
Catanzaro - Il quadro economico calabrese resta fragile e immerso in notevoli criticità ma gli investimenti legati al Pnnr potranno segnare una svolta epocale in tutti i comparti. È questo il quadro emerso dal rapporto sull'economia calabrese 2021 illustrato dal direttore calabrese della banca d'Italia, Sergio Magarelli, e dai ricercatori della filiale. Continua, dunque, a pesare l'emergenza sanitaria ma - pur in un contesto calabrese e nazionale molto difficile - potrebbe intravedersi una luce in fondo al tunnel.
"Sul finire del 2019 - ha spiegato in apertura Magarelli - abbiamo incrociato un "cigno nero" che è la pandemia che ha avuto tantissime ripercussioni sull'economia, ed è stata creata una bolla che ha cercato di contenere i danni. Non tutto è andato bene ma sarebbe potuta andare peggio. Il Pnnr attribuisce risorse e opportunità davvero uniche e importantissime per colmare i divari e porre le basi di un nuovo sviluppo tempestivo e globale. E' richiesto un netto cambio di passo, il futuro sarà ciò che costruiamo adesso, abbiamo un grande capitale umano e una ricchezza di diversità. Sorgi Calabria deve essere il nostro comandamento valorizzando competenze e formazione e colmando odiosi divari come quelli di genere". Il ricercatore Giuseppe Albanese ha illustrato i dati del rapporto sull'economia calabrese.
L'impatto sulla rete delle attività produttive
Il ricercatore Antonio Covelli si è soffermato sul settore produttivo e delle imprese: "Abbiamo registrato una contrazione del Pil del 9%, seguendo un trend nazionale ma con maggiore acutezza in Calabria per una condizione di stagnazione molto forte. Oltre la metà delle imprese segnalano una riduzione del fatturato, con l'elevata incertezza sui tempi della ripresa hanno indotto molti a ridurre gli investimenti privati, che limita la crescita e la competitività. Nel settore dei servizi il calo delle attività è più pronunciato nei comparti del commercio al dettaglio, degli alberghi e ristorazione. C'è stata una contrazione dei consumi, soprattutto nel turismo dopo anni di crescita con una riduzione delle presenze di oltre il 50%. Misure negative anche nelle costruzioni, soprattutto nel campo del pubblico. Nei prossimi mesi è previsto un miglioramento grazie alla misura del bonus 110%. Lo stress economico è stato rilevante, con un cospicuo calo delle entrate, nonostante le misure messe in campo dal Governo nazionale. Nel breve termine la ripresa dell'attività economica è legata alla campagna vaccinale e al Pnnr, soprattutto se incideranno sui ritardi del sistema produttivo calabrese. Il programma di resilienza offre l'opportunità di modernizzare l'economia, a partire dalla digitalizzazione che avrebbe un grande valore soprattutto in Calabria, dove però registriamo buoni passi in avanti negli investimenti per le politiche ambientali".
Mercato del lavoro e impatto sulle famiglie
La ricercatrice Graziella Mendicino ha illustrato i dati su mondo del lavoro e famiglie: "L'occupazione nel 2020 in Calabria è scesa del 4,3% con una forte riduzione delle ore lavorate, per quanto siano state fondamentali le misure di sostegno messe in campo a livello nazionale. E' aumentato il numero degli inattivi, ovvero coloro che non hanno un'occupazione e non la ricercano. In Calabria lo smartworking è stato utilizzato di meno che a livello nazionale e questo perché vi è una bassa occupazione che potrebbe essere convertita in telelavoro oltre che un'oggettiva minore digitalizzazione delle imprese". "Il reddito delle famiglie si è ridotto del 3,3%, un calo contenuto per via del reddito di emergenza e reddito di cittadinanza. Le condizioni dei giovanissimi registrano un peggioramento siain termini di divario di apprendimento che di inclusione sociale, e ciò è legato alle condizioni di famiglie di appartenenza e di accesso agli strumenti digitali. La contrazione dei consumi è legata alla riduzione della mobilità e alla paura del contagio"
L'andamento della spesa pubblica in Calabria e la fragilità dell'offerta sanitaria
La ricercatrice Enza Maltese ha illustrato gli aspetti riguardanti la spesa pubblica, soffermandosi sulle ripercussioni gravi nel comparto sanitario. "La pandemia ha portato in primo piano la necessità di una rete sanitaria territoriale, facendo registrare un brusco calo nelle attività di prevenzione oncologica". "Gli enti territoriali hanno avuto un ruolo centrale nell'adozione di politiche a sostegno dell'economia. La crescita degli investimenti pubblici è legata ai trasferimenti statali".
Giulia Veltri

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