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Lamezia Terme - Il maxi-processo "Rinascita-Scott" che vedrà alla sbarra centinaia di imputati accusati a vario titolo di associazione mafiosa e altri reati, prende decisamente la strada di Lamezia Terme. Secondo quanto appreso, dopo le interlocuzioni del presidente della Fondazione Terina, Gennarino Masi con inviati del ministero della Giustizia e conseguente sopralluogo, lunedì scorso, hanno visitato la struttura il procuratore Nicola Gratteri e il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso. Masi ha fornito tutti i chiarimenti e, in questi giorni, ha dichiarato al Lametino.it "sto sottoponendo al ministero tutta la documentazione occorrente. Ritengo che a meno di improbabili intoppi, la nostra proposta sarà ritenuta valida e idonea. Tanto che oggi c'è stato un tavolo convocato a Roma per definire la parte tecnica e dare l'assenso per l'avvio dei lavori da effettuare che dovrebbero iniziare a breve". E al tavolo tecnico di Roma hanno partecipato i vertici del ministero della Giustizia, e del Dap, presenti tra gli altri, il procuratore Gratteri, il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Introcaso, il presidente del Tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo e Sergio Abramo. Si apprende inoltre, sempre secondo fonti della Fondazione Terina, che la società Abramo Custmer Care, ha già avviato le operazioni di trasloco per spostarsi nella sede di Settingiano liberando così la zona più ampia dove allestire l'aula bunker che ospiterà oltre 600 persone tra legali, imputati e operatori della giustizia.

Il processo e la logistica

L'inchiesta della Procura antimafia di Catanzaro vede indagate 474 persone e coinvolge politici, amministratori locali, avvocati ed esponenti della 'ndrangheta vibonese.La struttura della Fondazione Terina ricopre un'area di 4.000 metri quadrati ed è dotata di videosorveglianza; ampi parcheggi e nei piani superiori insiste anche un albergo dove possono pernottare fino a 50 persone; nonché una zona di servizio da destinare ad area ristorante. Insomma, una vera e propria cittadella super sorvegliata (lo sarà di più dopo i lavori che saranno effettuati su disposizione del ministero della Giustizia), lontano dal centro città e in prossimità di tutte le infrastrutture viarie di grande comunicazione: aeroporto, stazione centrale e svincolo autostradale.

Antonio Cannone

REAZIONI

D'Ippolito (M5S): "Scelta di responsabilità, ringrazio il ministro Bonafede e gli uomini dello Stato"

“È giusto che il maxi processo “Rinascita-Scott” si tenga a Lamezia Terme in locali della Fondazione Terina, per la sua posizione baricentrica e la struttura più che adeguata. Esprimo piena soddisfazione per questa scelta definitiva di buon senso e responsabilità da parte del ministero della Giustizia, che consentirà importanti risparmi, riduzione dei tempi e possibilità di rilancio della stessa Fondazione”. Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che precisa: “Nel merito avevo interessato personalmente il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ringrazio tanto per la sensibilità e prontezza dimostrate. Abbiamo evitato che questo importante processo si celebrasse fuori della Calabria, il che sarebbe stato penalizzante, intanto per i magistrati e le forze dell’ordine che hanno ricostruito i fatti con tanto impegno, profondo rigore e grande determinazione. Ringrazio – conclude D’Ippolito – il procuratore Nicola Gratteri, gli altri magistrati in prima linea e tutti gli uomini dello Stato che con loro stanno difendendo il territorio calabrese dalla ’ndrangheta, che la politica è chiamata a combattere con altrettanto coraggio e con la stessa linearità”.

