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Reggio Calabria – Sarebbe stata registrata come una scossa di terremoto di magnitudo 2.0 a 0 km di profondità dalla Sala Sismica INGV-Roma, alle 11:54, ma in realtà si tratterebbe di un ordigno fatto brillare in mare. Lo scorso 22 ottobre, infatti, in un’ordinanza la Capitaneria di Porto autorità marittima dello Stretto di Messina aveva reso noto che “in data 23, 24, 25, 28 e 29 ottobre dalle 8 alle 12, si svolgeranno le operazioni di brillamento degli ordigni bllici a cura del nucleo Sdai di Augusta della Marina Militare”. Pertanto era stato ordinato il “divieto di balneazione, navigazione e sosta dei natanti nonché la pesca e ogni attività subacquea e diportistica in genere sino alla conclusione delle operazioni di bonifica".

Il forte boato è stato avvertito poco prima di mezzogiorno e, i presidi di diversi istituti, nel timore si trattasse di un terremoto, hanno fatto subito uscire i ragazzi dalle scuole ma poi è stato accertato che è stato provocato dal brillamento di un residuato bellico effettuato in mare davanti al porto di Messina. Operazione, ha riferito inoltre la Questura di Reggio Calabria, programmata con ordinanza emessa dall'Autorità Marittima dello Stretto. I ragazzi sono poi rientrati normalmente nei loro istituti per terminare la giornata di lezioni.

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