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Lamezia Terme - I candidati al Comitato degli Liceo Campanella hanno sottoscritto un codice etico delle candidature”. “Svolgere la campagna elettorale con correttezza e trasparenza - spiegano - non cumulare incarichi, adottare le misure più opportune per evitare “conflitti di interesse” tra la funzione che si ricopre e l’andamento scolastico”. I 4 eletti rappresenteranno gli studenti nel Consiglio d’Istituto, l’organo collegiale in cui sono rappresentate le diverse figure che vivono e operano all’interno della comunità scolastica.

“Fare della scuola un laboratorio di buona politica, vivere le elezioni dei rappresentanti degli studenti come un’occasione per fare esperienza di democrazia e partecipazione dal basso”. Queste le finalità del codice etico voluto dal dirigente Giovanni Martello ed elaborato dai docenti del settore “funzione strumentale”, frutto di un percorso di discussione e confronto con gli studenti guidato dalle docenti Michela Cimmino e Ivana Zaffina. Tra i requisiti previsti dal codice etico, i candidati a rappresentanti di istituto non devono aver ricevuto ammonizioni, sospensioni e note negli ultimi tre anni scolastici.

“Il codice etico – spiega la docente Michela Cimmino – non è un simbolo, ma il segnale di una scuola che vuole formare alla politica, nel valore più alto di questa parola. In tempi in cui è in crisi il ruolo dei partiti e il valore della rappresentanza, come docenti sentiamo il dovere di farci “sentinelle” di un’etica pubblica che deve contraddistinguerci come insegnanti e che dobbiamo trasmettere agli studenti con i nostri stessi comportamenti”. Le elezioni del comitato studentesco – conclude la Cimmino – “rappresentano in piccolo una prima esperienza di impegno civico per i nostri ragazzi che, sottoscrivendo il codice etico, assumono precisi impegni di fronte a tutta la comunità scolastica e riscoprono l’importanza di valori come la lealtà e la credibilità, valori di cui la politica a tutti i livelli deve riappropriarsi per riallacciare un legame con la gente.  La cattiva politica non si combatte con l’antipolitica, ma con un impegno formativo all’etica e alla moralità pubblica che inizia dalla scuola e che ci deve vedere protagonisti in prima persona”.

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