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Gioia Tauro (Reggio Calabria) - E' del 100% nel piazzale e di poco meno tra gli uffici nel terzo e nel secondo turno di lavoro, secondo i sindacati, l'adesione dei portuali di Gioia Tauro allo sciopero proclamato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sul. Numeri che, secondo i dirigenti sindacali, si confermeranno anche negli altri turni di lavoro e che danno l'idea del malessere tra i portuali, che oggi a mezzogiorno si ritroveranno davanti a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, a Reggio per una manifestazione in attesa della riunione convocata dal presidente della Giunta regionale Mario Oliverio per affrontare il tema degli esuberi.

Secondo i dati forniti da Med Center Container Terminal sono 442 i portuali in esubero, più gli altri lavoratori dell'indotto. Mct ha avviato le procedure per la collocazione in Cigs per crisi aziendale dei portuali in esubero ma le organizzazioni sindacali chiedono l'attivazione del contratto di solidarietà. Procedure che dovranno essere chiuse, per legge, entro il 25 giugno. Difficile la mediazione che tenterà il governatore Oliverio anche perché i sindacati, che hanno in programma di altre giornate di sciopero, chiedono che sul porto e sul suo futuro si esprima il Governo centrale al quale viene chiesto di avviare iniziative a sostegno dell'occupazione nell'area.

Lavoratori a Reggio, incontreranno Oliverio 

É previsto nel pomeriggio un incontro tra una delegazione dei lavoratori del porto di Gioia Tauro, che sono in sciopero e stanno attuando un sit-in di protesta a Reggio Calabria davanti la sede del Consiglio regionale, ed il presidente della Regione, Mario Oliverio. "Abbiamo il diritto - ha detto Domenico Nasso, della Filt-Cgil territoriale di Gioia Tauro e segretario della Camera del lavoro di Polistena - di portare avanti le nostre famiglie con dignità. E la dignità si ottiene soltanto con il lavoro. La crisi del porto di Gioia Tauro, non può ricadere sempre sui lavoratori". La Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal container di Gioia Tauro ha annunciato 440 esuberi, lavoratori che rischiano, dal prossimo settembre di essere licenziati. Da qui la protesta, cui hanno aderito tutti i sindacati categoria, Cgil-Cisl-Uil, Sul, Usb, ed altri. "Oggi - aggiunge Nasso - ci troviamo davanti alla prospettiva del licenziamento. L'azienda motiva questi licenziamenti con il calo dei traffici e la scarsa competitività del porto di Gioia Tauro a causa delle accise che gravano sulle compagnie e della crisi economica internazionale. Noi non accettiamo questa soluzione. Il diritto al lavoro è un diritto sacrosanto. Non si può pensare di rilanciare il porto con qualche nave in più. Servono, piuttosto, interventi strutturali. Questo scalo è stato per anni il fiore all'occhiello della portualità europea. Non può ridursi al solo transhipment, cadenzato da periodi di cassa integrazione e minacce di licenziamenti. Non è una soluzione e serve soltanto a prolungare l'agonia di questo porto. Noi abbiamo bisogno di certezze. Il transhipment é un progetto ormai fallito. Non possiamo continuare ad essere dei semplici magazzinieri della portualità mondiale. Gioia Tauro va rilanciato per le sue potenzialità".

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