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Lamezia Terme -Una notte di paura per le ripetute scosse che sono state avvertite dalla popolazione dell'hinterland lametino ma, a detta degli amministratori, nei paesi non si registrano al momento danni.

"Qui a Falerna non ci sono stati danni, ma la gente si è riversata in strada, però erano tutti, o quasi tutti, dotati di mascherina e mantenevano la distanza per evitare il contagio da Covid-19. Vicini stavano solo i familiari che già vivono nella stessa casa". Lo dichiara all'AdnKronos Daniele Menniti, sindaco di Falerna, uno dei paesi della costa tirrenica catanzarese epicentro della scossa più forte, magnitudo 3.9, delle sei registrate stanotte in Calabria. "Stanotte ho fatto un giro per verificare, ma nessun danno, ora si stanno effettuando i controlli, ma per il momento l'allarme è rientrato - aggiunge -, però la gente è un po' stanca, pensi che subito dopo la scossa qualcuno diceva che si era tornati alla normalità, il terremoto aveva preso il sopravvento rispetto all'emergenza coronavirus. Ma andiamo avanti".

"Non ci sono stati danni, almeno per il momento non sono visibili, ma faremo i dovuti controlli. Stanotte, però, è stato il panico. La gente è scesa in strada per la paura, ma fortunatamente è stata molto cosciente, perché si è concentrata nei posti indicati dal piano della Protezione civile". Gli fa eco Antonio Albi, sindaco di Nocera Terinese. "Il problema - aggiunge Albi - è che la gente adesso è sfiancata, tra coronavirus e terremoto non se ne può più. Facciamo tutti il sacrificio di stare in casa, poi ci piomba addosso il terremoto, inevitabilmente si scappa fuori di casa e istintivamente, per paura, qualcuno si avvicina allo zio, al nonno, all'amico. Ma, ripeto, per fortuna la fuga dalle case è avventa con coscienza".

"Abbiamo avvertito tre scosse, una appresso all'altra, siamo tutti usciti in strada, ci siamo convogliati nella zona del campo sportivo, e ora stiamo facendo una ricognizione per verificare i danni, ma sembra non ce ne siano, solo un vecchio rudere ha subìto delle lesioni". Aggiunge Luca Marrelli, sindaco di San Mango d'Aquino: "La gente, un po' spaventata, è rimasta in macchina con le famiglie - aggiunge -, la maggior parte aveva le mascherine, nessuno è entrato in contatto con altri, se non coi propri familiari con cui già vive. Poi, dopo circa un'ora, siamo rientrati in casa".

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