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Lamezia Terme - "Nessun colore, un unico interesse: i Calabresi". Con questo slogan, si sono dati appuntamento non meno di una trentina di persone davanti all'ingresso dell'ospedale civile di Lamezia Terme per un sit-in di protesta a difesa della sanità pubblica. Una manifestazione autorizzata che arriva in un periodo segnato dalle polemiche e nel pieno della seconda ondata di pandemia che vede la Calabria annoverata tra le zone rosse d'Italia a causa, soprattutto, della fragilità strutturale endemica della rete ospedaliera che in questo stato di emergenza, potrebbe diventare ancora più drammatica.

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In via Perugini, si sono ritrovati per lo più quanti hanno aderito alle due ultime manifestazioni svolte in città, contro la chiusura di alcuni esercizi commerciali, bar e ristoranti. Oggi, al centro dell’iniziativa la questione sanità e la carenza strutturale dell’ospedale cittadino. In primis, l’assenza dei reparti di Microbiologia e Malattie infettive. Così come la mancata realizzazione di un’unità Covid. Critiche alla Regione Calabria, presa di mira con un eloquente striscione. E con altri altri striscioni che hanno richiamato il “diritto al lavoro” e il non “dover pagare le tasse” in questa situazione di restrizione. La richiesta da Lamezia è nella direzione “di avere manager competenti nella gestione sanitaria e non persone incapaci”. Un’iniziativa che in verità non ha coinvolto molti cittadini, se non alcune rappresentanze delle categorie presenti e qualche consigliere comunale.

A. C.

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