
Lamezia Terme – Il coordinamento 19 marzo, dopo la scorsa manifestazione cittadina per salvare l’ospedale di Lamezia Terme, ha lanciato un ulteriore allarme: “SOS Ospedale Lamezia”, una convocazione allargata a cui hanno preso parte associazioni ed esponenti politici, nella platea del teatro comunale Grandinetti. Una serata nella quale diverse voci si sono espresse tenendo bene a mente due cose: la prima è la netta contrarietà verso il c.d decreto Scura – nr.30 del 2016, che porta in sé delle riduzioni negative all’interno dell’azienda sanitaria lametina, la seconda è di fare rete, per continuare ad insistere su un incontro serio con i vertici del potere nel ramo della sanità regionale. A moderare l’incontro è stato Armando Cavaliere del coordinamento 19 marzo, il quale ha tenuto più volte a ringraziare lo stesso coordinamento per essere riuscito a creare informazione nel corso delle settimane.“Ventiquattromila firme non sono bastate per portare a buoni risultati – dice Valeria Cimino – la nostra sanità è in perenne emergenza e i cittadini sono costretti a rifugiarsi in altre zone d’Italia per trovare le cure adatte”.

I problemi affrontati quotidianamente dalla squadra dei medici rimasti nei pochi reparti sono più che mai presenti e il decreto Scura li mette bene in evidenza: annullamento dei servizi, accorpamento dei reparti, chiusura del centro trasfusionale, carenza assidua di personale e di primari. Su questi ultimi si è soffermato particolarmente il direttore generale Asp di Catanzaro Giuseppe Perri: “C’è bisogno di un ospedale normale, prima di pensare in grande è meglio pensare alla sufficienza, la politica si attivi per reperire primari e infermieri”. Il dottor Perri ha inoltre dichiarato: “Sono aperto a contraddittorio, ma intanto voglio dire con chiarezza ai cittadini che non è stato chiuso niente né mai sarà chiuso niente, bisogna però prendere atto di una difficoltà economica nazionale”. Quanto al piano di rientro, l’azienda ha approvato un atto aziendale, reso a conoscenza del Sindaco e delle associazioni, per dichiarare i motivi di dissenso al Dca30. “Il 24 giugno inaugureremo il centro dialisi di Lamezia Terme e a breve apriremo il reparto di neurologia con posti letto” – conclude Perri.
Nella classifica delle diverse denominazioni, nell’attuale epoca del commissariamento, quello di Lamezia Terme è un ospedale ‘spoke’, di secondo livello. “Rispetto a meri errori del commissariato, è chiaro che quel decreto deve essere rivisto – spiega l’onorevole Baldo Esposito, secondo il quale la struttura di Lamezia Terme non chiuderà mai, mentre ciò di cui si necessita è una forte e mirata strategia aziendale. Sul centro protesi e sul trauma center, invece, ha dichiaratamente espresso la sua posizione contraria. “Portare il trauma center con la situazione attuale è assai rischioso per i pazienti, rispetto al centro protesi si pensi piuttosto ad un centro di ricerca per produzione e commercializzazione delle protesi” – commenta ancora Baldo Esposito per delineare un punto a suo parere risolutivo: il criterio della complementarietà.

“Un ospedale non è però solo posti letto ma anche anima” come fa notare Sebastiano Barbanti: “Diffidate da partiti che vogliono solo strumentalizzare, tra i due litiganti il terzo perde”. Tra Regione e Commissariato il terzo a perdere è il popolo”. “Mancano gli interlocutori giusti, chi può salvare la nostra sanità? I deputati, i senatori e i consiglieri regionali questa sera dove sono? – fa notare il consigliere Mimmo Gianturco. E a proposito di assenze, dello stesso parere seppure in maniera velata è il sindaco Paolo Mascaro “La presenza di tanti serve a mettere in evidenza l’assenza di molti”. “Il Patto per la Calabria prevede venti milioni di euro da destinare a Lamezia - prosegue ancora il Sindaco - dunque abbiamo bisogno della politica che ha in mano il potere della nazione e della regione per fare in modo che questi venti milioni di euro possano transitare sul nostro cielo”. Hanno partecipato tra gli altri, con intervento: Felice Lentidoro, Francesco Grandinetti, Nicolino Panedigrano, il consigliere Salvatore De Biase.
