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Lamezia Terme – “Alle intimidazioni rispondiamo collettivamente. La dignità del lavoro. Non piegare la testa. Noi vogliamo cambiare le cose. La legalità non è solo un affare di ordine pubblico, ma di cittadinanza. Non è solo togliere ai mafiosi dei beni. Il tema è partecipare alla proposta di vita democratica”. Rispondono così dalla Comunità Progetto Sud ai danneggiamenti subiti negli ultimi giorni. Gomme squarciate in pieno giorno sono la brutta sorpresa che quattro degli operatori della casa Pensieri & Parole hanno trovato negli ultimi 8 giorni alla fine del turno. Sette gli episodi denunciati che riportano al centro la sicurezza del gruppo sociale fondato da don Giacomo Panizza nel 1976. 

Denuncia che è già sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Lamezia Salvatore Curcio il quale ha riferito all’attenzione della DDA dei dottori e Nicola Gratteri e Vincenzo Capomolla per chiedere un intervento deciso a sostegno delle attività sociali e produttive della Comunità Progetto Sud.

Questa mattina a portare la solidarietà, in una conferenza aperta è stato il segretario Regionale della GCIL Angelo Sposato insieme al segretario dell’ area vasta Enzo Scalese. "La novità è che è sempre successo a me o ai beni che sono della Comunità. Questa volta a chi lavora qui" dice Don Giacomo Panizza, Presidente di Progetto Sud che, aggiunge: "Il lavoro di questi anni è stato portato avanti con dignità e con la cultura della legalità e del lavoro pulito e regolarmente retribuito, proprio qui, nel primo bene confiscato e assegnato della città". 

"Lo Stato deve fare qualcosa in più. La presidenza del Consiglio dei Ministri deve assumersi la responsabilità di attenzionare la Calabria". Così Angelo Sposato promette che arriverà fino a Roma. "Perché quando si cerca di colpire il lavoro si vuole colpire il germoglio della legalità e la Comunità Progetto Sud e Don Giacomo Panizza sono capisaldi di questa cultura da sostenere. Chiederemo che il Governo ci metta la faccia e che Progetto Sud non venga lasciata sola. Se necessario ci costituiremo parte civile - continua Sposato - ai lavoratori dico: non lasciamoci intimidire. Chiederemo che la struttura venga sorvegliata H24.  La nostra non è solo una solidarietà ma un impegno per agire insieme e lo faremo già da oggi".

A fianco della Comunità anche il legale della Progetto Sud, l’ Avvocato Italo Reale "Siamo davanti al tentativo di non fare lavorare le persone. Abbiano l'impressione che ci sia qualcosa di fuori controllo. Strade vecchie che si ripresentano e nuove modalità di attacco". 

Presente anche Maria Teresa Morano a rappresentare la vicinanza dell’associazione Antiracket di Lamezia: "Chiediamo alle Istituzioni di fare la loro parte ma anche alla Cittadinanza di prendere posizione netta di condanna - dice - Il problema è la presenza di una criminalità che non è quella di quindici anni fa ma prendiamo atto che sta mancando la società civile". E, continua: "Non si può delegare a chi già sta facendo.  Lo chiediamo invece a chi passa di qua, in una strada così trafficata e dice di non vedere quando accadono questi fatti criminosi. È necessario fare rete in maniera continuativa, è necessario per poter costruire uno scudo sociale importante".

Reazioni

De Magistris: "Progetto Sud volto umano della Calabria"

"Solidarietà e vicinanza alla comunità di Progetto Sud e a Don Giacomo Panizza per le intimidazioni che hanno colpito lavoratori ed operatori sociali. Progetto Sud, a Lamezia Terme e in Calabria, rappresenta il volto umano della stragrande maggioranza dei calabresi, testimoniando ogni giorno concretezza sociale contro ogni forma di discriminazione e di violenza. Progetto Sud fa e produce solidarietà e crea le condizioni per il riscatto delle persone anche attraverso il lavoro. Sono e siamo al loro fianco, nessuno rimarrà solo e diverrà bersaglio di mani vili e violente". Lo afferma il candidato Presidente della Regione Calabria Luigi de Magistris.