AmoLamezia: "Quando cittadini portano avanti  battaglie di civiltà, città può trarne benefici"

"Questa volta buonsenso, ragionevolezza e merito si sono imposte alle solite camarille. L’aula bunker per il processo Rinascita Scott e per gli altri maxi processi a venire si farà a Lamezia nell’area ex SIR e in un immobile della Fondazione Terina". È quanto scrivono in una nota dall'associazione Amo Lamezia che, aggiungono: "Un grande plauso va al Presidente della Fondazione, il lametino avv. Gennarino Masi, il quale con lungimiranza, con tanta caparbietà e a dispetto della volontà contraria di qualche ambiente accentratore ha posto all’attenzione dei magistrati, degli avvocati e della Regione gli insuperabili requisiti che rendevano idoneo all’uso l’immobile finora adibito a call center in procinto di essere lasciato libero dalla Abramo Customer Care. Nonostante il Procuratore Gratteri, avendolo visitato, con la schiettezza e l’onestà intellettuale che lo contraddistinguono, avesse da subito apprezzato i tanti vantaggi che offriva ed avesse affermato che finora in Calabria non ne erano stato trovati od indicati altri minimamente paragonabili all’immobile offerto dalla Fondazione Terina, sembra che qualcuno tra i politici presenti alla riunione operativa tenutasi stamani al Ministero di Giustizia abbia continuato ad indicarne di altri in Catanzaro. Evidentemente non c’è stata storia. L’immobile era della grandezza richiesta (3.400 e più metri quadri), baricentrico (come qualcuno dimentica sempre che lo è Lamezia), ben collegato con tutte le vie di comunicazione, cablato, vigilato H24, isolato da pericoli di attentati e facilmente blindabile e sottoponibile ai controlli di sicurezza, dotato di amplissimi parcheggi e chi più ne ha, più ne metta. Così i colpi di coda di chi bada più al proprio orticello che all’interesse pubblico sono stati sonoramente sconfitti. E’ presto per dire se questa sia una inversione di tendenza. Ora sappiamo, però, che quando i cittadini sanno portare avanti con fierezza battaglie di civiltà e di merito, la città può anche vincere e trarne benefici di sviluppo. Una lezione che può esserci utile anche nelle altre battaglie civiche che in questi giorni o da tempo si stanno combattendo contro diverse aggressioni alla nostra città. Quel che adesso ci sarà di sicuro da attendersi sarà il solito profluvio di comunicati stampa dei rappresentanti istituzionali, che, finora silenti, correranno a metter cappello su questa “conquista” civica".

De Biase: "Lamezia finalmente al centro della Calabria"

“Meno male che Abramo c’è! E, oltretutto, meno male che c’è anche il Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro Marco Polimeni a rappresentare Lamezia al tavolo romano con l’obiettivo di individuare l’ubicazione per Il processo ‘Rinascita Scott’, che, da quanto emergerebbe, sarà celebrato nei locali della Fondazione Terina a Lamezia”. È quanto afferma Salvatore De Biase, già Presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme. “Lamezia, finalmente, al centro della Calabria! Abramo – continua De Biase - visto che su Catanzaro non era possibile, con piglio, volontà e determinazione ha rappresentato la città amica, Lamezia! Bisogna dire grazie a questo punto al duo catanzarese Abramo-Polimeni, presente al tavolo convocato oggi a Roma a cui hanno partecipato i vertici dell'apparato burocratico del ministero della Giustizia, del Dap, della polizia penitenziaria, il procuratore Nicola Gratteri, il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro Domenico Introcaso, il nuovo presidente del Tribunale di Catanzaro Rodolfo Palermo”. “A questo punto ci auguriamo – conclude De Biase – che questa sinergia tra le città sorelle Catanzaro-Lamezia possa continuare con l’operosità e l’intraprendenza della classe dirigente del capoluogo ed il duro lavoro, silente e senza proclami, di quella lametina”.

Piccioni: “Invitato Abramo e non Mascaro. Chi rappresentava Lamezia?” 

