
Reggio Calabria - La depurazione in Calabria si conferma un'emergenza. In 19 casi, rispetto ai 24 punti monitorati lungo la costa calabrese - in pratica l'80% sul totale - le analisi hanno evidenziato una carica batterica almeno due volte più alta di quella consentita dalla legge, con un giudizio di "fortemente inquinato". Lo rileva il monitoraggio di Goletta Verde di Legambiente sulla qualità delle acque marine e sullo stato di salute delle coste della regione, presentato a Reggio.
I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente dal 12 al 15 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.
Questa la situazione nel dettaglio per le province calabresi.
Sette i prelievi effettuati in provincia di Reggio Calabria, soltanto due dei quali hanno dato esito positivo, mentre per gli altri il giudizio è sempre di “fortemente inquinato”. Valori di inquinanti oltre il doppio di quelli consentiti dalla legge quelli riscontrati nei due prelievi effettuati nella città capoluogo (allo sbocco del canale Lido Comunale e alla foce del torrente Menga, in località San Gregorio – Sabbie bianche); a Melito di Porto Salvo (spiaggia di fronte piazza Porto Salvo –Lungomare Alati, in località Lungomare dei Mille); a Motta San Giovanni (nei pressi dello sbocco dello scarico del depuratore in località Lazzàro-Oliveto); a Villa San Giovanni (lungomare Cenide); a Gioia Tauro (alla foce del fiume Petrace) e a San Ferdinando (alla foce del fiume Mesima).
Cinque i punti monitorati nella provincia di Cosenza, tutti con valori di inquinanti oltre il doppio di quelli consentiti: a Diamante (località Torricella, alla spiaggia via Poseidone, altezza civico 185); a Bonifati (alla foce del fiume Parise); a Guardia Piemontese (sbocco Fiumara, fronte via Palermo, località Marina); a Paola (foce del fiume San Francesco, in località Lungomare San Francesco da Paola) e a Villapiana (sbocco canale spiaggia libera, altezza via Graziano). In provincia di Vibo Valentia sono stati sei i punti monitorati, anche qui con risultati “fortemente inquinati”: a Pizzo Calabro (foce del fiume Angitola, località Calamaio); a Vivo Valentia (foce del fosso Sant’Anna, in località Bivona); a Nicotera (foce torrente Britto); a Joppolo (alla foce del torrente Mandricelle, presso spiaggia di Coccorino, in località Porticello) e a Ricadi (foce fiumara Ruffa, in località Torre Ruffa). Sempre a Ricadi i tecnici di Goletta Verde hanno analizzato anche un altro punto (Cascatelle sulla spiaggia in località Formicoli), prelevando proprio un campione alla sorgente per verificarne la carica batterica risultata “fortemente inquinato”.
Tre i punti analizzati nel crotonese, di cui due fortemente inquinati: a Crotone (alla foce del fiume Esaro) e all’Isola di Capo Rizzuto (sbocco canale spiaggia in località Le Castelle). Entro i limiti di legge, invece, gli inquinanti riscontrati nelle acque prelevate a Cutro (foce del fiume Tacina, in località Steccato di Cutro). Infine, quattro i prelievi in provincia di Catanzaro. Sono risultati fortemente inquinanti i campioni prelevati a Sellia Marina (foce fiumara, altezza viale Carrao-incrocio viale Tirreno, in località Sena) e a Catanzaro (foce fiume Fiumarella, località Lido). Entro i limiti, invece, i risultati delle analisi a Gizzeria (località Marina, spiaggia nei pressi Laghi la Vota) e a Cropani (foce del fiume Crocchio, località Marina).
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