Rubino: "Un patrimonio da difendere e tutelare"

"La denuncia resa pubblica stamane da Don Giacomo Panizza sull'inquientante sequenza di atti intimidatori perpetrati ai danni di lavoratori della sua Comunità non può e non deve lasciare indifferenti. L'esperienza della Progetto Sud, la vicinanza ai più deboli, l'assistenza a chi più ha bisogno, la capacità di far superare attraverso il lavoro equo e solidale le difficoltà di molte persone  sono un patrimonio per tutta la nostra città. Un patrimonio da difendere e tutelare" è quanto afferma in una nota Rosy Rubino. "Esprimo, dunque, la mia vicinanza a Don Giacomo, alla Comunità Progetto Sud e soprattutto ai lavoratori colpiti da questi atti delinquenziali frutto di una logica criminale che produce solo danni  e che va estirpata dalle radici. Mi auguro - aggiunge - che presto la nostra città possa tornare in condizioni di normalità, intendendo per normalità non solo l'ordinato svolgersi della vita politica ed amministrativa ma anche e soprattutto l'affermazione definitiva e totale di una precisa consapevolezza: la 'ndrangheta, le articolazioni criminali e le logiche del malaffare sono il freno principale ad ogni prospettiva ed alla legittima aspirazione di chiunque intenda vivere la propria vita con il senso della giustizia e di una piena e bella libertà. E' per questo, lo ripeto, che quella di Don Giacomo e della Comunità Progetto Sud è una testimonianza di impegno e di resistenza che arricchisce tutti ed indica una strada pienamente possibile. Quella della speranza".ù

Magorno: "Vicinanza a don Giacomo Panizza"

Negli ultimi giorni alcuni lavoratori e lavoratrici della Comunità "Progetto Sud" hanno subito vili atti intimidatori. Gesti gravi che, sono convinto, non fermeranno il grande lavoro di questi operatori della #legalità. A don Giacomo Panizza e a loro va il mio abbraccio. Siamo con voi! Lo scrive in un post Facebook il Senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno.

Pd Lamezia: "Ferma e immediata deve essere la risposta delle istituzioni e della comunità lametina"

"Il partito democratico di Lamezia esprime la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Comunità Progetto Sud e a Don Giacomo Panizza, per i vili atti intimidatori subiti che colpiscono ancora una volta chi nella nostra città persegue da sempre i valori della legalità e della dignità del lavoro come presupposto necessario e insopprimibile per una democratica e civile convivenza" è quando si legge in una nota. "Ferma e immediata - precisano - deve essere la risposta delle istituzioni e della comunità lametina, nella convinzione che non sarà mai sufficiente l’azione repressiva degli apparati dello stato e delle forze dell’ordine, già impegnate in un’incessante e costante contrasto nei confronti della criminalità organizzata, se non si prende consapevolezza che ogni cittadino deve fare la propria parte e schierarsi senza se e senza ma a fianco di chi difende i valori della legalità e della dignità dei lavoratori".

Auddino (M5s): “Invito a continuare con più forza per lavoro pulito e dignitoso”

"Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici della Comunità Progetto Sud che operano nello stabile di via dei Bizantini di Lamezia Terme confiscato alla 'ndrangheta, per gli atti intimidatori subiti. A Don Giacomo Panizza e a alla Comunità va tutta la mia solidarietà e l'invito a continuare con ancora più forza e determinazione nel loro straordinario e prezioso impegno a favore della legalità e del lavoro dignitoso, pulito e regolarmente retribuito, in una realtà spesso difficile. Atti ignobili di questa portata indirizzati a colpire germogli di legalità nella nostra terra servano a radicare ancor di più le ragioni della valorosa battaglia per la democrazia e la civiltà", lo afferma il Senatore calabrese Giuseppe Auddino del Movimento 5 Stelle.

Diocesi Lamezia: “Condanniamo con fermezza gli ultimi atti perpetrati ai danni dei dipendenti della Comunità Progetto Sud”

“Condanniamo con fermezza gli ultimi atti perpetrati ai danni dei dipendenti della Comunità Progetto Sud ai quali negli ultimi giorni sono state tagliate le ruote delle macchine durante il loro orario lavorativo. Si tratta di gesti deprecabili che hanno avuto come obiettivo padri e madri di famiglia che lavorano accanto a chi opera al servizio dei più deboli e che non hanno giustificazione alcuna”. È quanto affermano dalla Diocesi di Lamezia. “Più volte il nostro vescovo, Giuseppe Schillaci, ha puntato l’attenzione sul ‘prendersi cura’ degli altri, specialmente in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a livello mondiale ed è importante mettersi al servizio degli altri. Come Chiesa di Lamezia siamo accanto a loro ed alle loro famiglie, come siamo accanto ad ogni uomo ed ogni donna che, in un modo o nell’altro è chiamato a subire l'altrui prepotenza”.

