
Catanzaro - "Entra in vigore l'obbligo di indicare in etichetta l'indicazione di provenienza sui salumi, per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l'inganno della carne straniera spacciata per italiana. Un elemento di trasparenza che tonifica l'economia calabrese ed è valore aggiunto per i suinicoltori ". Lo afferma, in una nota, il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto sottolineando che scade in questo fine settimana il termine di 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale sulle Disposizioni per "l'indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell'etichetta delle carni suine trasformate".
"E' un ulteriore tassello - aggiunge Aceto - -che consente di portare in tavola prodotti Made in Italy per sostenere l'economia ed il lavoro del territorio. "La nostra filiera dal 1984 - afferma Anna Madeo, esponsabile commerciale marketing - filiera Madeo - è impegnata nella valorizzazione della razza autoctona il Suino Nero di Calabria e di produzioni agricole di pregio, quali il peperoncino di Calabria e l'olio extravergine di oliva dop e Bío. Il nostro Gruppo oggi è capofila della rete d'impresa più grande d'Italia che raggruppa sotto un unico brand 'Suino Nero Italiano', allevatori e trasformatori di sette regioni che salvaguardano e tutelano il nostro patrimonio nazionale di biodiversità". In Calabria, ci sono oltre 5mila allevamenti, compresi quelli familiari, con circa 52mila capi di suini e al netto dei quattro salumi Dop calabresi che già rispondono a precisi disciplinari sulla provenienza delle carni. Coldiretti stima che il comparto della produzione di salumi, insaccati e carne di maiale, allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione, è di oltre 400 milioni di euro. Il comparto può segnare una inversione di tendenza con benefici per i nostri suinicoltori e la nostra economia vista la straordinaria valenza storico-culturale e ambientale - economica della filiera in Calabria.
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