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di Filippo Veltri

Lamezia Terme - C’è chi l’ha presa a ridere e ci scherza su, tanto da scrivere su Facebook così :’’se il numero di candidati a sindaco continuerà a proliferare in maniera irrazionale e indisturbata, il Ponte di S. Antonio, zona di frontiera dove nei tempi antichi si passava per entrare in città pagando le gabelle (tasse), si staccherà dal resto della comunità e rivendicherà la propria autonomia. Il Patrono della città è dalla nostra parte’’.

C’e’ chi tenta, invece, sofisticate elucubrazioni politiche, con tanto di dotte citazioni sulla scomparsa dei partiti e della politica, persino nei tempi fatui dell’era renziana. Come che sia, un dato appare con evidenza massima in questi giorni, a tre mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Lamezia che dovranno disegnare il dopo Speranza: grande e’ la confusione sotto il cielo del centrosinistra, che pure governa da oltre un decennio la citta’. Se i conti sono esatti (e non lo sono sicuramente perche’ lievitano ora dopo ora e quindi, mentre noi scriviamo queste righe, qualcun altro magari si e’ aggiunto all’allegra compagnia) alle Primarie che dovrebbero svolgersi a fine marzo sono gia’ in 7 i candidati in pista per cercare di diventare il nuovo Sindaco. Altri 3 o 4 sono a bordo campo, dicono e non dicono, annunciano ma poi fanno marcia indietro; minacciano di fare sfracelli ma poi si accucciano comodi dietro altre figure.

Ovviamente il partito che mette in pista – per il momento solo in teoria, per la pratica bisogna attendere a fine marzo – piu’ candidati e’ il Pd, che a Lamezia appare una galassia impazzita, una maionese frullata piu’ e piu’ volte, incapace di dare una sintesi alla sua presenza nel governo della citta’ per cosi’ lungo tempo o di dare una scossa ed un cambio ad una linea che, seppure sotto traccia, non e’ stata in realta’ mai totalmente condivisa. Poi ci sono gli indipendenti, e poi i gruppi civici, e poi le associazioni. E poi il candidato ispirato dallo stesso Speranza.

Se resta questa la situazione alle Primarie (pagando o non pagando l’obolo di un euro) ci sara’ uno scontro epico ed il vincitore rischia di esserlo con una percentuale davvero irrisoria, che non dara’ conto del suo valore reale per quando ci saranno le elezioni vere e ci sara’ quindi lo scontro vero con gli avversari politici. I quali, per la verita’, non e’ che scoppiano di tanta salute, alle prese pure loro con divisioni interne al maggiore partito (Forza Italia), spericolate autocandidature, forzature sul lato estremo dello schieramento. Insomma, un’altra frantumazione.

Lamezia meriterebbe altro: chiarezza, semplicita’, messaggi chiari, uno scontro sulle cose da fare. Speriamo che questa confusione dei giorni invernali porti alla riflessione per le giornate primaverili: la politica dovrebbe riprendersi il suo posto; i partiti non ritirarsi in buon ordine ma svolgere il compito che giustifica la loro esistenza e cioe’ selezionare la classe dirigente. Quando alle primarie di una delle citta’ piu’ importanti della Calabria si presentano in 7 o in 8 non e’ – come pure demagogicamente si sente dire - sintomo di democrazia o di voglia di partecipazione ma solo di confusione. Ed e’ tanta la confusione sotto il cielo lametino.

 

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