Tansi: Vicino a don Panizza, sfidando la Piovra testimonia la vera missione di Cristo

"L'arroganza della 'ndrangheta e il suo insensato desiderio di affermare il controllo del territorio hanno prodotto l'ennesima azione intimidatoria ai danni di un sacerdote della levatura spirituale e morale di don Giacomo Panizza. Un autentico prete-coraggio che, grazie al prezioso lavoro realizzato con Progetto Sud in un contesto assai difficile come quello lametino, ha sfidato la Piovra con i fatti e non con le chiacchiere. Un confronto a viso aperto, il suo. Un 'atto di guerra' alla più potente mafia del mondo, seppur portato avanti da una persona mite. Un soldato di Cristo, punto e basta. Ma con una tempra tale da costargli appunto timori e sofferenze ingiusti. Ragion per cui mi par doveroso testimoniargli pubblicamente vicinanza, solidarietà e affetto personali, ma anche e soprattutto la gratitudine di un calabrese come me che non può non stimare uno del 'profondo Nord' come lui. Un uomo di Chiesa venuto qui da noi da molto lontano a testimoniare nella quotidianità, e a prezzo di enormi rischi, la vera missione di Cristo in una terra purtroppo martoriata e soggiogata dalla più pericolosa, lo ripeto, consorteria malavitosa del pianeta".

Mascaro: “A Don Giacomo Panizza la mia personale solidarietà e vicinanza”

“Appena saputa la notizia delle ulteriori intimidazioni rivolte nei giorni scorsi alla Progetto Sud, ho manifestato a Don Giacomo Panizza la mia personale solidarietà e vicinanza, certo che nessuna minaccia, vile e criminale, potrà mai fermare l’opera meritevole da sempre portata avanti dalla sua Comunità”. È quanto afferma Paolo Mascaro. “Lamezia è una Città che per la stragrande maggioranza dei suoi abitanti è solidale, onesta e laboriosa, fermamente determinata a respingere ogni tentativo della criminalità di rialzare la testa e di far ripiombare il territorio nell’incubo vissuto in anni passati. I passi avanti decisivi avutisi nel contrasto ferreo e deciso alle organizzazioni mafiose e criminali, frutto del grande lavoro condotto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, supportato dalla coscienza civica di una collettività che vuole radicalmente trasformare il futuro delle nostre terre, non potranno essere vanificati da gesti che credono di intimorire ma in realtà rafforzano le forze sane del territorio sempre più proiettate verso una società accogliente e moralmente sana. Don Giacomo e la Progetto Sud sanno che, a fronte di alcuni sparuti delinquenti che non si rassegnano ancora a cambiare vita e che presto avranno la giusta condanna per le loro vili azioni, vi è una Comunità lametina che è al loro fianco e continuerà a sostenere ogni battaglia di civiltà, solidarietà e progresso”.

D’Ippolito: “Solidarietà e vicinanza alla comunità Progetto sud”

“Esprimo solidarietà e vicinanza alla comunità Progetto sud e ai suoi lavoratori che in queste ore sono stati oggetto di intimidazioni”. Lo afferma in una nota il deputato M5S Giuseppe d'Ippolito che aggiunge: “Evidentemente l'opera di Progetto sud e di don Giacomo Panizza infastidisce perché crea lavoro, libertà ed emancipazione. Non possiamo permettere che avvengano ulteriori tentativi di fermare o scoraggiare questa esemplare realtà, che rappresenta un punto di riferimento anche per l'affermazione della legalità in Calabria. Sentirò il prefetto di Catanzaro per avere tutte le rassicurazioni sulla sicurezza e l'incolumità di tutti i lavoratori e degli operatori di Progetto sud”.

Irto: "Sicuro che non si tireranno indietro dal continuare il loro operato"

“Esprimo la mia piena solidarietà a don Giacomo Panizza e a tutti i componenti della Comunità Progetto Sud che la criminalità organizzata di Lamezia Terme ha nuovamente messo nel mirino, nelle scorse ore, con nuovi atti intimidatori”. Lo afferma Irto, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria. “Ogni calabrese deve essere grato per l’operato che don Giacomo Panizza compie per il Lametino e per la Calabria in generale, verso l’affermazione dei principi di legalità e solidarietà attraverso un impegno di vita sempre rivolto agli ultimi e alle persone in difficoltà. Sono sicuro - prosegue Irto - che don Giacomo Panizza e tutta la Comunità Progetto Sud non si tireranno indietro dal continuare il loro operato perché sanno che la maggior parte dei calabresi sostiene la loro attività e fa quadrato attorno a questo grande patrimonio di valori umani e sociali. Confido, infine, nel fatto che gli inquirenti trovino al più presto i responsabili di questa vile intimidazione”.

