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Borgia - L’associazione Borgia Civiltà e Progresso scrive al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, all’Assessore Regionale Agricoltura e Forestazione e all’Assessore All’ambiente Regione Calabria per portare l'attenzione alla tutela del più stretto della Regione compresa tra il Tirreno e lo Ionio, fra il Golfo di Squillace e quello di Lamezia. 

"L’associazione Borgia Civiltà e Progresso - esordiscono - il cui unico scopo è quello di difendere i diritti dei cittadini, con la presente comunicazione, intende portare alla vostra conoscenza, la problematica che interessa un punto strategico della Calabria, e cioè il punto più stretto della Regione compresa tra il Tirreno e lo Ionio, fra il Golfo di Squillace e quello di Lamezia.  In località Battaglina, posta sullo spartiacque del bacino idrografico del fiume Amato che sfocia nel mare Tirreno, dopo aver attraversato la Piana di Lamezia cosi ricca di prodotti agricoli di grande pregio di ogni genere, che avrebbero subito gravi danni da eventuali inquinamenti, e quello del fiume Corace che sfocia nel mar Ionio, a ridosso del Parco Scolacium; stava per essere realizzata la più grande discarica d’Europa, che era quasi pronta ad accogliere milioni di mc di rifiuti di ogni genere, che non essendo materia prima dovevano risiedere, perennemente in quel luogo". 

"Il terreno di natura boschiva e pascolo cespugliato permanente, ricade nel Comune di San Floro, ma è di proprietà dei cittadini di Borgia, che da oltre due secoli esercitano gli usi civici universali. La discarica di località Battaglina - aggiungono -  è stato fermata con grandi manifestazioni di migliaia di cittadini, i cittadini stessi si sono costituiti in giudizio nei diversi ricorsi presentati dalla ditta realizzatrice; il TAR Calabria ha sentenziato il rilascio del terreno ed il ripristino dei luoghi, nonostante alcuni impedimenti i cittadini di Borgia hanno continuato ad esercitare gli usi civici sul restante terreno cioè su quella parte non interessata dallo scavo, il luogo attira i cittadini a godere del bellissimo e raro paesaggio e sono numerosi quelli che si recano sul luogo per passare ore di relax o per cercare funghi ed asparagi". 

"Sui rimanenti ettari rimasti liberi si raccolgono, rami secchi, e pezzi di legno per alimentare i caminetti, si raccolgono ancora piante aromatiche e officinali, che li abbondano, si raccolgono ghiande per i maiali, posseduti da piccoli proprietari, nel periodo di Natale i cittadini vanno a raccogliere rami di agrifoglio – edera - viscio, corbezzolo-pungitopo, ramoscelli di albero della manna ed il papiro e quanto altro occorre. Li si raccoglie il muschio bellissimo, l’erica per fare scope ecc. In quel luogo esiste l’oleastro e tantissime altre piante selvatiche geneticamente integre, da utilizzare quali porta innesto, di quei frutti tipici, in via di estinzione.  Ancora da circa tre anni pende un ricorso presso il Commissario agli Usi Civici, che non si riesce a sbloccare, anche perché la ditta temporeggia con numerose richieste, ultima in ordine di tempo la richiesta di riconoscere la non fruibilità degli usi civici sul terreno oggetto della contesa".

"Nulla di più falso - affermano - per i motivi suddetti, in questo periodo del Coronavirus se il terreno fosse stato libero, molti cittadini avrebbero potuto fare sport, corse in quella zona salutare e incontaminata. Questa associazione aveva avanzato un’idea di fare un grande Parco Naturale, con sentieri didattici, per fare conoscere le migliaia di piante che ivi esistono, conosciute da vari millenni.  E’ necessario che il Comune di Borgia si attivi per recuperare ed riqualificare questo lembo di terra cosi martoriato. Vi sono per quanto a nostra conoscenza allevatori di mucche podoliche, di maiali, di ovini che li pagando il canone al Comune di Borgia, vogliono utilizzare il pascolo temporaneo. Come si vede dai fatti e non dalle parole la situazione va al più presto risolta. Ci meraviglia che l’avvocatura regionale sia spesso assente alle udienze del Commissario agli Usi Civici ci auguriamo che sarà presente all’udienza del 30 Novembre c.a. anche perché la Regione è stata chiamata in causa". 

"Altro problema da affrontare - continuano -  con serietà è quello delle Pale Eoliche perché nel sottosuolo vi sono sostanze cancerogene, come dimostrato dal Parco Eolico del Reventino le stesse sostanze (gas radon) potrebbero essere presenti anche in altre zone come su questo lembo di terra che si affaccia sul Golfo di Squillace. Da anni ormai assistiamo a continue installazioni di pale eoliche con scavi nella roccia e che hanno rovinato l’intero paesaggio oltre ad aver creato grandi problemi agli insediamenti agricoli. In questo momento di forte diffusione del Coronavirus dobbiamo riflettere sul fatto che nel corso dei secoli, sono state numerose le epidemie che hanno portato anche grandi carestie, e l’unico rimedio è sempre stata l’espansione dell’agricoltura, occorre quindi difendere questo immenso patrimonio calabrese salvaguardando la produzione agricola unica per qualità conosciuta in tutta Italia". "Occorre infine affrontare e definire con serietà ed impegno il caso “Cinghiali” che distruggono i prodotti agricoli e allontanano sempre più i coltivatori, anche quelli degli orti famigliari. L’associazione si rende disponibile per la fornitura di atti e documenti relativi all’affaire Battaglina". 

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