
Lamezia Terme - È un bilancio in chiaroscuro quello di molti esercenti lametini in questo scorcio di periodo segnato ancora, e purtroppo, dall'emergenza Covid. A poche ore dalla chiusura totale per passare ai "giorni in rosso" e al divieto di uscire - se non per motivi giustificati - abbiamo sentito il parere di alcuni commercianti del centro ai quali abbiamo chiesto un resoconto delle presenze dei clienti, della crisi in atto e delle prospettive per il nuovo anno. "Per quanto riguarda l'ultimo periodo nei mesi di novembre e dicembre - racconta il titolate di una pizzeria - il settore alimentare nello specifico rosticceria e panificazione ha subito pure degli enormi disagi. Son venuti a mancare una bella fetta di clienti che erano gli studenti, oppure impiegati che erano negli uffici e che consumavano velocemente dei pasti. Adesso ci fermeremo ancora per due settimane. Cosa vuole che le dica? Il calo economico c'è stato. Abbiamo un calo di incassi di circa il 60 per cento".
Altro settore che ha accusato la crisi è quello delle agenzie di viaggio
"Il nostro settore - dice la titolare di un'agenzia - è stato fortemente penalizzato. La situazione non è per niente buona. Peggiora ogni giorno. E' un continuo cancellare di tutte le destinazioni. Abbiamo iniziato ad annullare prenotazioni dal 24 febbraio e si continua ad annullare costantemente. Abbiamo fatto una decina di voli nazionali ma solo per il rientro nella propria residenza e solo per lavoro, ma di vacanze praticamente nulla. Tutto cancellato. In termini economici abbiamo perso il 99 per cento del fatturato rispetto allo scorso anno. Ristori? Il minimo indispensabile, praticamente nemmeno per pagare il fitto per due mensilità".
Cosa si aspetta dal 2021?
"Io di solito non sono pessimista, ma in questo caso devo essere sincera, non riesco ad essere positiva perché la situazione non è per niente buona e non penso si risolva così facilmente. Per chi riesce a resistere forse la ripresa ci sarà, ma dubito che la maggior parte riesca a resistere a queste perdite".

Altro tappa, dal titolare di un negozio di abbigliamento con camiceria su misura
"Il nostro settore ha subito rallentamenti economici, però per quanto riguarda la parte sartoriale, quella su misura, direi in maniera relativa. Mentre per quanto riguarda il settore abbigliamento sì, risentiamo un po' la crisi. Diciamo che poteva andare meglio. Nell'ultimo fine settimana prima della zona rossa, c'è stato un bel movimento a Lamezia, si è rivista una Lamezia viva, piena di gente. E' questa la città che mi piace. Purtroppo dobbiamo tutti mantenere le dovute distanze ed essere educati verso le persone anziane, così facendo credo che la gente possa usciere da casa e fare i propri acquisti rispettando tutte le regole che ci sono. La crisi comunque c'è da diverso tempo, però si riesce a sopravvivere".
Il titolare di un negozio sportivo
"Le vendite nei giorni prima di Natale ci sono state ma non fanno testo perché prima c'è stata un morire, non c'è stato proprio niente. Non c'è stato granché di movimento. La gente è terrorizzata, in zona rossa si vedono pochissime persone in giro. I tre quattro giorni che hanno preceduto il Natale non fanno testo. Bisogna recuperare in seguito se le cose vanno per il meglio, sperando che col vaccino la gente a livello psicologico si tranquilizzi un po'. Sono nel settore dello sci con un'attività trentennale, ho sentito anche degli albergatori che ad oggi non hanno ricevute niente. In Calabria era già difficile senza Covid perché la gestione degli impianti sciistici non è mai stata fluida. Lorica, per esempio - che è il posto dove io ho portato gente che ha fatto la coppa del mondo ed è rimasta scioccata dalla bellezza del posto e dalle potenzialità - deve scontare problemi e disagi dovuto alla burocrazia e alla cattiva gestione".

Proseguendo nel nostro viaggio nelle vie dello shopping, incontriamo la titolare di una catena di negozi di abbigliamento e calzature.
"Non ho l'abitudine di lamentarmi. Sarebbe una cosa inutile. Sono contenta che comunque non c'è un rilassamento totale ma la gente continua ad avere fiducia e credere in qualcosa. Si cerca di affrontare questa situazione che bella non è. La perdita economica c'è stata, ed è pure abbastanza ingente. Però, ripeto, non è da me lamentarmi e ringrazio il Signore perché l'importante è che stiamo bene tutti e avere la forza di lavorare e affrontare il futuro. Ci deve essere la ripresa e la speranza. Non bisogna abbattersi. Gli ultimi fine settimana sono stati positivi. C'è stata molta affluenza anche dai paesi limitrofi".
E poi è la volta del titolare di un altro negozio di abbigliamento sempre in corso Nicotera
"E' un momento difficile ma l'attività deve andare avanti, con professionalità e fiducia. Ci dobbiamo attenere a tutte le misure che il Governo sta adottando nei nostri confronti per questo momento delicato che stiamo vivendo a causa del Covid che sta portando tanti scompigli. Siamo un po' scottati però dagli interventi del Governo perché non ci sentiamo per niente tutelati per via delle nostre attività che devono subire delle chiusure forzate a discapito di altre attività come le nostre che vengono lasciate aperte e non vedo quali siano le differenze. Un bilancio non si può fare. E' evidente che non si respira un clima natalizio. Aspettiamo ancora. Dobbiamo sempre essere comunque ottimisti e pensare che al di sopra di noi abbiamo un Dio che ci libererà da questi tormenti che stiamo vivendo. Ristori? Non so cosa siano. Forse lei intende andare a pranzo al ristorante..?".

Altro esercente del corso: un fotografo
"Faccio questa attività dal 1980 e devo dire che tempi più duri di questi non ci sono stati. E' un periodo storico particolare, abbiamo vissuto brutti momenti ma non come questo. La sofferenza deriva dal fatto che non possiamo fare cerimonie, matrimoni. La sofferenza è tanta, è da quasi un anno ormai che stiamo vivendo questa situazione e la crisi si vede. Il lavoro è diminuito del 70-80 per cento. La crisi per chi fa solo matrimoni e altre cerimonie è totale".

Situazioni diversificate per edicole, tabacchi e supermercati che anche in zona rossa proseguono con la loro attività. Titolari di bar e ristoratori con alti e bassi.
"Il mio bar è anche pasticceria e quindi garantisco anche l'asporto - evidenzia il titolare di un bar centrale - non posso lamentarmi in questo periodo. Certo, la crisi si è fatta sentire ma, purtroppo, viviamo tutti in un clima emergenziale e non possiamo che augurarci un ritorno alla normalità il prima possibile".
"Cosa dire? Si apre, si chiude, entro le 18 dobbiamo smantellate di fretta per evitare multe salate. Pub e ristoranti - sottolinea un altro esercente - vivono così questo momento che è davvero drammatico. Ma cerchiamo di resistere e andare avanti fin quando passerà. Confidiamo in questi vaccini così per acquisire anche un po' di serenità".
A.C.




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