"È una notizia positiva e di grande valore per Lamezia e la Calabria la decisione dei vertici del ministero della giustizia di celebrare il processo “Rinascita Scott” in alcuni locali della Fondazione Terina, nell’area ex Sir". Lo sostiene il consigliere comunale Rosario Piccioni che, aggiunge: "Come con il nostro movimento avevamo sostenuto da subito, ci sono vantaggi concreti derivanti dalla vicinanza dell’area all’aeroporto e dai costi nettamente inferiori rispetto all’ipotesi di realizzare nuove strutture o addirittura di far svolgere il processo fuori dalla Regione. Ma soprattutto è un messaggio di grande valore simbolico: celebrare qui, nel cuore della Calabria, l’epilogo di un’operazione della magistratura di portata “storica” che ha colpito l’intreccio tra politica, mafia e zona grigia nella nostra regione. Apprendiamo dalla stampa che il via libera sarebbe arrivato da una riunione istituzionale ternutasi a Roma a cui avrebbero partecipato il procuratore Gratteri, il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, il presidente del tribunale di Catanzaro, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e il presidente del consiglio comunale di Catanzaro Polimeni. E' sufficiente scorrere l'elenco dei partecipanti per far scattare immediata una domanda: dov’era Lamezia? Chi rappresentava la città dove, stando alle ultime notizie, dovrebbe svolgersi il processo? L’entusiasmo generale e comprensibile per la decisione del Ministero non può farci chiudere gli occhi sul fatto che ci sono tanti punti oscuri. Non si spiega altrimenti la presenza come rappresentanti istituzionali soltanto del Sindaco e del presidente del consiglio comunale di Catanzaro. E' giusto che i cittadini sappiano: Abramo e Polimeni hanno partecipato alla riunione per "caldeggiare" fino alla fine le proposte annunciate a più riprese sulla stampa per far celebrare il processo a Catanzaro? E ancora: perché non c’era il sindaco di Lamezia? Non è stato invitato? Oppure, casomai, Abramo si è auto-appropriato ancora una volta del ruolo di rappresentante della città di Lamezia? C’è qualche problema “sotto traccia” che porta i vertici del ministero della giustizia a non interloquire direttamente con il sindaco di Lamezia nella cui città si svolgerà il processo? E’ giusto porsi, negli interessi della città, questi interrogativi ed è giusto sapere come stanno le cose. E’ evidente l’estrema debolezza politica della nostra città, come del resto già abbiamo visto su tante altre questioni. Non vorremmo che accanto a quella politica emerga in tutta la sua gravità una debolezza anche istituzionale".

Consiglieri Comunali Nicotera, Rubino , Saullo e Caruso: "Polemiche ed alle rivendicazioni lasciamole ad un passato che certo non ha prodotto grandi risultati"

"Sorprendono e non poco i toni e le considerazioni espresse in una nota da diverse associazioni di Catanzaro che, rispetto ad una decisione motivata esclusivamente da ragioni di praticità ed economicità, sollevano obiezioni sulla scelta di tenere presso i locali della Fondazione Terina il processo scaturito dall'operazione Rinascita-Scott. Sorprendono perchè è possibile rintracciarvi un atteggiamento di pregiudiziale ed immotivata ostilità verso una soluzione che è condivisa dal Ministero e dall'autorità giudiziaria, determina risparmi, garantisce sicurezza e permette piena  operatività per affrontare uno dei dibattimenti più significativi nella lunga storia di contrasto alla criminalità organizzata. Ci spiace constatare come nella nostra regione si sia ancora fermi a questo punto, quello della rivendicazione territoriale, della chiusura, dell'incapacità di fare squadra in vista di un interesse superiore e del bene comune" è quanto si legge in una nota dei consiglieri comunali Giancarlo Nicotera, Rosy Rubino , Alessandro Saullo e Anna Caruso.

"Se la città di Lamezia - proseguono - dovesse elencare le scelte illogiche che ne hanno condizionato lo sviluppo la lista sarebbe lunghissima, dalla sanità ai trasporti ad esempio; non è stata e non è una situazione che ci piace ma da tempo siamo convinti della forza che può avere l'area centrale della Calabria se libera da atteggiamenti campanilistici e disgregatori. Il tifo ed i colori lasciamoli alla passione sportiva, quando parliamo di  temi decisivi per le comunità, come la giustizia, la lotta alla criminalità organizzata, lo sviluppo, l'occupazione, dovremmo tutti avere - francamente - un surplus di responsabilità civile e soprattutto politica. Ci auguriamo - precisano - ma ne siamo già certi, che i locali della Fondazione Terina possano garantire tutte le funzioni per le quali sono stati individuati, quanto alle polemiche ed alle rivendicazioni lasciamole ad un passato che certo non ha prodotto grandi risultati".

