
Roma - La Corte Costituzionale - a quanto si apprende - deciderà tra qualche tempo, e non immediatamente, la questione relativa alla scuola e alle supplenze, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti sul caso e sulla relativa documentazione. Il tema riguarda le supplenze reiterate attraverso contratti a termine ed è stato discusso ieri in udienza pubblica. E' giunto alla Corte attraverso sei ordinanze provenienti dai tribunali di Roma, Trento, Vibo Valenzia, che hanno chiesto alla Corte di valutare la legittimità delle norme contenute nella legge 124/1999 sulle supplenze anche alla luce di quanto deciso dalla Corte di Giustizia Europea.
La Corte ha iniziato a vagliare la questione nella camera di consiglio di ieri pomeriggio ma non ha esaurito l'esame, ritenendo utile prendere ancora un po' di tempo prima di decidere. La decisione finale è quindi slittata. La vicenda riguarda in maniera tangente anche la riforma della Buona scuola, la 107/2015, più volte evocata anche ieri durante l'udienza, sebbene la norma non sia in discussione di fronte alla Corte Costituzionale. Il primo a richiamarla ieri in udienza è stato lo stesso giudice relatore, Giancarlo Coraggio, ricordando che sono stati 86mila i docenti stabilizzati a seguito della sua entrata in vigore. Due, sostanzialmente, le posizioni che si sono fronteggiate: quella dei legali dei ricorrenti, secondo i quali è stato commesso un "abuso" che contrasta con le direttive europee e che la riforma della buona scuola non sana; e quello dell'avvocatura dello Stato, che ha invece sostenuto che la riforma del 2015 mette in campo misure in grado di rispondere sia ai rilievi mossi in sede comunitaria sia ai problemi strutturali, attraverso i concorsi e un piano di progressiva stabilizzazione dei precari. Una tesi sostenuta, sostanzialmente, anche dai legali che rappresentavano la Provincia di Trento, chiamata in causa per delle norme provinciali in materia.
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