
Lamezia Terme – È passato un anno esatto dal primo caso di Coronavirus a Lamezia. Da quando, il 16 marzo del 2020, giunse al sindaco la comunicazione dal Dipartimento di prevenzione dell’Asp che riguardava un uomo di 50 anni. Immediatamente fu emanata anche la prima ordinanza di quarantena. Seguì un secondo caso il 18 marzo, ed era la moglie dello stesso uomo. Come si ricorderà, il 50enne era rientrato da Bergamo dove lavorava per una ditta edile. In seguito all'interruzione momentanea del rapporto di lavoro, aveva deciso di ritornare in Calabria. Un primo caso che, purtroppo però, a livello comunicativo non fu gestito bene, per via della pubblicazione dei dati personali sull'ordinanza di quarantena. Tant’è che l’uomo e la sua famiglia, furono oggetto di atteggiamenti non certo improntati alla solidarietà. Anzi, nei loro confronti si scatenò una vera e propria gogna mediatica. Solo nei mesi a seguire e rompendo molti pregiudizi, si accettò il fatto che chiunque poteva e può, rimanere vittima del contagio.
Anche per questo bisogna sempre rispettare le norme in vigore, attraverso l’uso dei dispositivi, il distanziamento e l’igiene. In città i casi attualmente attivi sono oltre 270 e non bisogna abbassare la guardia per nessuna ragione. Per arrivare alla copertura totale della vaccinazione, infatti, si dovranno attendere ancora molti mesi.
A.C.
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