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Lamezia Terme - La Regione Calabria con il Decreto Dirigenziale N°. 14118 del 21/12/2020 ha ammesso il finanziamento al comune di Gizzeria per il progetto “Il borgo di Ligea”, finanziandolo con un importo di 1,5 milioni di euro. Dal gruppo Pd Gizzeria “Officina delle idee” in una nota osservano come dalla Relazione di intervento stilata, si legge che l’area tematica da sviluppare è quella di “fare diventare il borgo una destinazione turistica, culturale, produttiva e ambientale rafforzando l’offerta turistica, aumentando la qualità della vita per i residenti e creando un’opportunità di sviluppo economico per tutto il territorio”. 

Pertanto, analizzata la relazione, pongono alcune considerazioni da parte della minoranza: “Miglioramento estetico dei luoghi e degli edifici mediante sistemi coerenti coi caratteri morfo-tipologici locali: la nuova piazza su via Roma, costata circa 150.000 euro, rientra in questa coerenza da seguire? Crediamo che l’opera sia in netta antitesi rispetto al progetto da poco finanziato: l’opera d’arte, apprezzabile nel risultato visivo, è completamente decontestualizzata: considerando che buona parte degli interventi del progetto si svolgeranno in prossimità della nuova Piazza, come si potrà far coesistere un’opera futuristica con interventi che mireranno al recupero e alla valorizzazione dei caratteri morfo- tipologici locali? Perché non è stato previsto, in quest’ottica, un recupero delle facciate in stile antico su via Roma? Non sarebbe stato meglio evitare una spesa del genere, investendo su un progetto le cui risorse vengano riservate all’ottimizzazione di servizi essenziali, come un recupero della rete idrica del borgo, che quotidianamente incorre in rotture che causano disagio ai cittadini?”.

“Si legge inoltre che – proseguono - Palazzo Trapuzzano diventerà una “casa degli ospiti” da usare come punto di ritrovo, sede di eventi, degustazioni, mostre e che su via Cairoli il recupero di locali fatiscenti servirà per laboratori creativi e artigianali: siamo ancora in attesa di capire quali sono le reali intenzioni dell’Amministrazione comunale a tal riguardo, soprattutto nella gestione di questa “casa degli ospiti” e della rete di organizzazioni che verranno coinvolte. Il recupero di un edificio comunale su Piano di Lizza sarà usato come riferimento per turismo ecologico (trekking, etc). Un turismo ecologico si basa su un ambiente immerso nella natura che viene ottimizzato dall’intervento, minimo, dell’uomo: recuperare quella struttura, lasciata al degrado per decenni, senza curarsi del contesto, ignobile, in cui versa la zona Pian di Lizza, è una scelta fortemente opinabile. Pensare di attrarre turismo in quella zona, presentandogli come biglietto da visita cumuli di macerie e spazzatura è un clamoroso autogol”. 

E, osservano ancora “Si punterà, inoltre, su un portale unico dell’offerta turistica del territorio, che reputiamo una buona idea, ma che deve essere valutata attentamente nelle scelte e sulla quale siamo ancora in attesa di spiegazioni. Nel punto finale della relazione si dice che l’Amministrazione Comunale “deve essere protagonista della comunità ospitale”, dimostrando una “attenta politica” verso la qualità, specie su raccolta e gestione rifiuti, pulizia costante degli spazi pubblici e incremento del decoro: ad oggi, tra una discarica in pieno centro storico, una pulizia inesistente delle strade comunali e un decoro urbano che non segue una logica precisa e chiara non si è certamente sulla strada giusta. Crediamo che per migliorare l’attrattiva turistica del borgo, più che gli slarghi interni “Statti”, “Santa Lucia” e “via Cairoli”, si sarebbe potuto puntare sul recupero del Convento Francescano adiacente al Comune, che è una vera attrattiva di nicchia nonché risorsa storica di valore inestimabile del nostro territorio, sempre ignorata dagli attuali amministratori, o della Chiesa della SS. Annunziata o, ancora, sulla valorizzazione della Pineta Scolastica e della viabilità delle sue stradine interne, per la creazione di un circuito di strade immerse nel verde, in grado, veramente, di attrarre quel turismo ecologico tanto richiesto quanto, purtroppo, inascoltato. Del resto – concludono dal gruppo Pd ‘Officina delle Idee’ - la visione di una Gizzeria diversa, che punti alla reale rivalorizzazione del borgo e delle sue caratteristiche, con consumo zero del suolo, non può essere pretesa da chi governa da decenni con l’unico scopo di costruire opere, tra l’altro molto spesso rimaste a metà”. 

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