente al profitto o al prezzo del reato. Ai fini applicativi della misura di sicurezza è da tenere sempre bene in evidenza, per il giudicante, la pericolosità del soggetto che ha commesso il reato”. La lezione si conclude con il saluto ai giovani partecipanti con l’invito a presenziare le prossime lezioni. Le altre lezioni, secondo il programma in locandina, diciotto, si svolgeranno di sabato, sino al mese di luglio sempre presso l’aula Garofalo. Il calendario delle lezioni è consultabile sul sito www.camerapenalelamezia.it.

 Francesco Ielà

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