
Vibo Valentia – Si è svolta stamattina a Vibo Valentia una manifestazione di protesta, da parte dei dipendenti della provincia, da novembre senza stipendio, e da parte di diversi dipendenti di alcune aziende del compresorio (Marenostro, Gam Oil ed altre) alle prese con vertenze, fallimenti e crisi occupazionali. Il corteo, al quale hanno partecipato anche gli studenti delle scuole superiori vibonesi, si è snodato da piazza Municipio lungo il corso Vittorio Emanuele III e via Gagliardi, per poi fermarsi davanti al palazzo municipale dove si sono registrati gli interventi dei ragazzi, dei dipendenti della Provincia, di alcuni sindacalisti e di diversi sindaci del Vibonese. Parecchi i disagi alla circolazione stradale. La protesta odierna anticipa quella del 9 marzo prossimo, giornata già fissata per uno sciopero generale. Gli amministratori della Provincia di Vibo ed i sindaci del Vibonese hanno inviato al governo ed alla Regione un documento sulla drammatica crisi economica e sociale che sta investendo il Vibonese, preannunciando le dimissioni dagli incarichi elettivi in mancanza di risposte. Per il 25 marzo prossimo, intanto, una delegazione di lavoratori del Vibonese sarà ricevuta a Roma dal papa.
REAZIONI
Coordinamento Libera Vibo: piena e totale vicinanza e solidarietà
“Il Coordinamento provinciale di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, esprime piena e totale vicinanza e solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici che protestano per rivendicare non solo i loro diritti ma anche quelli di un intero territorio. Le tante vertenze aperte ed il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell’Ente provinciale hanno determinato una situazione senza precedenti che rischia di peggiorare ulteriormente il delicato assetto economico e sociale della nostra provincia. Oggi, più che mai, i temi del lavoro e dell’inclusione sociale sono diventati centrali nell’azione di Libera; il contrasto alle mafie, per essere efficace, deve andare alle radici del fenomeno e, pertanto, necessariamente agire sulle cause che ne favoriscono l'insorgere e la proliferazione. Attraverso la promozione della campagna nazionale ‘Miseria Ladra’ siamo impegnati, anche nel nostro territorio, a costruire una rete tra associazioni, forze sindacali, movimenti e singoli per contrastare, nell’impegno quotidiano, l’avanzare della povertà nelle sue varie forme: disuguaglianza, emarginazione sociale e precarietà. Abbiamo bisogno che la politica faccia la sua parte, con chiarezza e trasparenza, e mostri il suo volto migliore a favore dei lavoratori e delle lavoratrici perché possano continuare a garantire ai propri figli il pane quotidiano. Anche Noi, come cittadini responsabili, dobbiamo fare la nostra parte per rivendicare con forza il diritto di vivere ed uscire da questa deriva di marginalità ed indifferenza. Per tali motivi è necessario unirsi concretamente al grido di speranza dei lavoratori e delle lavoratrici per rafforzare le loro giuste rivendicazioni e risollevare il destino del nostro territorio contro la malattia mortale della rassegnazione e dell’indifferenza. La vera speranza è quella che risveglia il desiderio di capire, di reagire, di rialzare la testa”.
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