
Gioia Tauro - Sono centinaia i portuali di Gioia Tauro che hanno aderito allo sciopero di 24 ore proclamato per oggi dal coordinamento del Sindacato unitario lavoratori (Sul). Lo sciopero è stato organizzato per chiedere il rilancio della struttura. Nello scalo di Gioia Tauro attualmente tutte le gru sono alzate, a dimostrazione che la movimentazione dei container è ferma. Alle iniziative promosse dal sindacato hanno aderito anche i sindaci del territorio.
Tra i sindaci che hanno aderito alle iniziative del sindacato Sul c'è quello di Gioia Tauro, Giuseppe Pedà, che si è dichiarato disponibile ad ospitare nel suo comune un primo confronto fra forze sociali e istituzioni regionali propedeutico a chiedere un tavolo nazionale sulle problematiche del porto. Al sit-in promosso dal Sul hanno partecipato delegazioni di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti italiani con il segretario regionale Michelangelo Tripodi; i parlamentari del Movimento 5 Stelle Federica Dieni e Nicola Morra; il deputato Sebastiano Barbanti; Mimmo Gattuso, leader dell'Altra Calabria, movimenti civici e rappresentanti di partiti politici. Davanti al gate portuale si è svolta un'assemblea nel corso della quale è stato annunciato che la mobilitazione non finirà con lo sciopero di oggi ma continuerà fino a quando non arriveranno risultati e impegni concreti per rilanciare lo scalo come risorsa per lo sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno.
REAZIONI
Morra: ritardi su zona franca doganale
Il senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra ha partecipato all'assemblea in corso davanti al porto di Gioia Tauro. L'iniziativa è stata proclamata dal coordinamento portuali del Sindacato unitario lavoratori (Sul) in concomitanza con lo sciopero di 24 ore. Nel suo intervento Morra ha ricordato i "ritardi sull'utilizzazione della zona franca doganale aperta già autorizzata da 12 anni nel retroporto di Gioia Tauro". "Qui bisogna lavorare - ha aggiunto il parlamentare - per legare lo sviluppo del retroporto con la vocazione agroindustriale della Calabria".
Pronestì (Sul): siamo solo all'inizio
Il segretario nazionale del coordinamento portuali del Sindacato unitario lavoratori (Sul), Antonio Pronestì, ha concluso l'assemblea svoltasi davanti al porto di Gioia Tauro dove è in corso lo sciopero di 24 ore proclamato dal sindacato. Nel corso del suo intervento, Pronestì ha affermato che "lo sciopero di oggi è solo l'inizio della nostra mobilitazione che proseguirà anche con altre iniziative. Siamo disponibili a fare le barricate per evitare di perdere anche solo un posto di lavoro. Il nostro impegno è anche finalizzato ad evitare di perdere i diritti acquisiti in tutti questi anni". "Vogliamo stigmatizzare - ha aggiunto - il comportamento della Regione che non ha preso nessuna posizione circa la situazione del Porto di Gioia Tauro. Se sarà necessario siamo disposto a portare i lavoratori sotto la sede della Regione per fare in modo che il Presidente ci riceva e ci dica le iniziative che intende prendere per rilanciare la struttura". Nel pomeriggio si svolgeranno altre iniziative ed incontri per discutere della situazione del porto di Gioia Tauro.
Sculco: dalla parte dei lavoratori
"Se i lavoratori sono costretti a scioperano in difesa di un'infrastruttura indispensabile per il rilancio del Mezzogiorno, non si può che stare dalla loro parte". Lo afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco. "Proprio in quanto accade al porto di Gioia Tauro - aggiunge - per la storia che lo contraddistingue, le speranze suscitate e le promesse disattese, si ravvisano i tratti dell'irrisolta questione meridionale. Il porto di Gioia Tauro è lo specchio di un Paese che tarda a dotarsi di una politica industriale e di sviluppo. Serve una prospettiva chiara che rassicuri i lavoratori e punti sull'intermodalità e la diversificazione delle attività portuali. Soprattutto, è necessaria una programmazione che scongiuri quanto paventano esperti e commentatori, secondo cui l'infrastruttura sta subendo un devastante ridimensionamento ed un inesorabile declino".
Nucera (Sel): mantenere alta attenzione
"Quello che sta avvenendo a tanti lavoratori e lavoratrici del porto di Gioia Tauro non può essere accettato e fatto passare così in sordina, ma l'attenzione dell'opinione pubblica deve rimanere alta". Lo sostiene, in una nota, il capogruppo in Consiglio regionale de "La Sinistra", Giovanni Nucera, "che ha ritenuto doveroso essere presente oggi - è detto in un comunicato - alla manifestazione indetta dal Coordinamento portuali Sul di Gioia Tauro per rilanciare l'attenzione sulla situazione del porto". "Per questo motivo - afferma Nucera - oggi siamo stati insieme ai tanti lavoratori del porto di Gioia Tauro che, nonostante i diversi proclami di sviluppo sciorinati in periodo elettorale, sta vedendo progressivamente diminuire le attività che lo avevano portato ad essere il primo porto del Mediterraneo. Trecentocinquanta lavoratori vengono messi in cassa integrazione senza possibilità di riassorbimento. Si tratta di un numero abnorme di persone e famiglie su cui si abbatte la mannaia della crisi e della disperazione. Un altro segnale allarmante, tra altro, arriva in questi giorni: a Gioia Tauro verrà tagliato un servizio di contenitori tra l'Asia e il nord Europa, fino ad oggi circolante tramite il porto calabrese. Un'altra riduzione, l'ennesima, del lavoro e dei traffici commerciali". "Chiediamo al presidente Oliverio - dice ancora il capogruppo regionale di Sel - una maggiore attenzione politica e auspichiamo che venga fissata al più presto la data per una seduta del Consiglio regionale dedicata a un piano di rilancio e di sviluppo del porto, oggi in ginocchio, e delle sue attività mercantili. Tutte le istituzioni calabresi siano unite nel chiedere al Governo nazionale un investimento per il porto di Gioia Tauro che sia economico e strategico. Oltre la Zes, i cui tempi di realizzazione però non coincidono con quelli a disposizione del porto, riteniamo preliminare la realizzazione di infrastrutture che favoriscano uno sviluppo intermodale e che permettano al porto gioiese di confrontarsi con i maggiori scali europei". "E tra le infrastrutture imprescindibili - conclude Nucera - c'è la creazione di un collegamento ferroviario che permetta non solo attività di trasbordo dei container da una nave all'altra, ma anche l'implementazione dell'attività di smistamento delle merci e del loro passaggio dalle navi ai treni".
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