
Lamezia Terme - Un tavolo di discussione Uilcom si è svolto questa mattina nella sede della Uil regionale a Lamezia. Sotto la lente d’ingrandimento la crisi preoccupante del settore dei call center, che arranca a causa della delocalizzazione all’estero e dell’assenza di un quadro regolamentare nazionale. “A farne le spese migliaia di lavoratori di cui circa 6 mila solo nella nostra regione - ha spiegato Fabio Guerriero, segretario generale Uilcom Calabria - per la maggior parte donne e giovani (circa 60 per cento), che vivono una condizione di precariato spinto nel salario e nei diritti. Molti operatori, in maggior numero outbound, vivono nell’incertezza poiché regolarizzati da contratti atipici al limite del caporalato che, a quanto pare, non è riferibile più solamente comparto agricolo”. Un settore, quello dei call center che ha bisogno di essere normato con urgenza e messo a sistema poiché rappresenta un importante perno del mercato del lavoro dell’intero paese; risulta dunque necessario puntare i riflettori su questa problematica e sviluppare una vera e propria strategia sia a livello nazionale che regionale.
“La Calabria è una delle regioni nella quale si è sviluppato molto il settore dei call center - ha spiegato Salvo Ugliarolo, segretario nazionale Uilcom - una realtà che è nata per molti come occupazione momentanea, ma che oggi si è trasformata nel lavoro che ha dato a tanti la possibilità di costruire una vita sociale, una famiglia. L’iniziativa della Uil nasce ancora una volta per evidenziare il rischio che questo settore possa implodere lasciando per la strada migliaia di lavoratori partendo proprio dalla realtà calabrese, dove ci sono numerose aziende, una tra tutti Abramo”. L’appello del segretario nazionale Uilcom è prima di tutto al mondo politico, dal quale lamenta una risposta inesistente nonostante i numerosi gridi di allarme.
“A livello nazionale - ha continuato - questo settore occupa quasi 80 mila persone concentrate principalmente nel Mezzogiorno e combatte con una serie di assenza di regole che ci sono nel nostro paese e che incidono terribilmente sul settore occupazionale, uno tra tutti il tema delle delocalizzazioni. L’emergenza oggi è dare il via ad una serie di regole che possano dare stabilità a quei settori come quello delle telecomunicazioni facendo applicare i contatti nazionali e quindi eliminando i dumping che si verificano con i contratti pirata. Sul tema delle delocalizzazioni c’è bisogno di un serio intervento da parte del legislatore su cui purtroppo in questi anni abbiamo avuto solo tanti proclami e pochi fatti concreti. Compito dei sindacati di categoria insieme alla confederazione è da anni quello di provare a spiegare ai ministeri di competenza, quello del Lavoro e dello Sviluppo Economico, una serie di proposte per provare a regolare questo settore”. Ugliarolo ha poi lamentato le disdette dell’ex ministro del Lavoro di ben sei appuntamenti, tentativi andati a vuoto che sarebbero stati utili per provare ad avviare un dialogo sull’argomento.
Ma se a livello nazionale la politica fa ancora orecchie da mercante, a livello regionale si fa appello alla giunta fresca di insediamento che costituisca al più presto un assessorato alle Attività produttive importante, capace di mettere in campo una strategia complementare a quella che dovrebbe mettere in campo il governo nazionale. “Le risorse ci sono - ha affermato Il segretario generale Uil Calabria Santo Biondo - sulla programmazione che si concluderà nel 2021, su 300 milioni del Fondo Sociale Europeo, solo 60 milioni sono stati spesi, si potrebbe, dunque tranquillamente fare un ragionamento di complementarietà di misure regionali con quelle nazionali e poi su Abramo Customer Care - ha concluso - se non si interviene c’è il pericolo che Abramo paghi uno scotto importante sulla questione dell’occupazione, ma a caduta anche le altre aziende che operano nel settore potrebbero avere effetti negativi importanti”. L’auspicio è che, almeno a livello regionale vengano messe da parte le divergenze politiche in favore di una risposta unanime su questa partita e su altre questioni prioritarie della regione, che possano poi essere riferite al più presto al tavolo nazionale.
Dora Coscarelli
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