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Cosenza - “Conoscere i funghi, la raccolta, il consumo, la commercializzazione. È la raccomandazione ai raccoglitori di funghi e a chi li commercializza, rivolta attraverso un manuale, dallo stesso titolo,  curato dal dottor Ernesto Marra, medico veterinario e micologo dell’Asp di Cosenza e responsabile scientifico del Gruppo micologico Lametino,  assieme al dottor Dario Macchioni, micologo, già responsabile  dell’Ufficio Igiene degli Alimenti, Dipartimento Tutela della Salute Regione Calabria”. È quanto si legge in una nota. “Il manuale - aggiungono - gratuitamente scaricabile sul sito dell’Asp di Cosenza, sarà presto disponibile anche in forma stampata. È un’opera divulgativa alla cui realizzazione hanno contribuito, con materiale fotografico di alta qualità, i micologi Gennaro Di Cello e Vincenzo Curcio dello stesso Gruppo Lametino, assieme a micologi ed esperti calabresi e di altre regioni che conoscono bene i nostri boschi per motivi di studio legati alla micologia”.  

“L’obiettivo fissato - riferiscono gli autori - è stato quello di diffondere le informazioni di base, relative al mondo fungino, in modo semplice, aiutati in questo da oltre 350 foto utili a illustrare le specie commestibili differenziandole dalle similari tossiche, richiamando, nel contempo, le regole per il commercio, le precauzioni per il consumo assieme ad elementi di micotossicologia e consigli sul da farsi in caso di malessere dopo aver consumato funghi.La nostra regione ha una straordinaria produzione di funghi commestibili la cui raccolta ha, da sempre, avuto anche un ruolo di sostegno all’economia locale, come integrazione del reddito di molte famiglie. Negli ultimi anni, peraltro, è sempre più consistente un vero e proprio “turismo micologico”, proveniente da altre regioni,  costituito da cercatori con finalità alimentari, ma anche da studiosi della micologia, nazionale e internazionale, attratti dalla eccezionale biodiversità micologica rinvenibile nei nostri boschi”.

“Questo trend - si legge ancora - certamente positivo pone, però, l’urgenza di rafforzare la diffusione capillare di una adeguata cultura di tutela ambientale per un “utilizzo sostenibile” delle nostre risorse naturali e una altrettanto diffusa formazione a tutela della salute dei consumatori. È sempre indispensabile ricordare, infatti, che i consumo di funghi, non sottoposti a controllo dei micologi degli ispettorati micologici delle Asp, può essere anche molto rischioso. Una stima di tale rischio è stato evidenziato da uno studio, condotto dagli stessi autori nel 2016 per il Dipartimento Tutela della Salute regionale, sulle intossicazioni da funghi  in Calabria. Nei  "raccoglitori occasionali" è risultata allarmante, infatti,  la scarsa percezione della pericolosità del consumo indiscriminato dei funghi, con una sottovalutazione del rischio, a cui spesso vengono esposti anche i rispettivi familiari e la permanenza, ancora oggi, di pericolose false credenze popolari relative al riconoscimento della presunta commestibilità, comportamenti che si sono resi responsabili di episodi gravissimi di avvelenamento”. 

“I dati epidemiologici - rimarcano - derivanti della consulenza micotossicologica resa dai micologi degli ispettorati delle Asp ai Pronto Soccorso ospedalieri regionali nei casi d'intossicazione, sono specchio di questa situazione. Nel periodo gennaio 2012 - maggio 2019, infatti, oltre alle diverse decine di ricoveri per intossicazione più lievi, sono stati ben 21 i pazienti coinvolti in casi d'intossicazione grave da funghi, che hanno causato 4 decessi e 1 trapianto d'organo. In tutti i casi si è trattato di avvelenamento di tipo falloideo, avvenuto fra le mura domestiche, per raccolte private di funghi non sottoposti a controllo preventivo del Micologo pubblico.In tale contesto trova le sue finalità di prevenzione il manuale pubblicato - concludono gli autori - divulgare le basilari conoscenze micologiche utili a tutelare la salute dei consumatori unitamente a elementi di conoscenza e tutela ambientale indispensabili a preservare per le future generazioni il bene naturale “bosco” che la generazione attuale ha solo in prestito temporaneo”.  

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