Wanda Ferro: "Intorno alla Comunità Progetto Sud devono stringersi tutte le istituzioni"

“Quella di don Giacomo Panizza è l’antimafia dell’impegno quotidiano, del coraggio e della tenacia nel costruire una Calabria più giusta e solidale, affermando modelli di legalità, costruendo percorsi di riscatto sociale e offrendo aiuto ai più deboli, soprattutto in un periodo segnato dalle grandi difficoltà e dall’incertezza sul futuro. Sono vicina al don Giacomo e ai suoi collaboratori,  vittime di atti intimidatori vili e infami, su cui auspico che gli inquirenti facciano al più presto piena luce. Intorno alla Comunità Progetto Sud devono stringersi, con iniziative concrete di sostegno, tutte le istituzioni, a partire dal governo nazionale”. Così il segretario della Commissione parlamentare antimafia, on. Wanda Ferro.

Furgiuele: "Non saranno intimidazioni a fermare loro missione"

"I principi di laboriosità, solidarietà e dedizione assoluta alla causa dei più deboli a Lamezia sono vivi, grazie all' operato instancabile e tenace di Don Giacomo Panizza, una figura alla quale esprimo la mia più viva vicinanza è il mio sostegno più totale". Lo afferma il deputato della Lega On. Domenico Furgiuele.

Ordine Assistenti Sociali: “Gesti ignobili ed ingiustificati”

L’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Calabria esprime, tramite il Presidente Danilo Ferrara “solidarietà alla Comunità Progetto Sud per il vile atto intimidatorio subito dai propri operatori. Si tratta di gesti ignobili ed ingiustificati, soprattutto perché posti in essere nei confronti di chi opera, quotidianamente, a fianco dei più deboli e rappresenta una speranza di sostegno e riscatto sociale. È importante che le istituzioni preposte intervengano con fermezza, per tutelare realtà virtuose come quella di Don Giacomo Panizza e per assicurare i responsabili alla giustizia”.

Forum Terzo Settore: “Operatori Progetto Sud non saranno mai soli”

“Vigliacchi! State sbagliando davvero se pensate di poter intimidire una realtà come la Comunità Progetto Sud – osserva il Portavoce Forum Terzo Settore Luciano Squillaci in una nota - con un gesto così vile, ancora più indegno perché rivolto agli operatori, persone che hanno scelto il lavoro sociale nel Terzo Settore e vivono il proprio lavoro come servizio per il bene comune. Persone che appartengono a quel piccolo esercito del bene, in Calabria quasi 12mila persone, che si sforzano ogni giorno di andare avanti nonostante i ritardi negli stipendi dovuti ad una burocrazia indegna ed all’indifferenza della politica. Professionisti qualificati che vengono considerati poco più di nulla è come tali vivono loro stessi lo stigma e l’emarginazione di chi assistono, educano ed accompagnano. Eppure nonostante questo, insieme alle loro organizzazioni, vanno avanti dimostrando quotidianamente che un’altra Calabria si può costruire. E allora cari vigliacchi state pur certi che Progetto Sud, con i suoi operatori, non si lascia intimidire, ma soprattutto state sicuri che non saranno mai soli, perché il Terzo Settore è unito. E sappiamo che è questo che fa davvero paura a voi ed a tutti quelli che vogliono una Calabria sottomessa e silente”.

Gallo: "Nessuno si arrenderà"

"Di fronte al perpetuarsi di atti intimidatori del genere, proviamo grande amarezza ma anche la consapevolezza che nessuno si arrenderà. Siamo vicini a don Giacomo Panizza e ai suoi collaboratori: la loro battaglia per la legalità è anche la nostra". Lo afferma l'assessore regionale al Welfare Gianluca Gallo, commentando l'ennesimo attacco ai danni della comunità "Progetto Sud", guidata da don Giacomo Panizza, nei pressi della sede che ospita anche il Forum del Terzo Settore. "Nel mentre auspichiamo che forze dell'ordine e magistratura individuino e assicurino alla giustizia gli autori di questi atti - aggiunge Gallo - condanno con fermezza l'accaduto, manifestando sentimenti di solidarietà nei riguardi di don Panizza e dei suoi collaboratori, per la meritoria attività portata avanti da anni. Siamo di fronte a gesti vigliacchi, da respingere al mittente rafforzando la collaborazione tra le istituzioni e i soggetti che, come Progetto Sud e le tante altre realtà associative del Terzo settore, lavorano ogni giorno con dignità per una Calabria migliore. Noi ci siamo e ci saremo, senza incertezze né tentennamenti: al fianco di questa Calabria, contro le 'ndrine e il malaffare".

