
Gizzeria – “Vogliamo risposte concrete e nel minor tempo possibile”. Jessica Roppa, vicepresidente del comitato civico “No nuova terra dei fuochi”, costituito a Mortilla di Gizzeria, si fa portavoce di una comunità che vive con il fiato sospeso e che vuole sapere cosa ci sia dentro quel capannone, in pieno centro abitato, finito nell’operazione della Dda di Milano “Feudo”, che ha fatto luce sul traffico illecito di rifiuti tra Lombardia, Campania e Calabria. I cittadini, preoccupati, si ritrovano dunque in piazza Eroi di Nassirya per una manifestazione pacifica, che si conclude con una passeggiata verso il capannone su cui si chiede di fare chiarezza.

“Siamo qui – rimarca Roppa - per lanciare un messaggio forte: a Mortilla c’è una comunità che è attiva, interessata al problema, e che non accetta una situazione del genere. Stiamo ovviamente parlando di un capannone che sospettiamo sia pieno di rifiuti speciali in centro abitato. Noi faremo tutto quello che è in nostro potere, attraverso iniziative pacifiche, semplicemente affinché la nostra salute venga garantita. Abbiamo il dovere di fare qualcosa. E questo di stasera è un primo passo”.
Il comitato civico “No nuova terra dei fuochi” marcia compatto verso il risultato. “Siamo tutti uniti – afferma infatti Roppa - nel nostro gruppo non trovano spazio gli individualismi e gli interessi specifici. Abbiamo un unico obiettivo: la tutela della salute pubblica. Noi vogliamo sapere cosa c’è in quel capannone. Perché non è possibile che ad oggi non ci venga data notizia di quello che c’è all’interno. Noi abbiamo il sospetto che si tratti di materiali tossici. Ma nessuno ci dice con precisione cosa c’è”. E con la salute non si scherza. E Roppa lo dice a chiare lettere: “Vogliamo sapere se c’è già stata un’incidenza di queste possibili sostanze nocive sulla nostra salute, perché purtroppo gli effetti si potranno vedere a distanza di anni. Quindi, noi vogliamo sapere sin da ora se siamo a rischio. Chiediamo che l’amministrazione comunale si faccia avanti e vada a fare le domande giuste alla Procura”.

Dopo Jessica Roppa, sono intervenuti l’ingegnere Aldo Cerra (movimento civico “Gizzeria Futura”), l’avvocato Terenzio Caterina, i candidati a sindaco per il Comune di Lamezia Silvio Zizza e Massimo Cristiano, l’ex consigliere regionale Mario Magno, il sindaco di Falerna Daniele Menniti e il parlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe D’Ippolito, della commissione Ambiente. Il deputato pentastellato informa la piazza di “avere presentato, dopo la collega Granato, un’interrogazione su questi fatti, perché abbiamo bisogno di soluzioni, non solo di risposte”.
Giuseppe Maviglia
© RIPRODUZIONE RISERVATA