
Lamezia Terme - “Oggi è un giorno molto speciale per me e per la mia famiglia. Ricevere questa stella sulla Hollywood Walk of Fame in onore di mio padre, Carlo Rambaldi, è un incredibile privilegio e un momento di immenso orgoglio”. Con queste parole Daniela Rambaldi ha commentato la cerimonia di svelamento della stella dedicata al padre, il maestro italiano degli effetti speciali, celebre in tutto il mondo per aver dato vita a E.T. Insieme a lei, le figlie Cristina e Alessandra, presenti a Hollywood per rendere omaggio al grande artista. Da ieri sera, il nome di Carlo Rambaldi brilla così all’incrocio tra Hollywood Boulevard e Vine Street, impresso in caratteri di bronzo sulla mattonella numero 2.860 della Walk of Fame. Un riconoscimento postumo nella categoria Motion Pictures che rende omaggio al talento e alla straordinaria eredità artistica del tre volte Premio Oscar. Un motivo di orgoglio non soltanto per la famiglia, ma per l’Italia intera e, in modo particolare, per Lamezia Terme, città alla quale Rambaldi era profondamente legato e dove trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita.
Il maestro degli effetti speciali, premiato con tre Oscar per il suo lavoro in King Kong, Alien ed E.T. l’extra-terrestre, si è spento nell'agosto 2012 a 86 anni proprio a Lamezia Terme, nell’ospedale cittadino. Aveva scelto la città calabrese come luogo in cui vivere, anche grazie al legame con la Calabria, terra d’origine della moglie Bruna. Un legame profondo che oggi si intreccia con un riconoscimento internazionale destinato a consacrare ulteriormente la memoria di un artista capace di rivoluzionare il cinema e di conquistare l’immaginario di intere generazioni. Lo scorso anno è ricorso il centenario della sua nascita: Rambaldi era nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara. Oggi la sua stella a Hollywood celebra un talento italiano che continua a brillare ben oltre lo schermo.
Daniela Rambaldi sui social scrive: “Questa stella non è solo un riconoscimento della straordinaria carriera di mio padre, ma anche una celebrazione della sua immaginazione, della sua passione e dell'incredibile eredità che ha lasciato al mondo del cinema. Niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza un'ottima collaborazione di squadra”. Da qui i ringraziamenti “al Ministero della Cultura Italiana, Cinecittà, alla Camera di Commercio di Hollywood, alla Hollywood Walk of Fame e a tutti coloro che hanno lavorato insieme per rendere possibile questo momento. Un ringraziamento speciale a Ana Martinez, Anna Manunza, Silvia Bizio, il Comitato Nazionale per il Centenario di Carlo Rambaldi e al mio intero team della Fondazione Carlo Rambaldi”. "Oggi, la tua stella brilla a Hollywood, per sempre", conclude la figlia Daniela.
Per la nipote Cristina: "Il suo insegnamento per tutte noi è stato: se non trovi una strada, costruiscila". "Ho avuto la fortuna di trascorrere la mia infanzia nel suo laboratorio, senza sapere quanto fosse famoso", ha raccontato all'ANSA Cristina, vice presidente della Fondazione che porta il nome dell'artista in un articolo a firma di Lucia Magi. "Con le mie sorelle disegnavamo, costruivamo oggetti, provavamo meccanismi e giocavamo con le creature nascoste qua e là". Solo crescendo ha capito che quell'uomo capace di inventare giochi, disegnare, raccontare storie e insegnare alle nipoti a osservare stelle e pianeti con il telescopio era una celebrità. "Era un uomo riservato e silenzioso, ma quando qualcuno gli chiedeva del suo lavoro gli si illuminavano gli occhi. Non negava mai uno schizzo di E.T. a chi glielo chiedeva, anche quando era stanco. Andava bene qualsiasi supporto: chissà quanti ce ne sono su tovaglioli di carta sparsi per il mondo!", ha sorriso la giovane donna, attrice e creatrice del progetto artistico in realtà estesa 'Alien Perspective', selezionato per Venice Immersive all'82° Festival del Cinema di Venezia.
Nato nel 1925 a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara, e scomparso nel 2012, Rambaldi ha cominciato come pittore e scultore, affascinato dalla meccanica e dalla possibilità di dare movimento agli oggetti. Una mostra allestita all'Istituto italiano di cultura espone proprio le sue opere pittoriche. Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, Rambaldi ha lavorato con registi come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, prima di essere chiamato a Hollywood da Dino De Laurentiis per 'King Kong', che gli è valso il primo dei suoi tre Oscar nel 1977. Gli altri due sono arrivati nel 1980 per 'Alien' di Ridley Scott e nel 1983 per 'E.T. l'extra-terrestre' di Steven Spielberg, con cui aveva già collaborato per 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' (1977). Tra gli altri lavori hollywoodiani, ha realizzato gli effetti speciali per 'Dune' (1984) di David Lynch, il mostro Dagoth di 'Conan il distruttore' (1984) e un lupo mannaro meccanico per 'Unico indizio la luna piena' (1985). La giornalista Silvia Bizio, per decenni corrispondente per la Repubblica, ha presentato la cerimonia condividendo alcuni ricordi personali.


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