
Roma - La rivolta nelle carceri legata all'emergenza Coronavirus riaccende i riflettori sul sovraffollamento nei 189 penitenziari. Attualmente ci sono oltre diecimila detenuti in più rispetto ai posti disponibili. Lo rivelano i dati del ministero della Giustizia aggiornati al 29 febbraio scorso. I detenuti sono 61.230 a fronte di una capienza di 50.931 posti.
I condannati con sentenza definitiva sono 41.873. Quasi diecimila (9.920) sono in attesa di giudizio. Poco meno sono quelli che sono stati condannati in primo o secondo grado e che attendono la parola ultima della Cassazione: 9.032. Quasi 20mila gli stranieri: sono 19.899, mentre le donne 2.702. Una minoranza i detenuti che lavorano: sono 16.850, secondo le cifre rese note dal ministro della Giustizia, quando a gennaio ha illustrato le linee guida del ministero al Parlamento.
Le nuove disposizioni per contenere il contagio da coronavirus, infatti, limitano i colloqui tra familiari e prigionieri. Da qui le proteste dei detenuti. Da Modena, a Pavia a San Vittore a Milano, da Reggio Emilia a Ferrara, fino ad arrivare all'Ucciardone di Palermo e a Foggia. Dilaga la protesta nelle carceri italiane, sull'onda del timore per il contagio da coronavirus e per le restrizioni ai colloqui dovute all'emergenza e sullo sfondo di sovraffollamento diventato difficile da contenere.
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