Cisl: "Gesti vili e criminali"

"Tutta la Cisl calabrese esprime la propria solidarietà a don Giacomo Panizza, alla Comunità 'Progetto Sud', alle operatrici e agli operatori del centro 'Pensieri e parole', fatti oggetto in questi giorni di intimidazioni che mirano, come purtroppo è già accaduto nei confronti dello stesso don Giacomo e di strutture in cui si svolgono le attività di 'Progetto Sud', a bloccare una realtà che costituisce un punto di riferimento e un esempio da seguire non solo per la Calabria, ma per l'intero territorio nazionale". Lo afferma Tonino Russo, segretario generale regionale della Cisl calabrese. "Nella certezza che animatori e collaboratori della Comunità non si faranno fermare da simili gesti vili e criminali - prosegue - la Cisl auspica che sia fatta al più presto piena luce su mandanti ed esecutori e che anche altri beni confiscati alla criminalità organizzata possano essere destinati, come per il centro 'Pensieri e parole', ad attività di impegno sociale che testimoniano quotidianamente la possibilità di un modo di vivere solidale e accogliente".

Uil: "Don Panizza non si arrenda"

"A Don Giacomo Panizza, alle operatrici e agli operatori di 'Progetto Sud' finiti ancora una volta nel mirino di stolti senza coraggio, esprimiamo la nostra piena vicinanza. A loro va il nostro attestato di solidarietà che, si badi bene, non è di forma ma di sostanza, un riconoscimento per il lavoro che Don Giacomo Panizza sta facendo in Calabria per il ripristino della legalità, per il convinto sostegno alla cultura del lavoro giusto e per il recupero dei giovani". Lo afferma Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria. "Ciò che ferisce la comunità di 'Progetto Sud' - prosegue - ferisce tutti noi. Davanti a questo ennesimo attacco proditorio non possiamo che invitare Don Giacomo Panizza a non mollare, a proseguire la sua marcia sul percorso tracciato nella consapevolezza che la nostra Organizzazione sindacale sarà sempre dalla sua parte. Oggi, poi, ci sentiamo di esprimere sentita fiducia in un pronto e risolutivo intervento della magistratura e delle forze dell'ordine, donne e uomini dello Stato a cui va il nostro plauso, convinti come siamo che abbiano tutte le capacità professionali e umane per fare luce su quanto accaduto a danno della comunità di 'Progetto Sud'. Al Prefetto, poi, chiediamo di prestare la massima attenzione a quanto accaduto, non fosse altro perché quello di queste ore non è il primo degli attentati portati a compimento ai danni di Don Giacomo Panizza, della sua rete di collaboratrici e collaboratori e della sua esperienza di riscatto dall'oppressione mafiosa". "Ci rincuora il fatto - conclude Biondo - di poter leggere fra le righe di quanto accaduto qualcosa di positivo. Quanto successo, infatti, per noi rappresenta il segnale che il fenomeno 'ndranghetistico, contro il quale non si può abbassare la guardia e che richiede uomini e mezzi per poter essere definitivamente sconfitto, sta trovando argini sempre più forti a quello che, storicamente, è stato, e speriamo presto non sia più, il suo straripante potere intimidatorio".

Sostegno di demA calabria alla Progetto sud

"Il verificarsi di atti criminosi, di chiaro stampo mafioso, non deve far dimenticare - sostengono i demA Calabria in una nota - quanto bene stiano facendo alcune Comunità, impegnate sul territorio Calabrese. L'atto intimidatorio perpetrato nei confronti della Comunità Progetto Sud, non è altro che la rappresentazione di un sistema marcio, non di rado radicato nelle istituzioni, che intende inibire nel modo più meschino e violento, quanto di buono realizzato nel corso di questi anni; progetti portati avanti con impegno e dedizione, ma soprattutto con una radicata cultura della legalità, troppe volte assente in Calabria. La presenza di associazioni senza scrupoli, pronte a delinquere, non deve spaventarci, ma, al contrario, attivare forme di denuncia sociale per far sì che l'attenzione delle Istituzioni nei confronti della Calabria non cali. Siamo vicini alla Comunità Progetto Sud e ci stringiamo a loro in un abbraccio. Non siete soli, siamo in tanti ad amare la Calabria e a chiedere giustizia".

De Caprio su atti intimidatori a comunità ‘Progetto sud’: “Vicino a Don Giacomo e a suoi dipendenti”

