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Lamezia Terme - La Provincia di Catanzaro ha emesso due ordinanze (datate 7 febbraio 2020) di bonifica a carico dei proprietari dei terreni adibiti a discariche abusive in località Bagni e contrada San Sidero, al centro dell’operazione "Quarta Copia" del 6 dicembre 2019, effettuata dalla questura di Catanzaro e dal commissariato di Lamezia Terme sotto il coordinamento della procura, contro il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale con l’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare a carico di 20 persone. Alcune persone sono finite in carcere, altre domiciliari, e altri ancora con l'obbligo di firma, ritenute dagli inquirenti responsabili, a vario titolo, dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

E così, dopo dopo il Comune di Lamezia Terme, anche la Provincia ora sollecita entro 30 giorni, i proprietari di quei terreni a bonificare le aree interessate. Nelle fasi delle indagini da parte della Procura delle Repubblica di Lamezia Terme venivano nominati due consulenti tecnici che a seguito di una lunga attività tecnica ed ispettiva, congiuntamente con l’ausilio di ArpaCal, attestavano con apposita relazione tecnica, l’inquinamento ambientale delle aree. I risultati delle analisi chimico fisiche condotte nel laboratorio Ecocontrol sui campioni di rifiuto, prelevati nel corso delle operazioni peritali svolte nei terreni di San Sidero - si legge nell'ordinanza - hanno mostrato come tipologie di rifiuti frammenti di lastre tipo Eternit, crisotilo (amianto), e pertanto classificati come rifiuto pericoloso.

Nella zona di località Bagni, è risultato che le sostanze idrocarburi C>12 e arsenico, ricercate nei campioni di terreno, non rispettano le relative concentrazioni soglia di contaminazione nel suolo e nel sottosuolo previste per i siti a destinazione d’uso verde pubblico, privato e residenziale. Inoltre alcuni valori di concentrazione delle sostanze idrocarburi e metalli ricercate nei campioni di acqua sotterranea, sottoposti ad analisi chimiche, non rispettano le relative concentrazioni soglia di contaminazione. Pertanto - si legge altresì nell'ordinanza - verificato che nei risultati delle analisi effettuate sui campioni prelevati, si riscontra il superamento delle relative concentrazioni soglia di contaminazione il sito in esame è da ritenersi potenzialmente contaminato. Le ordinanze della Provincia fanno seguito, inoltre, a eguali disposizioni dell'amministrazione comunale di Lamezia.

A.C.

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