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Reggio Calabria - Il Tar della Calabria, sezione di Reggio Calabria, ha respinto il ricorso presentato per l'annullamento della proclamazione degli eletti alle elezioni comunali di Reggio Calabria tenute il 20 e 21 settembre 2020 e vinte dal centrosinistra e dal sindaco Giuseppe Falcomatà. Il ricorso è stato definito dai giudici amministrativi "irricevibile" in quanto depositato oltre il termine dei trenta giorni dalla proclamazione degli eletti. Il ricorso era stato presentato dal movimento "Nuova Italia Unita" in seguito all'inchiesta sui brogli elettorali in cui è stato arrestato il consigliere comunale Antonino Castorina accusato di aver fatto risultare il voto di circa un centinaio di anziani che, in realtà, non sono andati al seggio.

"L'esistenza - scrive il Tar - di indagini penali in corso, pur quando, come nel caso di specie, attengano a condotte di rilevante gravità, non vale di per sé a dimostrare la illegittimità dell'atto amministrativo impugnato dovendo, al riguardo, dimostrarsi se ed in che misura la condotta presuntivamente illecita abbia portato all'adozione di un provvedimento che sarebbe stato diverso per forma e contenuti". Secondo i giudici amministrativi, non basta sostenere che non è "possibile risalire alla concreta individuazione delle schede elettorali 'falsificate' trattandosi, comunque, di un numero complessivo di 100 voti la cui concreta incidenza sui risultati elettorali avrebbe dovuto essere oggetto di specifica e puntuale dimostrazione da parte ricorrente". Pure per questo "il ricorso principale e i motivi aggiunti sono oltre che irricevibili, anche inammissibili" e non sussistono "i presupposti per l'annullamento delle operazioni elettorali nel loro complesso o limitatamente alle sezioni interessate dalle indagini".

"È stata chiusa una pagina triste". Così i capigruppo di maggioranza al Comune commentano la sentenza che mette "la parola fine sulla lunga ed estenuante sequela di polemiche strumentali cui abbiamo assistito, in silenzio e con grande rispetto delle istituzioni giudiziarie. Crediamo sia il tempo di tornare a parlare di questioni che riguardano la città e la vita quotidiana dei cittadini, e non più solo pochi soggetti strumentalmente interessati".

Ex consigliere Castorina lascia domiciliari

La Procura di Reggio Calabria ha notificato l'avviso di conclusione indagini al consigliere comunale del Pd Antonino Castorina arrestato lo scorso dicembre per i brogli che si sono verificati alle ultime elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020. Il gip Stefania Rachele ha sostituito per Castorina la misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di dimora a Reggio Calabria. Il procuratore Giovanni Bombardieri, l'aggiunto Gerardo Dominijanni e i pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo hanno notificato l'avviso di conclusione indagini anche agli indagati Giuseppe Saraceno, Simone D'Ascola, Francesco Laganà e Antonio Fortunato Morelli. Questi ultimi sono stati arrestati nella seconda tranche dell'inchiesta condotta dalla Digos che ha scoperto come alle elezioni comunali avrebbero votato centinaia di anziani che in realtà non si sono mai recati al seggio. Alcuni voti sarebbero stati espressi addirittura da soggetti deceduti. Stando all'impianto accusatorio, questo è stato possibile grazie ai duplicati delle tessere elettorali ritirati negli uffici comunali da Castorina e dal suo entourage.

L'inchiesta ha consentito ai pm di scoprire come Castorina si sarebbe di fatto autonominato illegittimamente prima componente e poi presidente della Commissione elettorale comunale. Il tutto senza passare dal Consiglio che aveva eletto sia i membri effettivi che i supplementi della Commissione. Ciò gli avrebbe consentito di nominare gli scrutatori per le elezioni comunali in cui era candidato, arrogandosi pure "la funzione di 'delegato del delegato' del sindaco nella nomina dei presidenti di seggio". In seguito alla chiusura delle indagini, l'esponente del Pd, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni, lascia i domiciliari e va al divieto di dimora che, secondo il gip dovrebbe essere idoneo a "comprimere la libertà di movimento e di relazione del Castorina nell'ambiente in cui le relazioni latu sensu 'politiche' fraudolente hanno avuto origine, ovvero la città di Reggio Calabria". Per gli altri quattro indagati è stato disposto l'obbligo di presentazione alla pg "tutti i giorni della settimana per due volte al giorno".

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