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Catanzaro - "Siamo rimasti esterrefatti nel vedere sui giornali e nei notiziari tv delle persone e dei professionisti trattati come delinquenti, accusati di picchiare e maltrattare pazienti affetti da Sla". Lo affermano, in una nota, pazienti e familiari di ricoverati nel centro clinico San Vitaliano di Catanzaro in merito all'arresto di nove dipendenti accusati di maltrattamenti nei confronti di una ricoverata.

"Noi siamo - proseguono - mariti, mogli, figli e genitori di persone affette da questa terribile malattia. Non siamo i familiari che vanno a fare la visita di un'ora ogni tanto ai loro cari, viviamo giorno e notte nella stanza con loro ormai da anni, dormiamo sulle sedie pur di non fargli mancare il nostro affetto e saremmo solo dei pazzi, sapendo che nella struttura ci sono persone capaci di atti violenti, a non denunciare noi l'accaduto o a non cambiare sede del ricovero. Abbiamo a che fare ogni giorno con loro e sappiamo con quanto amore trattano noi ed i nostri cari. Siamo trattati come persone di famiglia. Alle volte siamo noi ad esagerare con le pretese. Essere ammalato non vuol dire che tutto può essere concesso e non ci si può permettere di offendere e denigrare il prossimo. La solitudine negli anni della malattia è sicuramente una cosa terribile, ma scaricare la rabbia contro il mondo intero o contro le uniche persone che ci stanno vicine è scorretto". "Etichettare le persone come mostri - concludono pazienti e familiari - e far passare la struttura sanitaria come clinica degli orrori è falso. Siamo vicini a tutte le persone implicate in questa vicenda".

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