
Lamezia Terme - La Calabria continua a occupare le ultime posizioni nella geografia dello sport italiano. È quanto emerge dall'Indice di Sportività 2026, elaborato da PTS Sport e pubblicato da Il Sole 24 Ore, che analizza 107 province sulla base di 32 indicatori relativi a risultati agonistici, diffusione della pratica sportiva, impiantistica, investimenti, eventi, società sportive e formazione.
Il quadro regionale conferma un ritardo ormai strutturale: nessuna provincia calabrese riesce a entrare tra le prime 80 della classifica nazionale. La migliore è Catanzaro, che occupa l'86° posto, seguita da Reggio Calabria (93ª), Cosenza (97ª), Vibo Valentia (103ª) e Crotone (105ª), tra le ultime tre province italiane.
Un risultato che riflette le difficoltà del sistema sportivo calabrese, penalizzato dalla carenza di infrastrutture, da investimenti limitati e da una rete di società sportive meno sviluppata rispetto a quella delle regioni del Centro-Nord, che continuano a monopolizzare le posizioni di vertice della graduatoria.
L'unico segnale incoraggiante arriva da Catanzaro, seconda in Italia nell'indicatore dedicato alla formazione sportiva, che valuta la presenza di corsi universitari, ITS, master e licei sportivi. Un'eccellenza che, tuttavia, resta isolata e non basta a modificare il posizionamento complessivo della regione. In testa alla classifica nazionale si conferma il predominio del Nord: Milano conquista per la prima volta il primo posto davanti a Trento e Bolzano, trainata anche dagli investimenti e dall'eredità delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
L'Indice di Sportività fotografa ogni anno non solo i risultati ottenuti da atleti e squadre, ma la capacità complessiva di un territorio di fare sistema attraverso impianti, formazione, investimenti e promozione dell'attività sportiva. Sotto questo profilo, la Calabria continua a scontare un gap significativo rispetto al resto del Paese.
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