“Nessuno tocchi l’antimafia dell’impegno. Le istituzioni devono creare un cordone intorno alla comunità ‘‘Progetto Sud’’ con iniziative rivolte al servizio della legalità. Sono vicino a Don Giacomo Panizza e a tutti i dipendenti. Gesti così vili vanno condannati con forza”. È quanto afferma il presidente della commissione regionale anti ‘Ndrangheta, Antonio De Caprio, all’indomani degli atti intimidatori, rivolti ai lavoratori e alle lavoratrici della Comunità a Lamezia Terme che operano nel bene confiscato di Via dei Bizantini. Gomme squarciate in pieno giorno sono la brutta sorpresa che quattro degli operatori della casa ‘Pensieri & Parole’ hanno trovato negli ultimi 8 giorni alla fine del turno. La denuncia che è già sul tavolo del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, della Dda e di Nicola Gratteri e Vincenzo Capomolla per chiedere un intervento deciso, a sostegno delle attività sociali e produttive della Comunità ‘Progetto Sud’. Chi - aggiunge - come Don Giacomo e i suoi collaboratori operano ogni giorno per gli ultimi, creando occasioni di riscatto per numerosi giovani – prosegue - il consigliere regionale di Forza Italia – devono essere aiutati nella loro opera con sostegni concreti. Niente parole. La vicinanza è totale. L’arroganza della ‘Ndrangheta non deve scoraggiarci. Anzi – incalza il presidente della commissione regionale antimafia – dobbiamo continuare a contrastarla con tutti i mezzi a nostra disposizione. Uno di quelli è stare accanto a comunità come quella di Don Giacomo Panizza che, con abnegazione, continuano a lavorare onestamente in questa terra”.

Agesci Zona del Reventino: “Solidarietà e vicinanza alla comunità Progetto Sud”

“…nella consapevolezza di vivere e agire in un contesto fortemente intriso da logiche contaminate dalla violenza e dal malaffare, siamo sempre più convinti e determinati nella nostra azione e nel nostro servizio educativo, nel cercare di formare una rinnovata coscienza discernente di ciò che oggettivamente esalta la libertà della persona, della sua crescita culturale e della qualità della vita sociale…” (dal Progetto di Zona 2019-2022). Sulla scia di tali premesse l’Agesci Zona del Reventino manifesta la propria solidarietà e vicinanza alla comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, ai suoi lavoratori e operatori sociali, per i vili atti intimidatori di cui sono stati bersaglio nei giorni scorsi. “La violenza - affermano - non può e mai deve essere tollerata e accettata e va sempre respinta con forza. Ringraziamo don Giacomo Panizza e la Comunità tutta per l’incessante lavoro compiuto sul territorio Lametino in tutti questi anni, affermando i principi di legalità e solidarietà attraverso un impegno di vita sempre rivolto agli ultimi e alle persone in difficoltà. Invitiamo a continuare ancora con più forza e determinazione nel loro straordinario e prezioso impegno a favore della legalità e del lavoro dignitoso, pulito e regolarmente retribuito, in una realtà spesso difficile come la nostra”.

Volare Calabria: "Sconcerto per atto intimidatorio"

"Volare Calabria esprime sconcerto per l'atto intimidatorio a Progetto Sud di Don Giacomo Panizza, avvenuto in pieno giorno a Lamezia Terme, a cui intende esprimere tutta la propria solidarietà e vicinanza." E' quanto scrive in una nota l'associazione Volare. "Progetto Sud - prosegue la nota - rappresenta uno degli esempi virtuosi in una terra difficile come quella calabrese e uno degli emblemi della lotta alle mafie, avendo la sede in uno stabile sequestrato alla 'ndrangheta. Per queste ragioni - conclude l'associazione -Volare manifesta il proprio sostegno a Don Giacomo ed alla cooperativa sociale Progetto Sud, ai lavoratori e alle loro famiglie, vittime di un atto vile e di chiaro stampo criminale e invita le istituzioni a stringersi intorno a Don Giacomo ed alla sua comunità."

Fondazione CON IL SUD esprime solidarietà a Comunità Progetto Sud

La Fondazione CON IL SUD esprime solidarietà e condanna violenza e intimidazioni che vogliono colpire chi quotidianamente, con impegno lodevole, lavora per prestare assistenza a persone spesso in grande difficoltà. “Bisogna difendere e sostenere realtà straordinarie come la Comunità Progetto Sud.” - ha dichiarato Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD – “ L’organizzazione guidata da don Giacomo Panizza, fortemente attiva sul tema della legalità e dei diritti, è una vera ricchezza per il territorio calabrese, sempre attenta a mettere al centro bisogni e interessi delle comunità locali”.

Confartigianato Imprese Calabria: "bisogna creare uno scudo civile che respinga al mittente ogni tentativo di intimidazione"

