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Lamezia Terme - "Memoria, cittadinanza, impegno. Si può riassumere in queste tre parole la mattinata degli studenti della IV D indirizzo CAT del Polo Tecnologico “Carlo Rambaldi”, che l’11 febbraio hanno partecipato all’iniziativa nel trentennale dell’uccisione dei coniugi Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, promossa dalle Segreterie Provinciali delle Organizzazioni Sindacali Siulp e Fsp Polizia di Stato, con il patrocinio del Comune, al teatro comunale “Grandinetti”. Accompagnati dal docente Pietro Mete, gli studenti hanno ascoltato con attenzione gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e della Polizia di Stato, conclusi dal vicecapo della Polizia Maria Luisa Pellizzari e dal sottosegretario agli Interni con delega alla Sicurezza Nicola Molteni. Interventi dagli accenti diversi, che hanno tratteggiato il profilo di un uomo, un padre e un servitore dello Stato, la cui testimonianza è ancora viva e incoraggia ogni cittadino a fare il proprio dovere fino in fondo, nelle istituzioni e in ogni ambito della vita sociale e professionale" è quanto si legge in una nota.

"Nelle giornate precedenti - spiegano - gli studenti avevano approfondito in classe la figura di Aversa e avviato una riflessione sulla Lamezia di quegli anni, una città alle prese con la minaccia di una mafia violenta, che uccideva e opprimeva la vita dell’intera comunità. Una mafia che non è pericolosa solo quando spara, ma anche quando, in modo più subdolo, inquina la democrazia e compromette la libertà dei cittadini. A conclusione dell’evento, gli studenti hanno avuto occasione di incontrare Walter Aversa, uno dei figli dei coniugi Aversa-Precenzano, al quale hanno ribadito l’importanza di coltivare la memoria di figure come quella di Salvatore Aversa non solo attraverso le cerimonie ma soprattutto attraverso l’impegno quotidiano nella comunità e mettendo in atto, a partire dalla scuola, pratiche di cittadinanza responsabile. Solo così il sacrificio di Salvatore Aversa e Lucia Precenzano non sarà vano e continuerà ad essere un monito per ogni cittadino lametino e calabrese a fare la propria parte fino in fondo".

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