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Lamezia Terme - Si sono riuniti in un’assemblea, presso l’ospedale, i lavoratori e le sigle sindacali facenti parte ai sindacati di CGIL, CISL, ANAAO, FIALS Medici, CGIL Medici, CISL Medici, CIMO, AAROI dove hanno concordato di “dovere sostenere - dicono - insieme, tutte le iniziative che si riterranno utili ed appropriate a difesa della Sanità del Lametino”. Tale assemblea,  che ha visto la partecipazione del sindaco di Lamezia, dell’assessore alla Sanità e di numerosi rappresentanti di varie Associazioni oltre ad un numero di lavoratori e cittadini comuni, è stata rivolta al commissario Straordinario della Regione Calabria Pezzi e al Dirigente Dipartimento della Salute della Regione Calabria.“Per le questioni esposte in tale consesso e per le motivazioni rilevate dal confronto dialettico, tenendo conto del bacino di utenza dell’Ospedale di Lamezia e della centralità della Città sul territorio regionale, le sigle sindacali riunite proclamano lo stato di agitazione affinché il Decreto 18 e succ. Decreto 58 vengano rimodulati, in particolare, relativamente al futuro della Terapia Intensiva Neonatale e del Centro Trasfusionale.  Si propone, pertanto, il potenziamento dei Servizi Ospedalieri e Territoriali di tutte le discipline mediche, chirurgiche e riabilitative, per offrire risposte di salute ai Cittadini ed alla popolazione calabrese in genere, che tra le beghe e le decisioni affrettate è sempre l’unica e la sola a farne le spese.

Inoltre, le OO.SS. attiveranno tutte le iniziative possibili, coinvolgendo tutti gli organi istituzionali che hanno a cuore le sorti della sanità, volte all’apertura di tavoli di discussione per la riorganizzazione delle attività in conformità alle esigenze del territorio ed ai servizi già presenti e necessari di potenziamento e mantenimento e non di chiusura. Infine, le OO.SS. chiedono alle SS.LL. una riconsiderazione delle posizioni precostituite ed una rivisitazione della realtà sanitaria calabrese affinché, possano davvero determinarsi dei progetti basati sulla considerazione delle richieste dei Cittadini e dei suggerimenti che solo le professionalità operanti sul territorio possono dare. Se tale appello non dovesse trovare un riscontro efficace, si continuerà l’agitazione nelle forme previste ed indicate fino a produrre, come extrema ratio, l’indizione di uno sciopero generale”.

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