"In quel sito - ed è l'ultima osservazione - la possibilità di celebrare il processo si è configurata grazie ad una significativa disponibilità di spazi che sono di proprietà e competenza regionale  e sono in via di sgombero dopo la scelta,di andare via compiuta dalla società di  Call center, una scelta non condivisibile ma dettata evidentemente da esigenze nuove. Lo stessa Società può trovare sempre allocazione all'interno della Fondazione Terina ove esistono altre quattro strutture diverse da quella scelta per l'Aula bunker utili e disponibili per poter continuare la propria attività, come sarebbe equo ed opportuno, a Lamezia Terme. Non si umilia, dunque,  nessuna Città, non si priva nessuno di ruoli storici, si sceglie di guardare semplicemente verso un futuro più sereno,  con l'azione dello Stato che libera il territorio dalla presenza delle organizzazioni criminali. Qualcosa, insomma, che dovrebbe vederci uniti, protagonisti di scelte motivate da ragioni pratiche e concrete, al fianco di forze dell'ordine e magistratura". 

Pegna: "Scelta che premia la centralità di Lamezia Terme"

"Finalmente una scelta che premia la centralità di Lamezia Terme, le vocazioni del territorio, al di là delle logiche di una politica locale che non riesce ad affrancarsi da quei campanilismi che hanno solo danneggiato l’intera Calabria: il Processo Rinascita-Scott si terrà presso i locali della Fondazione Terina" è quanto afferma in una nota Ruggero Pegna.  

"Dal percorso dell’A2, alla sede di Arcavacata dell’Università della Calabria, dallo sdoppiamento surreale tra la sede della Regione Calabria e quella del suo Consiglio Regionale, ad un mancato progetto funzionale sulla Sanità, lo sviluppo razionale di questa regione ha pagato e paga un prezzo troppo alto agli interessi localistici dei gruppi di potere politico che si sono succeduti negli anni - e aggiunge - la mancanza di una vera visione di sviluppo di un territorio morfologicamente complesso, ha portato a reti viarie sconnesse, mancato decollo del turismo, emigrazione e pendolarismo, depauperamento delle sue enormi potenzialità, impoverimento di tutta l’economia, abbandono. In ogni regione, si costruisce il futuro partendo dalle sue caratteristiche. Il centro, peraltro fatto di una enorme pianura costiera, non può diventare periferia, non accade da nessun a parte. E Lamezia è il centro della Calabria, luogo naturalmente ideale per ogni struttura a carattere regionale  e interregionale, base per collegamenti veloci tra aeroporto, stazione centrale, autostrada, superstrada, strade statali in ogni direzione. Con una razionale e moderna rete di infrastrutture, i collegamenti da e per Lamezia, e da qui per il mondo e dal mondo, diventerebbero veloci, comodi e sicuri, con tempi tali da rendere agevole il lavoro, il turismo, la vita quotidiana".

"Paradossalmente -prosegue -  anche una struttura a bacino nazionale e internazionale, come uno studio cinematografico, un grande Ospedale, uffici di multinazionali, Università di specializzazione in moderni sbocchi professionali, sono più comodi a Lamezia che a Roma, per la capacità unica di ridurre al minimo i tempi degli spostamenti, razionalizzando comfort, economie e obiettivi. Quello che non ha saputo fare la politica, accecata da malcelati campanilismi da stadio, pronti a emergere ad ogni stuzzicante appetito, questa volta lo hanno fatto i tecnici e un Procuratore della Repubblica come Gratteri, scevri da condizionamenti illogici. Il Processo Rinascita-Scott si farà a Lamezia, con buona pace di chi non riesce ad accettarne l’ovvia, naturale decisione. Una scelta che, senza paraocchi, va nella direzione di una logica distribuzione all’interno di quella che è, a tutti gli effetti, una grande Area Metropolitana, dall’Aeroporto a Germaneto, da una costa all’altra".

