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Lamezia Terme - “L’avviso pubblico di selezione per l’attribuzione del marchio regionale Grandi Eventi Calabresi e per la concessione di un sostegno economico annualità 2020, bandito lo scorso luglio dalla Regione Calabria, è diventato una farsa dai toni grotteschi e, se non ci fossero di mezzo lavoro e sacrifici di anni, perfino esilaranti. Dopo l’incredibile esclusione per addotta mancanza dei requisiti, a seguito di ricorso e accesso agli atti, ieri mi è stato comunicato che il mio festival Fatti di Musica è stato ammesso, quindi ha ottenuto il Marchio regionale, peraltro inutile e già avuto in ogni precedente edizione, ma non può ricevere il contributo perché hanno finito i fondi!”, è quanto afferma Ruggero Pegna, promoter e direttore artistico-organizzativo di Fatti di Musica, giunto alla 35esima edizione.

Pegna prosegue: “La storia di questo bando è a dire poco allucinante, a cominciare dal ritardo nella graduatoria, che doveva arrivare entro fine agosto dello scorso anno, come previsto dallo stesso Avviso, ma che è arrivata lo scorso 1 aprile ed ancora non è definitiva, a causa del ricorso di quasi tutti i partecipanti per varie e diverse ragioni. È soprendente, altresì, il silenzio del presidente facente funzione e di tutti gli assessori, compreso il Capitano Ultimo, figura anche simbolica che avrebbe dovuto suggellare il corretto operato di questa amministrazione, tutti silenti di fronte ai continui appelli rivolti dalla principali associazioni di categoria e dai principali promoter, allarmati dall’opaca gestione di un Avviso importante per l’intero comparto, peraltro in un anno drammatico per il settore. La riammissione di Fatti di Musica, a seguito del ricorso presentato dal mio legale avvocato Tiziano Lio, conferma che, addirittura, la documentazione non fosse stata nemmeno esaminata e/o, quanto meno, compresa. Non si trattava, infatti, di un’esclusione per giudizi di merito, ma per la presunta mancanza di documentazione, tutta realmente inoltrata e, peraltro, riferita a precedenti edizioni già vincitrici dell’analogo bando regionale, con documentazione regolarmente esaminata e approvata dall’Assessorato ogni anno. Convinto che, una volta per tutte, si debba sgomberare il campo da qualsiasi gestione superficiale e approssimativa di un comparto fondamentale per la Calabria e i calabresi, come quello della Cultura e della promozione attraverso lo Spettacolo, ho dato incarico all’avvocato Lio di procedere con ulteriore accesso agli atti per la verifica dell’attribuzione dei punteggi e, in base all’immaginabile esito, ad ogni azione conseguente. Concludo auspicando che questo possa rimanere solo un episodio di mala amministrazione da dimenticare e l’intera classe politico-amministrativa regionale voglia dare la giusta attenzione ad un comparto che produce cultura, immagine, promozione, aggregazione, occupazione, ricadute economiche di ogni tipo, utilizzando esclusivamente i metodi di competenza e meritocrazia, senza delle quali il vero spettacolo lo fanno proprio loro stessi. E questo non è sul serio un grande spettacolo!”.

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