V.D

REAZIONI
Truglia (Italia Unica): Perchè i big della politica hanno ignorato la manifestazione
"Un plauso al coordinamento sanità 19 marzo, dove anche Italia Unica dà il suo contributo insieme ad altri partiti di destra e sinistra, per aver lavorato con passione fino ad oggi e aver attirato l'attenzione e raggiunto un accenno di consenso positivo da parte di alcuni uomini politici e dirigenti della sanità calabrese".
Così Alex Truglia, coordinatore provinciale di Italia Unica Catanzaro, concorde con quanto affermato verbalmente dai vari interventi dai presenti delle forze politiche e non presenti, sottolinea l'ingiustificata assenza dei big della politica lamentina e Calabrese quali Doris Lo Moro, Pino Galati, Tonino Scalzo, Oliverio, Pacenza tutti direttamente invitati dal coordinamento. Truglia si chiede come sia possibile ignorare tale chiamata su un così importante argomento dopo che i cittadini hanno riposto in loro la fiducia tramite l'elezioni. "Io come cittadino e poi come politico - scrive Truglia - non tollero che i cittadini sono trascurati da essi ricordo ancora ai cittadini che la politica è a loro servizio e non viceversa". "Per Italia Unica, - prosegue - la Sanità italiana sta incrociando due grandi problemi. Da un lato, l’invecchiamento della popolazione sta scaricando pressioni sul Sistema Sanitario Nazionale in un contesto di risorse scarse e decrescenti da destinare alla salute. Dall’altro, un fattore di stress specifico per il sistema italiano deriva dalla difficoltà di coordinare gli interventi in materia sanitaria devoluti alle Regioni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, con l’indirizzo nazionale in tema di livelli essenziali di assistenza e risorse".
"Nel complesso, - prosegue - la spesa sanitaria italiana sul Pil rimane stabile (9,2 per cento) e sotto la media OCSE (9,3 per cento). Ma dentro il sistema sanitario nazionale esistono squilibri tali per cui alcune regioni fanno i conti con importanti disavanzi sanitari, e con il conseguente aumento di pressione fiscale previsto dalla legge, mentre altre erogano servizi di migliore qualità a costi più contenuti. Questo stato dell’arte fa sì che solo 10 Regioni siano considerate adempienti rispetto ai Livelli essenziali di Assistenza (LEA) erogati, il che da un indice della distribuzione diseguale di diritti sul territorio nazionale". "La proposta di Italia Unica è : una sola sanità sul territorio nazionale, depoliticizzata ed efficiente. Oggi il numero di persone che, in molte parti d’Italia, non ricevono un servizio adeguato per qualità, pertempistiche di attesa e per non sostenibilità dei ticket è molto alto e crescente. Il sistema sanitario nazionale rischia di collassare e quindi di creare la massima delle ingiustizie. La malattia della sanità è profonda e mette a rischio la sua stessa sostenibilità: non può mantenersi una sanità fatta di venti sistemi diversi in cui ogni Regione si inventa regole e parametri. Non può garantire qualità un sistema così permeato di clientelismo e partitocrazie. Non è più tollerabile che si debbano tagliare servizi essenziali ma contemporaneamente si vogliano mantenere strutture pleonastiche (es. abbiamo in molti campi più centri specialistici che in qualsiasi parte d’Europa) o inefficienti (es. micro ospedali del tutto inadeguati)". "Auspichiamo infine - conclude - che con questa battaglia intrapresa l'ospedale di Lamezia Terme diventi centro di eccellenza non meno di quelli esistenti al nord, che sia centro di riferimento per tutti i calabresi vista anche la sua posizione centrale e strategica grazie all' aeroporto, autostrada Sa-Rc e la stazione ferrovia".
Cristiano (Noi con Salvini): la sanità Lametina non ha bisogno di incontri e dibattiti ma di atti concreti
“Nonostante la buona volontà riscontrata in alcuni cittadini presenti nel coordinamento 19 marzo, NcS – Lamezia Terme ritiene che la sanità Lametina per essere salvata non abbia bisogno di incontri e dibattiti tematici ma di atti concreti e diretti da parte della politica. D'altronde dalla manifestazione “Studentesca-Popolare” di qualche mese fa, ad oggi poco o nulla è migliorato, come per quella circostanza l’incontro del “Teatro Grandinetti” rischia di rimanere un evento fine a se stesso in cui come al solito, amministratori, partiti e associazioni, invece di badare alla sostanza hanno fatto a gara per conquistare un minimo di visibilità, un evento enfatizzato nei numeri e nei proclami ma inutile per la risoluzione dei problemi”. Ad affermarlo è Marco Cristiano del coordinamento cittadino Noi con Salvini Lamezia Terme.