"Quando in campagna elettorale - ricorda Pegna - parlavo di Città Metropolitana Lamezia-Catanzaro, i lametini per primi non capivano di cosa parlassi, mentre molti catanzaresi s’indignavano per l’ordine al nome. Lamezia-Catanzaro o Catanzaro-Lamezia è la stessa cosa; cambiando l’ordine degli addendi non cambia il risultato. Le reazioni, a partire da questa sciocca considerazione, sono state talmente inconsulte da farmi capire subito che stavo parlando, ancora e purtroppo, di fantascienza, di un futuro di mentalità e cultura ancora lontano. La maggior parte ha creduto che parlassi di fusione tra le due città, ignorando invece che facevo riferimento ad altro, al nuovo Ente istituito per rafforzare i territori nel loro insieme, valorizzando le peculiarità' delle singole identità', con ingenti risorse. Capisco che per molti è un concetto complesso, soprattutto per coloro che hanno il campanilismo come autentica patologia, accecante e fuorviante, ma è il concetto di un futuro inevitabile, se si vuole davvero il bene, la crescita e la modernizzazione del cuore della Calabria e della Calabria stessa. Per il momento, per fortuna, qualcosa di nuovo e importante è accaduto, nel rispetto di un naturale “ordine delle cose” che qui, troppo spesso, è sostituito da quel semplice, mero, ordinario disordine incapace di generare il cambiamento necessario, una vera rinascita".

Pd Lamezia: "Verrà celebrato nel posto più adatto e rappresenta per la città il momento della ripartenza"

"La Calabria ha nella sua storia spaccati di vita di comunità segnati da viscerali contrapposizioni vissute con passione fino a divenire prove di scontri violenti con insurrezioni popolari che hanno segnato non solo il carattere e l’antropologia dell’uomo calabrese, ma hanno lasciato segni evidenti nella propria memoria che ancora fanno fatica ad essere metabolizzati" è quanto si legge in una nota della segreteria del PD di Lamezia.

"C’è una paura inconsapevole - proseguono - dello scippo che allerta la memoria e prepara agli steccati, muri di egoismo che sono del tutto anacronistici, sensibilità che si frantumano difronte ad un’incontrollata e forse inconsapevole frenesia di accaparrarsi ogni cosa, che rade al suolo ogni ambizione o desiderio. Cosi si costruisce e si organizza la povertà, impoverire chi ti sta vicino prepara la propria povertà, che non lascia fuori nessuno, senza confini, senza esclusione aiutando la paura a diffondere diffidenze e sentimenti di rancore. Lo svolgimento di un processo così importante come quello di Rinascita Scott non poteva che svolgersi nella città strategicamente più rilevante e logisticamente più accogliente della regione. Lamezia Terme, cuore pulsante della Calabria e città regione al centro del mediterraneo, volano di sviluppo per chi l’aveva immaginata, a 50 anni dalla nascita, è geograficamente il luogo naturale ed adeguato ove si possono celebrare grandi eventi". 

"Una città utile a tutta la regione, capoluogo compreso, che anche grazie alla piana avrebbe potuto sviluppare le sue funzioni di città che affaccia su due mari ma dimostratasi, nei fatti, del tutto incapace di fare da traino all’area centrale e baricentrica della Calabria - precisano -forse l’eccessivo isolamento e la paura di perdere le proprie prerogative l’hanno costretto alla difensiva, attuando, nel tempo, un inutile quanto improduttivo campanilismo. Innescare, alle soglie del terzo millennio, una “guerra” fra poveri, per rivendicare la sede di celebrazione di un processo, seppur di levata importanza, nel capoluogo di provincia, solo per ambizioni egemoniche territoriali, rappresentata plasticamente il fallimento di una classe dirigente e politica senza ambizione e prospettive che continua ad alzare muri piuttosto che abbatterli". 

