
Lamezia Terme . Messa celebrata dal vescovo della diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, nella prima domenica a porte chiuse (terza di quaresima) nel santuario di Sant'Antonio.
Il Vescovo si è soffermato Sull’amore, “gratuito, questo amore smisurato, questo amore che prende l’iniziativa, e Paolo lo sottolinea: è un amore che va oltre quello che noi possiamo pensare ed immaginare. Un amore che dice come Dio ama. È un Dio che si mette alla ricerca dell’Uomo. Mi viene in mente un’espressione delle “dies irae” attribuito a Tommaso da Celano. Un’espressione molto bella che è riportata in questo inno che è stato anche musicato: “quaerens me, sedisti lassus” (cercandomi, ti sedesti stanco)”.
Il suo pensiero va alle “tante persone, tanti medici, tanti operatori sanitari, tanti volontari. In queste ore, in questi momenti, non possiamo non sentirci uniti a tutte queste persone. Ma contempliamola la stanchezza, la stanchezza del Signore, del Signore Gesù che giunge per primo. Ecco è quella stanchezza che dice cosa Gli sta a cuore; quella stanchezza che cerca; quella stanchezza che attende; quella stanchezza che ama, che si preoccupa. Gesù giunge per prima per questo. E contempliamo allora questa precedenza, come dice papa Francesco nella “evangelii gaudium” che è un coinvolgimento pieno, come Dio si coinvolge in Gesù Cristo così anche noi dobbiamo coinvolgerci. Così anche come Gesù seduto al pozzo che cerca, che attende, che ama. Ecco, questo amore dobbiamo contemplare. Un amore che precede, ama per primo, si ama per primo così come ci diceva Paolo poco fa: “Siamo stati amati mentre eravamo ancora peccatori”. Non siamo stati noi, ma è Dio che ci ha amati per primo. Allora, contempliamo proprio questo amore che precede ed ama così, gratuitamente, generosamente”.
E, aggiunge “Carissimi fratelli e sorelle, Gesù è venuto ad abbattere questo muro di separazione, questo muro di divisione. Attenzione perché potrebbe capitare anche oggi in questa situazione difficile: potrebbe capitare di creare muri di separazione, muri di divisione. È vero che in questo momento dobbiamo stare distanti. In questo momento storico che, speriamo sia momentaneo, per rispetto soprattutto dei più deboli, dei più fragili, dobbiamo stare a distanza e, quindi, per attenzione, per preoccupazione nei confronti dell’altro facciamo tutto questo. Lo facciamo tutto questo, però, con l’attenzione, domani, di avvicinarci sempre di più per essere sempre più comunità, per essere sempre più solidali, per essere sempre più fratelli, per essere sempre più umani. Ed in questo senso guardiamo al Signore Gesù, cioé guardiamo al suo modo di incontrare, come Egli incontra”.
Ultima annotazione del vescovo: “carissimi fratelli e sorelle non c’è domanda più attuale di questa in questo momento storico che stiamo vivendo. Dove adorare? Non abbiamo la possibilità di partecipare all’Eucaristia ed allora ci chiediamo, veramente, dove adorare. Gesù lo dice: “ne’ su questo monte nè a Gerusalemme, ma adorare in spirito e verità”. Adorare dentro. In questo momento siamo chiamati ad adorare dentro le nostre case, dentro ciascuno. Adoriamo nelle nostre case, adoriamo nelle nostre famiglie, adoriamo nella piccola Chiesa domestica, nella Ecclesiola come la chiamava san Giovanni Paolo II. Lì siamo chiamati adesso ad adorare e lo possiamo fare in forza del nostro battesimo. Esercitiamo nelle nostre case il sacerdozio battesimale. Questo lo dico ai genitori, alle mamme, ai papà, ai nonni: benediciamo i nostri bambini, li’, nelle nostre case, preghiamo con loro e per loro. Ritagliamoci dei momenti di preghiera; possibilmente ritagliamo nelle nostre case un luogo una parte delle nostre case proprio per il silenzio, per l’ascolto. Un punto di luce; Apriamo la Parola di Dio e leggiamola, meditiamola insieme, nel silenzio, nell’attenzione possiamo sempre più aprirci ad una parola differente, ad una parola diversa perché possiamo sapere incontrare veramente gli altri e possiamo prenderci cura concretamente degli altri. Adoriamo il Signore dentro ognuno di noi, perché dentro ognuno di noi, immagine e somiglianza di Dio, c’è lì il Tempio, il monte dove adorare il Signore. Adoriamolo sempre, soprattutto in questo momento adoriamolo nelle persone che soffrono, nelle persone che sono in difficoltà, nelle persone più fragili adoriamo il Signore in spirito e verità”.
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