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Lamezia Terme - “Salvezza è sacrificio”, un’opera pittorica del Maestro d’Arte lametino Maurizio Carnevali è stata consegnata ad Alessandra Perego, vedova del dottor Gianbattista Perego, medico di Medicina Generale di Treviolo (Bergamo), caduto sul campo lo scorso 23 aprile a causa del Covid19, mentre svolgeva la sua professione, mentre si dedicava ai suoi pazienti senza sottrarsi al dovere nonostante il pericolo. Cordoglio e commozione hanno ieri pervaso la sala consiliare G. Napolitano del Comune di Lamezia, nel ricordare il suo operato, nel considerarlo simbolo di tutti quei medici, oltre 170 in Italia, che hanno perso la vita durante l’emergenza Coronavirus per gli effetti dovuti alla propria attività lavorativa.

La cerimonia, organizzata dal Lions Club Valle del Savuto, insieme con il Rotary Club Reventino, si è svolta grazie alla creazione di un ponte virtuale calabro-lombardo mediante collegamenti video tra Lamezia e Treviolo, durante i quali, i sindaci delle rispettive città, attorniati (nel rispetto delle giuste distanze di sicurezza) dai presidenti dei rispettivi Club calabresi e bergamaschi, hanno potuto rendere omaggio alla memoria del dottor Perego e far nascere di conseguenza una necessaria riflessione sull’urgenza di costruire, con questa brutta esperienza sulle spalle, un futuro diverso per quanto riguarda la realtà sanitaria italiana.

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“Abbiamo messo in campo cuore, emotività e adrenalina psicologica. - ha affermato il cardiologo Giovanni Paola ideatore dell’evento e socio del Lions Club Valle del Savuto, - Siamo stati immediatamente vicini a tutti coloro che si sono esposti in prima linea contro la malattia. Il sacrificio di Gianbattista è l’emblema dei tanti medici che sono caduti sul campo.”

“In tre mesi sono scomparse tantissime persone - ha raccontato scosso, Pasquale Gandolfi, sindaco di Treviolo, che durante tutto il collegamento non ha mai sollevato la sua mascherina dal volto neanche per parlare al microfono - Erano così tanti gli ammalati che non sapevamo come rispondere a questa emergenza che ci ha colti impreparati. Nei momenti di profonda crisi, - ha poi aggiunto tradito dalla commozione - quando le istituzioni non riuscivano a sopperire alla gravità della situazione, si è risvegliato il senso di comunità ed è emersa la solidarietà tra le persone: i cittadini si sono aiutati a vicenda”. Poi il sindaco Paolo Mascaro: “Su questi sacrifici, costruiamo il futuro di questi territori, da nord a sud questo incontro vuole annullare le distanze. Ricordiamo i medici che sono rimasti a combattere contro il Covid a mani nude, rese tali dall’inefficienza delle istituzioni. Da ora in poi, la necessità di operare in maniera diversa, ci unisca e non ci divida”.

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Il presidente nazionale dell’Ordine dei Medici dottor Filippo Anello ha definito simbolico questo gemellaggio virtuale tra Regione Calabria e Regione Lombardia: “la Calabria è la regione simbolo della debolezza sanitaria, questo ci deve far riflettere sul fatto che non può esserci più un’assistenza sanitaria diversa da una regione all’altra: la professione medica è e deve essere infrazionabile.”  Ha poi ricordato che la salute è un diritto di tutti, tutelato dalla Costituzione. Diverse testimonianze si sono poi susseguite: quella del giovane medico anestesista e rianimatore Nicola Floro, partito dalla Calabria per supportare i colleghi nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cremona. Quella drammatica del presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo Guido Marinoni che ha esclamato: “È stata una Caporetto! È successo tutto nel giro di due settimane, solo a Bergamo sono morti 29 medici. Negli ospedali non c’era posto e molti rimanevano a casa, se si aggravavano rischiavano di restare anche senza ossigeno perché scarseggiavano le bombole”.  A lodare i corretti comportamenti tenuti dal tanto bistrattato Sistema Sanitario calabrese il dottor Francesco Esposito, consigliere dell’Ordine dei Medici di Catanzaro. “Abbiamo agito correttamente, - ha affermato - e da noi il numero dei malati è rimasto contenuto, ma ciò non toglie che il Sistema Sanitario vada riformato. Se c’è una cosa che abbiamo imparato da tutto ciò è che non è la sanità privata a preoccuparsi della salute pubblica durante questo tipo di emergenze”. All’evento hanno collaborato fattivamente l’assessore alla Sanità del Comune di Lamezia Gianfranco Luzzo e l’assessore alla comunicazione Luisa Vaccaro. Ha moderato la giornalista Sara Incamicia.

Dora Coscarelli

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