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Catanzaro - "Chi pensa di fermarmi così, ha sbagliato persona. Io vado avanti e non mi farò fermare. Sono stato informato da un giornalista del 'Fatto quotidiano' che fra qualche giorno dovrei ricevere una richiesta di rinvio a giudizio. Io non ho ricevuto nulla ma se lo dice il Fatto in questo Paese può essere che succeda davvero. Una richiesta di rinvio a giudizio perché avrei utilizzato la macchina di servizio della Regione, qualche volta, non per fatti personali ma per andare a fare sopralluoghi, sui cantieri. Perché percepivo come gli altri consiglieri regionali una parte dell'indennità per la mobilità in regione. Piccinerie che chiarirò benissimo nell'udienza preliminare". Lo afferma in un video sui social il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. "Però - aggiunge - sono arrabbiato perché mi sento torturato da un anno e mezzo, quando ho ricevuto un avviso di garanzia e mi sono sentito scioccato. E' un Paese di matti, ma chi pensa di fermarmi così, ha sbagliato persona, non mi conosce. Io vado avanti e non mi farò fermare".

Occhiuto, secondo quanto scrive il Fatto "avrebbe incassato per un lungo periodo una somma di 3 mila e 893 euro al mese di troppo a titolo di indennità per l’auto privata usata nell’esercizio delle sue funzioni". Sarebbe indagato dalla Procura di Roma per truffa aggravata. 

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