(Una giovane medusa cassiopea e un granchio facchino)
Amantea (Cosenza) - Spiagge silenziose, mare calmo e fondali pieni di vita. Anche in autunno, il mare calabrese riserva sorprese straordinarie. A raccontarle è, come ogni anno, il biologo marino Luciano Bernardo, protagonista di una nuova immersione alla scoperta della biodiversità di Campora San Giovanni.
"Siamo all'inizio dell'Autunno e il mare calabrese - racconta il biologo marino - è straordinariamente bello, calmo e silenzioso. L'unico rumore è quello della risacca con lo sfrigolio dei sassolini. L'acqua è finalmente più fresca e consente immersioni meno prolungate, ma quando si esce è un piacere sentire i raggi di un sole gentile sulla pelle. Spiagge deserte e tranquillità assoluta, ma cosa succede sott'acqua? Lì c'è invece un gran movimento, perché la corrente trasporta tanto plancton che è cibo per una miriade di piccoli pesci. come boghe, occhiate e castagnole. C'è così abbondanza di vita che sopra e lungo gli scogli l'acqua sembra letteralmente "ribollire". Con tutto questo trambusto, non potevano mancare i predatori. Infatti, poco più al largo, si intravedono le sagome di 15 o 20 ricciole (Seriola dumerli) che, a più riprese, si avvicinano e sferrano attacchi alle piccole prede. Si riconoscono per una vistosa banda obliqua gialla sugli occhi e possono superare abbondantemente il metro di lunghezza, ma quelli che arrivano sotto rosta sono di solito esemplari giovani. Anche il carango mediterraneo, (Caranx crysor) è a caccia. Questa specie, prima si vedeva solo nelle zone sud-orientali del Mediterraneo, mentre ora è sempre più presente nelle acque italiane. Di solito, non supera i 30-40 cm e ha le pinne con tonalità gialla. Un banco di giovani barracuda mediterranei (Sphyraena viridensisi) si muove lungo la scogliera alla ricerca di cibo. Anche questa specie negli ultimi decenni ha ampliato l'areale verso nord, a causa del riscaldamento del Mediterraneo. Dai adulti sono solitari e possono superare il metro. Si distinguono dal luccio di mare, (Sphyraena sphryraena), per le bande verticali scure. Sotto il pelo dell'acqua, nuota un altro predatore, l'aguglia (Belone belone). Col suo ventre bianco, si confonde col chiarore della superficie ed è praticamente invisibile. Mimetismo, detto "contrombreggiatura", che sfrutta per sorprende i piccoli pesci, la cui unica difesa è vivere e muoversi uniti . Vicino al fondo ci sono dei pesci che non avevo visto negli anni passati. Si chiamano grugnitori bastardi (Pomadasys incisus) e sono originari delle coste atlantiche dell'Africa. In acque italiane sono stati segnalati per la prima volta nel 1991. In questo caso, si tratta di una dispersione naturale attraverso Gibilterra . Sono lunghi 20-25 cm, hanno le pinne gialle e si nutrono di invertebrati bentonici".
Si intravedono anche le ricciole (Seriola dumerli)
A proposito di fondo, prosegue Luciano Bernardo "forse lì si svolgono i "quadretti" più interessanti. Uno di questi, molto frequente, riguarda un paio di sciarrani che guardano fissi in una stessa direzione . Quasi sempre, questo segnala che nelle vicinanze c'è un polpo. Infatti, basta seguire il loro sguardo per vederlo, ben camuffato che sembra una roccia. Si potrebbe pensare a un'indole curiosa di questi pesci, ma probabilmente vogliono semplicemente approfittare degli avanzi del pasto del polpo o di qualcosa di buono che solleva con i suoi movimenti. Proseguendo, ho un colpo di fortuna, dalla sabbia vedo spuntare due occhi e un corpicino. Sembra una piccola seppia, ma si tratta di una bellissima sepiola (Sepiola sp.) lunga appena 5- 6 cm e con le pinne laterali rotonde. L'afferro delicatamente per fotografarla e rimetto subito in libertà. Su un fondale d'un paio di metri faccio un altro incontro speciale, con un piccolo e graziosissimo granchio facchino (Dromia personata). Il suo nome deriva dalla curiosa abitudine di trasportare sul dorso un pezzo di spugna, a scopo mimetico, trattenuto dall'ultimo paio di arti appositamente rivolti verso l'alto. Insomma, un granchietto col cappello, buffo e meraviglioso. Lo infastidisco un po', per poi rimetterlo esattamente dove l'ho trovato. Infine, proprio uscendo dall'acqua, faccio in tempo ad ammirare una giovane medusa cassiopea (Cotylorhiza tuberculata), esclusivamente mediterranea, non urticante per l'uomo e forse la più bella del mondo. Ci sarebbe tanto ancora da raccontare, ma voglio concludere con l'invito a osservare dal vivo le meraviglie del mare calabrese, in fondo... basta indossare una maschera!".

Un banco di giovani barracuda mediterranei (Sphyraena viridensisi)
(Una miriade di piccoli pesci)
(Una piccola seppia)
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