
Catanzaro - La Cgil conferma la volontà di costituirsi parte civile nei procedimenti conseguenti all' indagine "e di compiere il massimo sforzo a collaborare e contribuire con la magistratura e le forze dell’ordine, che in Calabria stanno svolgendo una incessante attività di contrasto alla criminalità organizzata, alla mala-politica e al malaffare che si consuma nelle istituzioni. Oggi vogliamo lanciare un ulteriore appello per un “patto sociale per la legalità” - continua la Cgil - per costruire un serio futuro della nostra terra, che deve vedere coinvolti il mondo del lavoro, le associazioni sociali, le imprese sane, il mondo delle professioni e tutti coloro che a vario titolo svolgono attività nelle istituzioni che devono essere improntate alla trasparenza e alla correttezza a garanzia dei servizi pubblici in favore di tutti i cittadini e per consentire le pre-condizioni necessarie per rilanciare lo sviluppo. Infine - è scritto - vogliamo osservare che quanto sta avvenendo per effetto della pandemia renderà ancora più complesso il cammino verso legalità, sviluppo e lavoro, se è vero che alcuni autorevoli sondaggi indicano che in questa fase di emergenza sanitaria e conseguente emergenza sociale le uniche realtà a proliferare sono quelle legate alle mafie, nel mentre domina l’insicurezza nell’intero contesto sociale, anche per questi motivi siamo impegnati in tutto il territorio calabrese ad essere al fianco dei più deboli e a contrastare le azioni di illegalità e di irregolarità che offendano dignità umana, lavoro e futuro delle persone".
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