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Lamezia Terme - "E’ ormai noto a tutti che il disagio mentale sarà una delle emergenze sanitarie del futuro, e riguarderà purtroppo soprattutto i più giovani, tanto che non solo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ma anche la Società di Pediatria lancia costanti segnali di allarme e ripetuti messaggi alla collettività affinché sia prestata maggiore attenzione alla crescita equilibrata di bambini e ragazzi. Non è più sufficiente pensare a ciò che mettiamo nel piatto ma bisogna preoccuparsi concretamente del benessere psicologico degli adolescenti" è quanto si legge in una nota.

"L’Associazione Nazionale Progetto Itaca ODV che da oltre 25 anni si occupa di questi temi, porta avanti diverse iniziative volte a sensibilizzare la società verso queste problematiche, a sostenere pazienti e familiari ma anche ad informare correttamente e fare prevenzione, contribuendo quindi a rimuovere lo stigma che da sempre accompagna questi disturbi, che invece vanno visti come un altro qualunque malessere da attenzionare ma che si può curare e si può superare".

"Progetto Itaca, nata da un gruppo di familiari che ha deciso di condividere esperienze, angosce, timori, ma anche speranze, cure ed esempi di recupero, oggi conta 18 sedi in tutta Italia, ha sede centrale a Milano e per la Calabria ha sede a Lamezia Terme. L’associazione si avvale della collaborazione degli psichiatri dei Servizi di Salute Mentale presenti sul territorio, grazie ad una convenzione che si rinnova ormai da diversi anni, con il Dottor Michele Rossi, la dottoressa Anna Maria Scardamaglia , la dottoressa Paola Rotella, la dottoressa Raffaella Sacco e grazie anche al contributo della dottoressa Rossella Manfredi".

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"Una delle attività che l’associazione realizza riguarda proprio la sensibilizzazione e la prevenzione, attraverso incontri con i ragazzi delle classi terze e quarte delle scuole superiori,. Anche quest’anno Progetto Itaca ha incontrato gli studenti di tutte le scuole superiori della città per sensibilizzare ed informare in modo rigoroso e scientifico sia sul disagio adolescenziale sia sui disturbi della salute mentale, per far capire ai ragazzi come riconoscere la differenza, comprendere quali siano i comportamenti che possono proteggere dall’insorgenza di questi disturbi ma anche quali fattori potrebbero esporli al rischio di svilupparli".

"Il progetto proposto dall’associazione mira ad insistere su quale sia il corretto stile di vita, adatto alla loro giovane età, cioè coltivare interessi ed amicizie reali piuttosto che virtuali, fare attività fisica costante, dormire per un adeguato numero di ore, mantenere un’alimentazione sana, evitare di trascorrere troppe ore su internet, o sui videogiochi o sui social, resistere alla tentazione di provare”lo spinello”o altre droghe ritenute leggere, o di bere alcolici, solo per sentirsi integrati nel gruppo. I dirigenti scolastici hanno aderito con interesse a questo progetto che si svolge ormai da cinque anni, tanto che ogni anno aumenta il numero degli studenti che ne usufruiscono. Solo in quest’anno scolastico sono stati oltre 700 i ragazzi coinvolti"

"Ma cosa chiedono i ragazzi? Molte le domande rivolte agli specialisti che accompagnano i volontari dell’associazione e che interagiscono con gli studenti.La richiesta più frequente riguarda il modo di gestire l’ansia, ma poi anche quanto incide il fatto di trascorrere molto tempo sui Social, oppure se le Relazioni tra familiari o tra coetanei possono influenzare la nostra salute mentale. E ancora “Quanto è importante il supporto della famiglia durante la crescita?” E poi “Aver subito bullismo può predisporre a sviluppare un disturbo mentale?” “ Un disturbo psichico può essere tramandato geneticamente ?” Gli specialisti rispondono con chiarezza ed in modo esaustivo alle richieste dei ragazzi, che, alla fine dell’incontro, sono sereni e soddisfatti, dichiarano ad esempio di essere disponibili a sostenere un amico qualora avesse un disturbo e avesse bisogno di aiuto. Tutto questo ci fa capire quanto sia importante non tacere ma parlare di questi disagi e prestare maggiore attenzione ai segnali che vengono dagli adolescenti, accompagnarli con affetto ed empatia nella crescita e nell’inserimento nel difficile mondo di oggi".

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