“La realtà che don Giacomo Panizza ha costruito negli anni con grande coraggio e altruismo è l’antimafia dei fatti, quella che rappresenta un modello nell’agire quotidiano che sa offrire modelli di legalità a cui aggrapparsi in maniera concreta per sperare nel riscatto sociale. Don Giacomo e la sua comunità non possono essere lasciati soli davanti all’ennesimo vile atto intimidatorio che cerca di spegnere la speranza che nasce da tutto questo”. Il presidente ed il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Roberto Matragrano e Silvano Barbalace, esprimono la propria vicinanza, e quella di tutta l’associazione regionale, agli operatori della Comunità Progetto Sud che lavorano nello stabile di “Pensieri e parole”, l’immobile di via Dei Bizantini confiscato alle cosche locali, in seguito al danneggiamento dei pneumatici dei mezzi in dotazione alla comunità. “Evidentemente l’azione quotidiana di Progetto sud, capace di tendere la mano ai più deboli, di sostenere chi ha bisogno creando lavoro e quindi libertà di scegliere da che parte stare infastidisce molto la criminalità organizzata che invece sceglie la propria manovalanza proprio tra i soggetti socialmente più fragili – affermano i vertici dell’associazione. – Abbiamo avuto il piacere qualche anno fa di ospitare in un nostro evento nazionale svoltosi in Calabria proprio don Giacomo Panizza per portare la sua testimonianza e dare forza e contributo alla grande opera che quotidianamente svolge in una terra soffocata dalla criminalità. Per questo, ancora una volta vogliamo e dobbiamo stringerci a don Giacomo, attraverso una collaborazione sinergica tra istituzioni, forze dell’ordine e forze sane della società civile che credono nelle potenzialità di riscatto della nostra terra: bisogna creare uno scudo civile che respinga al mittente ogni tentativo di intimidazione e sostenga l’operato di solidarietà e crescita di Progetto sud che rappresenta un patrimonio umano irrinunciabile per tutta la Calabria”.

La solidarietà delle Acli nazionale

Le Acli nazionali e le Acli della Calabria ribadiscono la loro piena solidarietà alla Comunità Progetto sud, al suo fondatore e ai dipendenti e volontari "che resistono e combattano ogni giorno una battaglia di civiltà e di affermazione dei diritti di libertà" e condannano le intimidazione rivolte al fondatore del gruppo sociale Pensieri & Sorrisi, e alle lavoratrici e ai lavoratori. "L'esperienza della comunità fondata da Don Giacomo Panizza - si legge in una nota - prova a dare dignità e lavoro ad una terra che si ribella alla malavita. Le Acli considerano le esperienze di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie come uno dei segni tangibili della lotta dello Stato alla malavita organizzata e auspicano che le Istituzioni locali e nazionali e la società civile, sostengano in tutti i modi iniziative come quelle nate dalla Comunità del Progetto sud".

La solidarietà dell'Ambulatorio solidale prima gli ultimi

"Lamezia non può più tollerare i continui rigurgiti ndranghetisti. Le cosche devono sapere che, colpendo la cooperativa Progetto Sud, colpiscono tutti noi ed in primis tutte le tante associazioni cittadine che prestano volontariato verso i più fragili, i più bisognosi, gli ultimi della scala sociale e che tutto il vasto mondo del volontariato sociale farà muro contro le loro minacce, le loro intimidazioni, i loro attentati" è quanto afferma in una nota Nicolino Panedigrano presidente dell'ambulatorio solidale prima gli ultimi.

"Ci uniamo al coro di solidarietà che si è stretto intorno ad una esperienza come quella della Progetto Sud, che viene da lontano e per questo è divenuta simbolica non solo per i lametini onesti, ma anche per la ndrangheta, che tenta, colpendo l’una, di intimidire tutti. Sappiano costoro che i beni confiscati, frutto del malaffare e del traffico di droga, macchiati di tanto sangue, non torneranno indietro ed anzi continueranno ad essere utilizzati per meritorie attività sociali, come simbolo della volontà di riscatto di tutta la città. Noi stessi, se e quando dovesse darsene l’occasione, ci proporremo, a maggior ragione, di acquisire futuri beni confiscati ai mafiosi per utilizzarli in favore dell’assistenza sanitaria verso gli ultimi".

Prc Calabria: "Un forte e deciso attestato di solidarietà e vicinanza a Don Giacomo Panizza"

"Un forte e deciso attestato di solidarietà e vicinanza a Don Giacomo Panizza, per le recenti intimidazioni subite da alcuni lavoratori della comunità Pensieri e Parole è stato formulato questa mattina dal Partito della Rifondazione Comunista della Calabria. Una delegazione del partito composta dal  segretario regionale  Pino Scarpelli, Sonia Rocca della segreteria Regionale del Prc e Marcella Murabito della Federazione di Vibo Valentia hanno infatti incontrato Don Panizza, simbolo ormai da quasi 50 anni della lotta alla criminalità organizzata nel territorio lametino" è quanto si legge in una nota della Segreteria Regionale Prc Calabria. 

