
Lamezia Terme - Conto alla rovescia per 527.747 studenti che da giovedì 18 giugno affronteranno gli esami di maturità. Ieri è stato il giorno dell'insediamento delle commissioni e dell'estrazione della lettera per gli orali: conclusa questa operazione, ogni studente ha saputo la data esatta del proprio colloquio orale, attraverso il registro elettronico. Le commissioni d'esame sono composte da un presidente esterno, da due membri esterni e due interni all'Istituzione scolastica. Si inizia domani alle 8,30 con la prima prova di italiano: il tema. Le tracce sono comuni a tutti gli indirizzi di studio e sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: due analisi del testo (uno poetico e l'altro in prosa), tre tracce di testo argomentativo e due temi di attualità.
I numeri
I maturandi chiamati a sostenere l’esame in Calabria – sulla base dei dati del Ministero dell’Istruzione - sono 18.055: di cui 3.091 in provincia di Catanzaro, 6.253 in quella di Cosenza, 1.511 nella provincia di Crotone, 5.641 di Reggio Calabria e 1.559 di Vibo Valentia. In Calabria saranno complessivamente 546 le commissioni di cui 95 nella provincia di Catanzaro.
Si inizia giovedì 18 giugno, alle 8.30, con il primo scritto, Italiano, comune a tutti gli indirizzi. Si prosegue il 19 giugno con la seconda prova, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio. È previsto, poi, un colloquio, incentrato su quattro discipline, volto ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.
Qui le Commissioni complete per la provincia di Catanzaro - L'elenco
Torna 'Maturità al sicuro' per contrastare le fake news sull'esame di Stato
La notte prima degli esami porta consiglio, ma spesso anche un bel pò di confusione. Per aiutare gli studenti a non inciampare ad un passo dal traguardo, torna "Maturità al sicuro", la campagna di sensibilizzazione promossa dal Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica in collaborazione con Skuola.net, giunta quest'anno alla diciannovesima edizione. Un'iniziativa che, partendo dall'analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, punta a smontare le fake news legate all'esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove. Un monitoraggio condotto da Skuola.net su un campione di 1.000 maturandi, a pochi giorni dal via dell'esame, rivela che ben il 20% dei maturandi è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell'apertura dei plichi ministeriali: il 13% crede che circoleranno in anteprima gli argomenti, mentre un 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce.
Il 16% dei candidati dichiara che trascorrerà la vigilia sveglio fino a tardi, o con la sveglia all'alba, per presidiare social e siti specializzati a caccia dello scoop inesistente. A questi si aggiungeranno un 30% di candidati che starà sveglio o farà tardi, ma solo per ripassare. Che su Internet circolino previsioni, "totoesame" o ripassi è una consapevolezza per l'80%. Buone notizie sul fronte smartphone: l'85% dei maturandi sa che il telefono va consegnato alla commissione prima di sedersi al banco, pena l'invalidazione della prova e dell'esame. Un dato migliore rispetto al passato, ma rimane tuttavia uno zoccolo duro del 15% che potrebbe rovinare tutto per una leggerezza: il 10% è convinto di potere tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento, mentre un 5% si illude di poterlo persino usare, credendo di rischiare al massimo un abbassamento del voto finale. Inoltre, se lo smartphone viene ormai percepito diffusamente come un "ospite" indesiderato, l'attenzione cala drasticamente quando si parla di device indossabili. Quasi 1 studente su 5 (il 19%) potrebbe rischiare l'esclusione per colpa dello smartwatch: il 16% pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede di poterlo usare. La nebbia si fa ancora più fitta sui dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l'Intelligenza Artificiale senza connessione: quasi un quarto dei maturandi (il 23%) è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti "non comunicare con l'esterno" (20%) o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto (3%).
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