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Lamezia Terme - Un modo per ricordare per sempre il talento, l’energia, la voglia di vivere di Andrea Reto, giovane musicista lametino prematuramente scomparso, ma anche un modo per nutrire altri talenti come il suo: queste le istanze alla base della nascita di una Fondazione che porta il suo nome, presentata oggi alla città in una conferenza stampa moderata dal giornalista Antonio Scalise, alla presenza della mamma del giovane Rosa Cittadino, del papà Antonio, del fratello Domenico, e di tante altre figure che ne hanno accompagnato la formazione e i primi passi nel mondo della musica. Fra queste, il Maestro Cavalieri del Coro di Dipodi, dove Andrea all’età di soli sei anni era percussionista; il Maestro Sara Saladino, sua insegnante all’Indirizzo Musicale del Polo Liceale Campanella Fiorentino, che ne ha a lungo ricordato l’impegno, il talento, la precisione; il Maestro Francesco Fortunato del Conservatorio di Nocera “Saverio Arlìa”, che ha ricostruito i suoi appunti di compositore, regalando alla fruizione comune alcuni brani, già eseguiti in un concerto a lui dedicato dall’Orchestra Filarmonica della Calabria lo scorso 16 aprile, e riproposti in luogo del minuto di silenzio ad introdurre la sua storia, raccontata con commozione dalla signora Rosa. 

Una storia non semplice, ma piena di coraggio e determinazione, che lo vede affrontare nei suoi primi sette anni di vita ben cinque delicati interventi a cuore aperto, uno dei quali, per interposte complicanze, gli produce la perdita di metà dell’udito. Andrea non si arrende, e continua a coltivare la sua totalizzante e precocissima passione per la musica. A soli tre anni ha imparato da solo a suonare il tamburello e a sei è percussionista nel Coro di Dipodi, dove il Maestro Claudio Fittante nota il suo talento innato. Continua a studiare percussioni e violoncello al Liceo Musicale, spaziando durante l’adolescenza dal folk, al jazz, al metal, ma soprattutto innamorandosi della Musica Classica. Si iscrive così al Conservatorio dove sogna, dopo il Diploma in percussioni e violoncello, di studiare Composizione e Direzione d’Orchestra. Un sogno che purtroppo non farà in tempo a realizzare. Andrea muore a Taormina il 22 settembre 2025, a causa di complicanze cerebrali successive al sesto e ultimo intervento al cuore che era previsto dovesse subire, non prima di aver inondato il reparto della sua musica, “per lasciare qualcosa di sé”.

“Era come se sapesse in anticipo ciò che sarebbe successo”, ha spiegato commossa la signora Rosa, “Aveva preparato una playlist di brani per il momento in cui si sarebbe addormentato, e una per il risveglio. Nella seconda c’era il suo brano preferito, la Sinfonia n.2 di Gustav Mahler. Solo dopo la sua morte, ascoltandola, mi sono accorta che parla di un eroe che morendo si chiede a cosa sia servita la sua vita se tutto era destinato a finire così, ma cambia idea dopo aver visto la Luce di Dio, e comprende di essersi svegliato a nuova vita. Forse in realtà era questo il risveglio che Andrea aveva previsto”. Anche nel momento di maggiore dolore la sua famiglia ha deciso di dare uno sbocco all’anelito d’eternità che Andrea aveva sempre cercato nella musica, creando, con il supporto dell’amica Annita Vitale, una Fondazione che offrirà borse di studio, strumenti e ausili ai giovani musicisti del territorio, collaborando con il Conservatorio e con il Liceo Musicale, organizzando eventi e rimanendo aperta all’apporto di idee e di contributi da parte di tutti coloro che vorranno partecipare e tenere viva così la memoria di Andrea.

Giulia De Sensi 

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