"Le diverse associazioni del capoluogo che non hanno mancato di opporsi a tale scelta, compresa la levata di scudi degli avvocati catanzaresi, che si sono presi la briga di specificare che la scelta di Terina è provvisoria, nell’attesa della costruzione della imperiosa aula bunker (ancora da progettare), mostra l’assoluta mancanza di progettualità politica e di governo del territorio degli amici catanzaresi per ciò che riguarda lo sviluppo complessivo della area centrale della Calabria - si legge ancora - un campanilismo acceso, violento nelle azioni, sconclusionato nei contenuti, divisivo e fuori luogo. Il PD di Lamezia ritiene che questa infinita lotta intestina fra le due città debba terminare, perche per lo sviluppo dell’area centrale della Calabria è indispensabile pensare alle due città come un’unica realtà ognuna con le sue proprie peculiarità. Questo è l’unico modo attraverso il quale si può sperare di costruire una Calabria migliore. Contendersi il luogo dove tenere un processo di n’drangheta, continua la nota del pd lametino è triste ed avvilente. Vorremmo vedere, prosegue il PD, le due città unite a dare battaglia comune per la costruzione dell’aerostazione, per il completamento della tratta ferroviaria Lamezia/ Catanzaro, per la gestione virtuosa dei rifiuti, per un utile e meno costoso approvvigionamento idrico, per avere una sanità dignitosa che non mortifichi i territori, che offra servizi migliori e che valorizzi ognuno le proprie eccellenze. Questi, secondo i dirigenti del partito democratico, gli argomenti che dovrebbero accendere il comune sentire delle due città e non il bieco, inutile ed improduttivo campanilismo". 

"Lo svolgimento del processo alla fondazione Terina -  conclude la segreteria cittadina del partito democratico -  verrà celebrato nel posto più adatto e rappresenta per la città il momento della ripartenza. La celebrazione di Rinascita Scott deve essere per Lamezia l’occasione per tornare alla ribalta nazionale come luogo dove la mafia viene colpita e possibilmente affondata. Una luce, la presenza dello Stato, spenta dall’ennesimo scioglimento provocato dalle destre, che riporti l’attenzione dell’opinione pubblica sull’ennesima battaglia condotta da una città che si vuole affrancare in maniera definitiva dall’egemonia  mafiosa". 

Aversa (Fratelli d'Italia): "Bene Rinascita-Scott a Lamezia Terme e rimodulare Terina"

"Dopo le dichiarazioni del procuratore antimafia Nicola Gratteri, che si è detto soddisfatto per l’individuazione dei locali della Fondazione Terina siti nell’area industriale di Lamezia Terme perospitare il maxi-processo “Rinascita-Scott”, Rosario Aversa, componente del direttivo nazionale di Fratelli d’Italia, chiede che il processo si tenga nei locali della Fondazione Terina. “Il procuratore Gratteri - ha spiegato Aversa - riconosce l’utilità degli ampi spazi offerti gratuitamente dalla regione Calabria (quindi un risparmio economico non indifferente sulla spesa pubblica) ma la scelta dà anche la giusta valenza al baricentro in cui si trova Lamezia Terme, a 5 minuti dall’aeroporto internazionale e dalla stazione ferroviaria" è quanto si legge in una nota di Rosario Aversa Fratelli d'Italia. "L’individuazione dei locali della Fondazione Terina consentirà di svolgere in Calabria il processo Rinascita-Scott, in linea con quanto richiesto anche con interrogazioni parlamentari dal deputato di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione antimafia Wanda Ferro”.

Secondo aversa “si può e si deve rivedere in maniera permanente e stabile, sia nell’interesse dei dipendenti della Fondazione che per l’indotto economico che ricadrebbe sull’intero territorio della piana, anche la funzione futura della Fondazione Terina nata come Centro di ricerca, ma che di certo non può andare avanti solo in questa direzione, se pensiamo che su 39 dipendenti solo 6 o 7 possono entrare nei laboratori di ricerca. Inoltre, la temporanea riapertura del carcere di Lamezia Terme si presta bene a supportare il processo potendo ospitare detenuti sottoposti a processo, con risparmio di spese e di viaggi”.

