
Lamezia Terme - La lettera di Rocco Mangiardi all’ormai ex sindaco di Lamezia Gianni Speranza. “Credo, che sia doveroso da parte mia, ringraziare, a elezioni amministrative avvenute, un grande sindaco, un grande amico e un grande uomo, che si chiama Gianni Speranza. Io, Gianni Speranza, l’ho conosciuto molto tempo fa,nel periodo in cui egli era presidente regionale dell’ARCI e in quell'epoca io, non avevo ancora aperto la mia attività commerciale in via Del Progresso e con la mia famiglia, non eravamo quindi ancora residenti a Lamezia Terme, ma bensì a Soriano Calabro. Lo rividi, con molto piacere qualche anno dopo, quando, finita la bella esperienza del sindaco Doris Lo Moro a Lamezia Terme, ci furono le nuove elezioni e vinse quella amministrazione, la seconda, nella storia di Lamezia Terme, che dopo un anno, fu sciolta per infiltrazione mafiosa ed egli, si candidò a sindaco della nostra bellissima città, rivestendo la carica di primo cittadino. Un decennio che io non dimenticherò mai, perché fa parte della bellissima scelta di vita, mia e della mia famiglia, così, come non dimenticherò mai quel giorno della mia testimonianza al processo denominato “Progresso”, che mi vedeva vittima, ma soprattutto accusatore della cosca Giampà, dove l’amministrazione, guidata dal sindaco Speranza, tracciò uno spartiacque indelebile tra la legalità e l’illegalità, con la sua scelta di costituirsi parte civile, contro tutte le cosche della Piana. In quei tempi, Lamezia Terme, non viveva come oggi, il fenomeno del “Pentitismo” e tutte le cosche, con i loro loschi affari erano più attive che mai. Fu quella di allora una scelta forte e coraggiosa, che fece sapere positivamente, in tutta Italia e non solo, che la città di Lamezia Terme resiste e che i mafiosi non li allatta, ma li combatte!".
"Con Gianni Speranza,nonostante la bella amicizia che, nel corso di questi anni abbiamo costruito insieme, ci siamo incontrati privatamente nel suo ufficio pochissime volte, forse quattro o al massimo cinque, ma ci siamo incontrati sempre, in quei posti dove la ‘ndrangheta aveva seminato dolore, in mezzo ai familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie, a leggere i nomi delle nostre vittime innocenti nella città di Latina il giorno nazionale della memoria e dell’impegno organizzato dalla associazione Libera di don Luigi Ciotti, il 21 marzo di due anni or sono. Sono contento, di continuare con lui, a condividere questo percorso e non soltanto perché egli è stimato e conosciuto in tutta Italia, ma sopra ogni cosa, perché egli è stato ed è una persona onesta e per bene che, con i mafiosi non ha mai preso e mai prenderà neppure un caffè!".
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