“Ncs – Lamezia, - prosegue - ribadisce la necessità di richiamare alle sue responsabilità la politica, e non di dare alla stessa l’opportunità di nascondersi o addirittura di autocelebrarsi cavalcando eventi organizzati. In relazione al decreto Scura, potrebbero richiamare l’attenzione del governo nazionale e del Ministro della salute Lorenzin, esponenti del governo cittadino di maggioranza. Di fatti risulterebbe utile l’anomalia di una amministrazione che dovrebbe essere di cdx ma che al suo interno, in consiglio e giunta ha quasi 10 elementi iscritti fra il partito di Verdini e quello di Alfano. Un atto significativo dovrebbe giungere proprio da coloro che rappresentano sul territorio in consiglio comunale ed in giunta il governo centrale di centrosinistra, questo anche solo attraverso la paventata dichiarazione della volontà di dimissioni dal partito di appartenenza in caso di mancato ascolto. Dal canto suo Noi con Salvini, - conclude - per dare il suo apporto fattivo alla causa, mette ufficialmente a disposizione del coordinamento 19 Marzo, la struttura parlamentare di riferimento con la possibilità di presentare nell’immediato relative interrogazioni o interpellanze parlamentari”.
Colombo (Lnc): “Sterili e inefficaci dibattiti pubblici”
“Fermo restando, ed apprezzando, la volontà dei membri del coordinamento 19 marzo sulla difesa del nostro presidio ospedaliero, considero però sterili ed alquanto inefficaci dibattiti pubblici come quello tenuto ieri sera al Teatro Grandinetti, soprattutto se si pensa che proprio da quel 19 marzo, giorno della mobilitazione popolare in città contro il decreto Scura, nulla di concreto si e’ ancora ottenuto e nessuna risposta è giunta da parte del commissario alla sanità”. E’ quanto afferma in una nota Igor Colombo, del movimento Lamezia Non Conforme, commentando la manifestazione SOS Ospedale Lamezia.
Colombo esprime la sua critica sull’intervento dell’onorevole Baldo Esposito, “un politico espressione dell’ Ncd, - scrive Colombo - lo stesso del Ministro alla sanità Lorenzin, di quella che venne a far passarella da campagna elettorale nel 2014 promettendo potenziamenti del nostro ospedale, sblocco turn-over ed assunzioni dei primari mancanti, il quale si lascia andare ad un contributo assai semantico volto più a riscuotere qualche applauso che nel servire concretamente per la causa”.
“La mia persona - continua - è stata da sempre in lotta per i problemi che hanno riguardato la Sanità in Calabria e specie a Lamezia, non ho mai infatti lesinato attacchi mirati verso chi, di questo sfacelo attuale, è responsabile ed anche verso chi ne è stato complice. Alla luce di quanto uscito dal dibattito pubblico del Teatro Grandinetti, - prosegue - torno ad insistere che certe lotte devono essere scevre da forme burocratiche e “politicamente corrette” specie se si chiede che il tutto sia accompagnato da una partecipazione popolare e senza bandiere di alcuna forza politica. Pertanto urgono, a tal riguardo, manifestazioni di forte impatto che vedano il popolo protagonista, azioni eclatanti volte a far capire che, nella terza città della Calabria, la gente non ci sta a subire ancora soprusi ed in questo non posso che essere d’accordo con la posizione del consigliere comunale Mimmo Gianturco, il quale ieri ha ribadito a menadito questo concetto”. “Lamezia - conclude - ha bisogno di una nuova classe dirigente fatta di persone che non si piegano alle logiche partitiche e di territorio, come è stato sempre negli ultimi 30 anni, e dove il prezzo più alto di scelte scellerate è stato proprio pagato nel settore della Sanità con l’odierna triste e desolante situazione che si presenta dinanzi ai nostri occhi”.
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