Salta al contenuto principale

vescovo-primo-anniversario.jpg

Lamezia Terme - Un primo anniversario celebrato con lo sguardo rivolto verso chi soffre, quello voluto e officiato oggi dal Vescovo Schillaci nella cappella dell’ospedale Giovanni Paolo II, in una IV domenica di Pasqua vissuta in estremo raccoglimento che si apre con un pensiero ai malati ricoverati nel presidio allargato poi a tutti coloro che affrontano situazioni di malattia in questo delicato periodo.“Ho scelto di vivere quest’anniversario in ospedale – dice infatti Monsignor Schillaci – per tutto ciò che significa oggi per noi l’ospedale: significa cura, preoccupazione. E deve essere preoccupazione di tutti far sì che questo presidio sia una realtà sempre più efficiente, per far fronte a tutte le necessità del nostro territorio”. 

E’ orientata al concetto di cura anche l’intera omelia di questa domenica, detta “del Buon Pastore” e dedicata dalla Chiesa alla preghiera per le vocazioni. “Siamo chiamati a lasciarci guidare docilmente da Cristo – sottolinea il Vescovo – che è il Pastore ed è la Porta: chi non entra attraverso di Lui nel recinto in cui sono le pecore è un ladro o un brigante. Lui si interessa delle pecore per condurle, educarle, curarle: è preoccupato di esse. Va avanti, le precede, preoccupato del bene di tutte e di ognuna. Non va alla ricerca di un tornaconto personale, non cerca di derubare e sfruttare coloro di cui si prende cura”. Qui un parallelismo con il mondo della Sanità, in cui si può arrivare a “rischiare la propria vita per quella dell’altro” di cui si è responsabili, ma anche con qualsiasi comunità umana che necessiti di una guida: una comunità parrocchiale, amministrativa, religiosa. Tutti esempi nei quali il modello del condurre deve essere cercato in Cristo. “Dobbiamo metterci alla scuola di Gesù, camminare dietro di Lui, seguirlo nella sua passione, nel suo donarsi, essere con umiltà e semplicità alla sua sequela, non a parole ma nei fatti, nella verità, nutrendoci di intimità con Lui” continua Schillaci, concludendo con un richiamo a Papa Francesco e al suo invito ad essere “Chiesa in uscita”, a “non occupare spazi ma avviare processi”, perché in questo periodo ce ne sarà molto bisogno. Poi chiede, come sempre, di “avere cura sull’esempio di Cristo di ogni vita, soprattutto di quella dei più fragili, dei più piccoli, dei più poveri”. Un ringraziamento finale al cappellano don Giuseppe Ferrara e al direttore sanitario dottor Antonio Gallucci, il quale risponde con gratitudine per la “continuità della presenza del Vescovo nel presidio”, augurandosi che ancora ci siano altre visite alla comunità ospedaliera, così come del resto è stato finora. Dunque un anniversario vissuto alla luce dell’essenzialità, e di una sostanza che sa nutrirsi unicamente del messaggio evangelico.

Giulia De Sensi   

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.