
Catanzaro – “È Catanzaro la città che segna la percentuale migliore di differenziata in Calabria (66,48%). Seguono Cosenza (57,90%), Vibo Valentia (51,70%) e Reggio Calabria (43,76%). Fanalino di coda: Crotone (7,62). Vibo Valentia, inoltre, è il capoluogo che segna la migliore performance di crescita nell’ultimo anno, passando dal 29,64% al 51,70% quasi raddoppiando il quantitativo di rifiuti differenziati rispetto alla discarica tradizionale”. Lo rivela il Report regionale rifiuti, riferito al 2018, pubblicato dall’Arpacal questa mattina. Il Report, dopo l’approvazione con delibera del direttore generale dottor Domenico Pappaterra, è stato trasmesso, come di consueto, al dipartimento Ambiente della Regione Calabria ed all’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Il Report, realizzato dal dottor Clemente Migliorino, responsabile della Sezione regionale Catasto rifiuti istituita presso la Direzione scientifica dell’Arpacal, e dal dottor Fabrizio Trapuzzano, raccoglie ed elabora i dati sulla produzione di rifiuti urbani e raccolta differenziata riferiti ai Comuni della Calabria, distinti per categorie merceologiche secondo i codici identificativi Cer. “Nel complesso – si legge - la Calabria continua nel suo trend di crescita costante, segnando rispetto al dato definitivo dell’annualità precedente un + 3,75%, attestandosi al 42,90% di differenziata sul totale di rifiuti annui prodotti sul territorio regionale, mentre a differenza del 2016 la Calabria è cresciuta di un + 11,70%”. Scorrendo i dati del Report, “la “hit parade” dei cinque comuni più sensibili in Calabria nella raccolta differenziata sono tutti in provincia di Cosenza: Frascineto (83,92%), San Benedetto Ullano (83,27%), San Giorgio Albanese (81,71%), Longobucco (81,36%) e Carolei (80,85%). I tre virtuosi nelle altre province sono: per Catanzaro, Cardinale (71,82%) Girifalco (71,78%) ed a pari merito Cerva e Andali (71,29%); per Crotone, Santa Severina (71,86%) seguita da Cirò (65,73%) e Melissa (62,28%). A Vibo Valentia, Stefanaconi (74,64%) seguito da Mileto (68,78%) e Mongiana (67,85%). Per Reggio Calabria, infine, Cittanova (71,54%) seguita da Scido (66,30%) e Ardore (66,07%)”.
“Provincia di Cosenza a parte – si legge ancora - che fa da battistrada, l’andamento complessivo dei territori provinciali segna buone performance per Catanzaro (48,74%), ed una sostanziale crescita percentuale anche per Vibo Valentia (34,76%) e Reggio Calabria (30,39%), con Crotone che continua a migliorare (26,25%). Nota dolente del report – precisano - è la continua assenza di un quantitativo importante di Comuni, che in provincia di Reggio Calabria sfiora addirittura il 50%, che non inviano i dati all’Arpacal, nonostante i diversi solleciti. In provincia di Catanzaro 15 comuni su 80 non hanno inviato i dati, in provincia di Cosenza 32 su 150, in provincia di Vibo Valentia 8 su 50, nel Crotonese 4 su 27 e, appunto, in provincia di Reggio Calabria 48 comuni su 97 non hanno trasmesso le schede-dati all’Arpacal. Dal catasto regionale rifiuti, attraverso calcoli previsionali, fanno sapere che riuscendo a recuperare i dati dei comuni “assenti” il dato regionale della differenziata potrebbe salire di circa 3 punti percentuali”.
“In provincia di Cosenza – aggiungono - il quantitativo totale di rifiuti differenziati ha superato, nel 2018, quello che ancora è conferito nelle modalità tradizionali. Per la prima volta da quanto il Catasto regionale rifiuti dell’Arpacal raccoglie, elabora e pubblica i dati della produzione di rifiuti in Calabria, il territorio provinciale cosentino fa pesare di più verso la differenziata, con un 54,84% sul totale di rifiuti prodotti su base annuale, il piatto della bilancia “sostenibile”. Occorre ricordare che – concludono - in base alla regolamentazione approvata con Dgr n. 226 del 29 maggio 2017, entro 30 giorni da questa pubblicazione, i Comuni inadempienti, cioè che non hanno trasmesso alcun dato, e quelli che hanno trasmesso, ma che intendono migliorare, potranno trasmettere dati ed osservazioni integrative”.
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