Associazioni catanzaresi contro ipotesi Terina: "Scelta sconcertante"

"C'è un disegno volto a spostare da Catanzaro la Corte d'Appello". Lo denunciano in una nota 10 associazioni del capoluogo (Catanzaronelcuore – Petrusinu ogni minestra – Osservatorio decoro urbano – Centro studi politico sociale doN Francesco Caporale – Liberamente Calabria – Venti da Sud – Eu20 – Associazione culturale Antonino Greco – Italia Nostra Catanzaro). "Apprendiamo dalla stampa - si legge nel  comunicato - che, nel corso di una riunione romana tenutasi lo scorso 24 giugno alla presenza,fra gli altri,del sindaco Sergio Abramo e del presidente del consiglio comunale Marco Polimeni, sarebbe stata presa in considerazione la possibilità di utilizzare l’area ex Sir, sita nel Comune di Lamezia Terme, per celebrare il processo Rinascita Scott scaturito dalla maxi operazione della Dda di Catanzaro. La soluzione prospettata - scrivono le associazioni - è sconcertante e si pone in rotta di collisione con quella individuata il 12 giugno scorso e subito comunicata alla stampa dal Procuratore Nicola Gratteri il quale, sostenendo con convinzione la necessità di svolgere il processo nel capoluogo, prevede l’allestimento provvisorio di una tensostruttura nei pressi della Casa circondariale del quartiere Siano, in attesa della disponibilità della maxi aula bunker da realizzare nel terreno adiacente al Tribunale dei Minorenni, dove esiste un’area inutilizzata". Tale soluzione, si legge, "tra l’altro, per come si apprende dalla stampa, è stata concordata con il presidente della Corte d’Appello, Domenico Introcaso, con il procuratore generale facente funzioni, Beniamino Calabrese, con il nuovo presidente del Tribunale, Rodolfo Palermo, alla presenza anche del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, Antonello Talerico. Risultano perciò a noi incomprensibili - continua la nota - le considerazioni che possono avere modificato una decisione presa solamente dodici giorni fa! Ma ciò che è davvero preoccupante per la nostra città non è tanto il luogo in cui si celebrerà il processo bensì l’indiscrezione trapelata dal suddetto incontro romano secondo la quale sembrerebbe che gli adeguamenti da realizzare alla struttura dell’ex Sir possano addirittura essere finalizzati alla “creazione di una sede fissa, per il futuro, capace di ospitare le sette sezioni della Corte d’Appello”. Poiché sappiamo che il sindaco Abramo ha presentato diverse proposte ai rappresentanti ministeriali, atte a mantenere a Catanzaro il processo, ci sembra strano - continua la nota -  che queste siano state tutte bocciate. Verrebbe da pensare che al Ministero, per ragioni a noi oscure, non vogliano più tenere in considerazione la scelta del capoluogo… quasi come se fosse stato architettato un piano o se qualcuno avesse mal consigliato i referenti romani".  Per le associazioni "è inaccettabile che Catanzaro, fra le più antiche sedi nazionali di Corte di Appello (istituita nel 1808 quale erede della Regia Udienza esistente in città sin dal 1595), della Procura della Repubblica e della Direzione Distrettuale Antimafia, pur essendo in grado di approntare in tempi brevi un’aula bunker adeguata alla celebrazione del processo Rinascita Scott, debba essere esclusa, con danno ingente anche in relazione alla perdita di tutte quelle attività di contorno scaturenti dalla presenza di migliaia di persone in città per lunghi periodi; ancora più inaccettabili sarebbero sia la perdita dei cospicui finanziamenti ministeriali finalizzati alla qualificazione della vasta area inutilizzata del Tribunale dei Minorenni, sia l’onta di vedere svolte le funzioni delle sette sezioni della Corte di Appello in altro luogo. Catanzaro, da questa faccenda, non può e non deve uscirne impoverita. E nemmeno umiliata. Invitiamo perciò il sindaco Abramo e il procuratore Gratteri - concludono le associazioni - a insistere affinché Roma prenda una decisione corretta".

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