Lamezia Terme - Costretto ad abbandonare la Calabria per fare l'infermiere e deluso da come le istituzioni della sua terra abbiano deciso di affrontare l'emergenza sanitaria Covid. La testimonianza arriva da Giovanni: "sono un infermiere lametino emigrato nel Lazio - spiega - per far fronte all'emergenza Covid. L'ultimo piano di assunzioni varato dalla Regione per la figura "infermiere scolastico" è alquanto degradante. Infatti si propone un contratto "Co.Co.Co." e ciò testimonia modalità di assunzioni arretrate che non permettono un reale futuro per la nostra professione".
"La Regione Calabria - aggiunge - è stata una delle poche regioni che non ha realmente attuato un piano di assunzione per far fronte all'emergenza e alla carenza di personale che dilaga in tutta la Calabria. Attualmente mancano oltre 800 Infermieri così come altre figure sanitarie, ed i numeri continuano ad aumentare. Qual è il destino del nostro ospedale di Lamezia? - si chiede ancora - è impensabile che un ospedale di riferimento per oltre 70mila anime si ritrovi in tali condizioni, con sempre meno figure specialistiche. Lamezia, in una posizione strategica nella Calabria si ritrova a non avere neanche un reparto di emodinamica per l'emergenza. Gli infermieri calabresi che lavorano fuori dalla Calabria siamo in tanti, costretti, obbligati a Lavorare in ospedale pubblici di altri regione, questo perché non si investe nella nostra sanità, e non si realizzano nuovi posti di lavoro".
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