
Roma - L'Emilia Romagna quest'anno conquista il primato della Regione più "mother-friendly' sorpassando la Provincia Autonoma di Bolzano e la Calabria riesce a guadagnare alcune posizioni. Il terzo posto è della Valle D'Aosta che torna sul podio dopo il forte arretramento registrato l'anno scorso. Mentre è la Sicilia ad aggiudicarsi l'ultimo posto. È la fotografia che emerge dall'XI edizione del rapporto "Le Equilibriste, la maternità in Italia" diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children. Il dossier propone anche quest'anno il Mothers' Index regionale, realizzato in collaborazione con l'Istat, che misura le condizioni delle madri attraverso sette ambiti - Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza - utilizzando 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale. Segnali di miglioramento si osservano per il Piemonte, che sale dal 12° all'8° posto, e per la Calabria, che guadagna due posizioni, passando dal 18° al 16° posto. Al contrario, si registrano arretramenti nel Nord-Est: il Friuli-Venezia Giulia scende dall'8° al 13° posto e il Veneto dal 9° al 12°. Perdono terreno anche il Molise, che scivola dal 15° al 17° posto e il Lazio, che passa dal 6° al 9° posto. Nel Mezzogiorno il quadro resta complessivamente stabile e su livelli inferiori alla media nazionale: l'Abruzzo si conferma la regione meglio posizionata tra quelle meridionali (14° posto), mentre in fondo alla classifica si collocano la Basilicata, la Puglia e appunto la Sicilia.
La dimensione dei servizi per la prima infanzia resta molto limitata: Campania (20° posizione), Calabria e Sicilia si fermano rispettivamente al 6,9%, 5,9% e 7,9% di presa in carico, contro una media nazionale del 18,5%. La dimensione della soddisfazione soggettiva delle donne evidenzia differenze marcate tra territori, con un divario tra primo e ultimo posto che supera i 47 punti. Al primo posto si colloca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), seguita dalla Valle d'Aosta (121,520) al 2° posto e dalla Provincia Autonoma di Trento (117,420) al 3° posto. Su livelli medio-alti si collocano anche l'Umbria (113,260) al 4° posto, le Marche (112,758) al 5° posto e il Piemonte (110,906) al 6° posto. In coda si trovano la Puglia (88,339) al 21° posto, preceduta da Campania (88,756) al 20° posto e Calabria (88,866) al 19° posto.
La voce “Lavoro” è costituita dagli indicatori elementari: Tasso di occupazione madri con figli minorenni, tasso di part-time involontario per le donne, Occupate (donne) in lavori a termine da almeno 5 anni e numero di dimissioni per le madri con figli 0-3 per ogni 1000 donne occupate. Nel 2025 la media Italia (AMPI= 88,291) ha registrato un netto peggioramento e la Calabria si pone al di sotto con un indice di 84,648.
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