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Roma - Nei primi 5 mesi di quest'anno sono stati 180 gli amministratori minacciati, con un aumento del 15-20% rispetto allo scorso anno. Le regioni più colpite sono la Calabria, con il 27% degli episodi, la Sicilia, con il 20%, la Campania (18%), la Puglia, la Sardegna, ma il fenomeno è presente in ben 15 regioni italiane, anche al nord: dalla Lombardia al Piemonte, dalla Liguria all'Emilia, dal Veneto al Lazio, passando poi per Abruzzo, Marche e Molise.

I dati li ha forniti oggi il vicepresidente di Avviso Pubblico Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, Paolo Masini, nel corso della presentazione, oggi a Roma, della Prima Marcia nazionale degli amministratori sotto tiro, organizzata da Avviso pubblico e che si svolgerà il prossimo 24 giugno a Polistena (Rc).

In quell'occasione, nel comune di Gioiosa Jonica, a partire dalle 16,30, verrà presentato il Rapporto "Amministratori sotto tiro. Anno 2015", con la presenza del viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, della presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, della senatrice Doris Lo Moro e di rappresentanti istituzionali, nazionali e locali. I relatori hanno sottolineato come nell'ultimo mese ci sia stato un forte aumento delle intimidazioni in concomitanza con la campagna elettorale a candidati sindaci e consiglieri. "La stragrande maggioranza ha resistito ma qualcuno ha fatto marcia indietro anche per proteggere i familiari", ha detto Masini.

Alla marcia del 24 giugno hanno già annunciato la propria adesione, tra gli altri, Libera contro le mafie, Cgil, Cisl, Uil, Sos Imprese, Arci, Ossigeno per l'informazione, Addiopizzo, l'Associazione italiana calciatore, Cittadinanzattiva, il Centro Pio La Torre e Giuseppe Impastato. Dai dati resi noti oggi è emerso che i sindaci sono, tra gli amministratori, quelli maggiormente colpiti, il 44%; il 20% delle intimidazioni riguarda consiglieri comunali, in particolari chi è capogruppo o ha deleghe specifiche, il 15% assessori, il 7% consiglieri regionali, il 5% vicesindaci. Negli ultimi tempi, si è assistito poi ad un aumento della violenza ovvero di schiaffi, aggressioni, ma nella gran parte dei casi, il 35%, le minacce avvengono con incendi a case, sale consiliari, scuole; il 22% con lettere, anche contenenti proiettili; l'8% con ordigni esplosivi. Alla conferenza stampa di oggi hanno preso parte anche il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, 38 anni, più volte minacciato e il parroco di Polistena, don Pino de Masi, "non siamo Peppone e don Camillo - ha detto quest'ultimo - ma Chiesa e Comune si trovano uniti in questa battaglia in un territorio dove l'illegalità è diffusa e le leggi non esistono".

"Gli amministratori locali sono stati e sono tuttora protagonisti del cambiamento dell'Italia e la Calabria è una delle ragioni per cui vengono maggiormente colpiti": lo ha dichiarato Agnese Moro, figlia di Aldo Moro e collaboratrice dell'annuale Rapporto di Avviso Pubblico sugli amministratori locali sotto tiro. "Gli amministratori minacciati sono delle persone normali - ha aggiunto Agnese Moro - che fanno semplicemente quello che è giusto fare, applicare le leggi e denunciare le situazioni illecite. Quello che più mi dispiace, pensando anche alle parole dell'ex sindaco di Rizziconi, Nino Bartuccio, che ho intervistato per il Rapporto 2015, è che non ci sono solo i cattivi in questo Paese ma ci sono anche troppi buoni che girano la testa dall'altra parte".

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