
Lamezia Terme – La città si colora di tante bandiere, di profumi e danze. Sono le tradizioni, talvolta a noi poco conosciute, delle tante etnie che sono state, graditi ospiti, su corso Nicotera nell’ormai consolidato appuntamento della festa dei popoli, giunta quest’anno alla sua quarta edizione. La manifestazione multietnica è stata promossa dalla Diocesi di Lamezia Terme e dall’Ufficio Diocesano Migrantes che ha “voluto promuovere il lavoro degli Sprar e dei suoi ospiti”. La manifestazione ha saputo coinvolgere i cittadini, stranieri o italiani che siano frequentatori di corso Nicotera e non solo, accogliendoli e invitandoli a ‘sentire’ le loro specialità artistiche e culinarie e a mostrare le loro abilità artistiche e tecniche.
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Così, capeggiate dalla bandiera italiana e delle tradizionali musiche calabresi dei Calabruzi, le comunità di Algeria, Bangladesh, Brasile, Costa d’Avorio, comunità Rom, Gambia, India, Nigeria, Pakistan, Portogallo, Repubblica Centroafricana, Romania, Senegal Siria, Somalia, Turchia, Ucraina e per la prima volta di Cina, si sono mossi in corteo da piazzetta San Domenico, (dove si sono ordinatamente riuniti), sino all’isola pedonale di Corso Nicotera. Qui la festa è iniziata. La comunità ucraina ha aperto le danze testimoniando anche la travagliata storia della sua bandiera, la comunità rom ha inscenato le loro danze e i loro canti tradizionali. Allo stesso modo, hanno fatto le altre etnie anche accompagnate dai loro rappresentanti religiosi, come padre Costantin per la comunità romena. Presenti anche i giovani allievi dell’istituto Manzoni-Augruso diretto da Anna Primavera del quale un complesso di giovani voci composto da allievi sia italiani e sia marocchini frequentanti quello stesso Istituto ha intonato canzoni tradizionali calabresi.

La bellezza di una Lamezia di tanti colori, “i colori dell’integrazione” è stata sottolineata da suor Manuela Simoes: “È bello vedere a città di Lamezia di tanti colori, colori che ci portano tanta allegria e ci fanno dimenticare i tanti problemi che la città sta ora vivendo”. Uno solo è lo scopo precipuo che questa giornata si prefigge di portare avanti e vuole farlo seguendo le quattro parole di Papa Francesco: “promuovere, accogliere integrare e proteggere”. Al bando dunque ogni forma di discriminazione o di ‘paura’ verso lo straniero, ma solo le quattro parole del Pontefice, volte all’insegna dell’accoglienza, del rispetto e all’abbattimento dei muri, troppe volte, ingiustificatamente, troppo spessi, dell’indifferenza.

A fare un’analisi positiva della giornata anche l’assessore alla cultura Graziella Astorino, “le tante etnie presenti oggi e i loro tanti colori vogliono rendere Lamezia come un vero esempio di integrazione totale, etnie che sono da accogliere e integrare perché aiutano le famiglie ad andare avanti assistendole nel loro vivere quotidiano”. Sulla tematica dell’integrazione l’assessore ha aggiunto, “Integrare significa anche convivenza, una convivenza che deve essere pacifica nonché arricchita dal rispetto reciproco”.
Francesco Ielà








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