"Una battaglia - affermano - che, attraverso l’impegno in un tessuto sociale molto complicato e la concreta testimonianza per la legalità, portata avanti con coraggio e determinazione, ha avuto come risultato  quello di contribuire fortemente a creare una consapevolezza anti n’drangheta ed a indicare  una strada da seguire per stare dalla parte giusta: dalla parte dei deboli e dalla parte della legalità.  Purtroppo  non è la prima volta che Don Giacomo subisce intimidazioni da parte della malavita organizzata ma questa volta la maggiore gravità risiede nel fatto che ad essere colpiti sono direttamente un gruppo di operatori sociali da sempre impegnati nella comunità creata da Don giacomo Panizza. Il Partito della Rifondazione Comunista , da sempre vicino all’azione ed al grande lavoro della Progetto Sud, ha ribadito la gravità delle intimidazioni ed ha espresso preoccupazione per la crescente pericolosità delle cosche nel lametino soprattutto in questa particolare circostanza in cui la Calabria a livello regionale attraverso un momento di transizione politica in vista delle prossime elezioni regionali nonché del commissariamento ennesimo della Città di Lamezia Terme. Un vuoto istituzionale che si traduce nella impossibilità di dare man forte e di stare vicini alla gestione, per esempio, dello stabile in via dei Bizantini confiscato ormai da anni alle cosche. Solidarietà è stata espressa anche dal Segretario nazionale del Prc Maurizio Acerbo e da Paolo Ferrero, vice Presidente del Partito della Sinistra Europea e molto vicino a don Giacomo Panizza già dai tempi in cui è stato ministro del governo Prodi".

“Don Giacomo Panizza e la Progetto Sud – hanno dichiarato i componenti della Segreteria  Regionale del Prc Calabria-  sono l’esempio concreto di come ci si può e ci si deve ribellare alla ‘ndrangheta in questa Regione. Come forza politica sentiamo il dovere di stare vicini in questo momento difficile e delicato ad un uomo coraggioso ed a tutti gli operatori che lavorano in questa grande comunità rendendo testimonianza quotidiana di solidarietà, sviluppo sociale e legalità”.

Conferenza episcopale calabra: "Solo insieme, tutti insieme, sconfiggeremo le mafie"

 La Conferenza episcopale calabra, "esprime la propria indignazione per l’ennesimo atto intimidatorio ai danni del personale e delle strutture della comunità “Progetto Sud”, diretta da don Giacomo Panizza, impegnata ormai da anni in una preziosa opera di rilancio dell’azione sociale, culturale, educativa e professionale nella Calabria intera, in territori oppressi dalla presenza della ‘ndrangheta". 

La Cec "condanna con fermezza l’accaduto, manifestando solidarietà alla grande famiglia di “Progetto sud” ed a tutte le realtà che, alla sua stregua, si battono quotidianamente per l’affermazione della legalità e la costruzione di percorsi di legalità e giustizia, nel solco del Vangelo. Con l’auspicio che istituzioni, società civile, forze sociali e produttive possano unirsi sempre più sotto la comune bandiera dell’impegno contro la ‘ndrangheta, la corruzione ed ogni forma di sfruttamento e colonizzazione della terra di Calabria. Solo insieme, tutti insieme, sconfiggeremo le mafie, per l’edificazione di un regno di giustizia, di pace e di amore secondo il cuore di Dio". La Cec "ritiene doveroso far sentire pubblicamente la propria vicinanza perché non passi mai l’idea che quanti sono in prima fila nella lotta per la legalità possano rimanere da soli, a causa del silenzio o dell’indifferenza altrui: non è certo tempo per spendere parole vuote, è come non mai tempo per scegliere parole giuste, esempi luminosi, testimonianze credibili". 

Goel: "Mobiliteremo tutta Italia contro questi atti indegni"

"Ciò che faranno a Comunità Progetto Sud, ai suoi soci, ai suoi lavoratori, lo faranno a Goel e, se queste aggressioni continueranno, reagiremo come se fossero indirizzate a noi. Se ci saranno ancora altre intimidazioni, insieme a Comunità Progetto Sud, mobiliteremo tutta Italia contro questi atti indegni". Lo afferma, in una nota, Vincenzo Linarello, presidente del Gruppo cooperativo Goel in relazione alle intimidazioni messe in atto nei confronti degli operatori e delle strutture di Progetto Sud a Lamezia Terme. "Goel - è detto nella nota - ha avviato ormai da tempo una forte alleanza con Comunità Progetto Sud. Le due organizzazioni si stanno federando e saranno sempre più unite, insieme per il cambiamento e il riscatto della Calabria. Nei giorni scorsi, sono stati denunciati sette episodi intimidatori rivolti a quattro operatori della Comunità, che lavorano all'interno del bene confiscato di Via dei Bizantini a Lamezia Terme. Gomme squarciate, anche in pieno giorno, sulle auto dei lavoratori della casa Pensieri&Parole, centro di sostegno per disabili e minori stranieri. Episodi tipici della vigliaccheria mafiosa che si illude ancora di poter mettere in discussione l'utilizzo dei beni confiscati da parte della società civile".

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